Signori,
ecco a voi la naked più potente che c’è.
Si chiama Yamaha FZ1 e basta guardarla per capirne le
intenzioni: petto largo, codone cortissimo, scarico triangolare.
Già da ferma trasmette possanza e vigore ma se
ciò non bastasse a rendere l’idea di cotanta
forza, ecco altri due eloquenti particolari: un pneumatico
posteriore da 190 mm e un luccicante propulsore da 998
cc, derivato nientemeno che dalla sportiva e selvaggia
“R1”.
Ma una “nuda” con il motore di una superbike,
può sembrare un controsenso? Niente affatto, la
FZ1 è una moto che nasce per stupire e - perché
no - provocare, pur tenendo ben presenti i gusti e le
esigenze di una clientela di intenditori dal palato fine
e dal gran manico.
Cattiva quando serve
Iniziamo col dire che l’erogazione non ha nulla
a che vedere con quella brutale della R1, perché
nonostante i suoi 150 cv a 11.000 giri la FZ1 è
docile come un agnellino, perlomeno fino ai 3.500-4.000
giri, così da poter passeggiare senza problemi
nel traffico cittadino. Ai medi regimi il discorso cambia,
la potenza e soprattutto la possente coppia si fanno sentire;
per il tipo di moto in questione, dunque, l’arco
di utilizzo ottimale è quello che va dai 4.000
agli 8.000 giri, perché si viaggia fortissimo ma
in maniera lineare e senza la minima vibrazione. Laddove
viene fuori l’anima cattiva della sorella “R1”
è nella parte finale del contagiri: spalancare
la manetta fino a toccare quota 12.000 giri corrisponde
ad un emozionante viaggio nella quarta dimensione, dove
i contorni si fanno sempre più sfocati e l’indicatore
del tachimetro aumenta di dieci in dieci fino a quota
250 km/h, oltre la quale è umanamente impossibile
rimanere attaccati al manubrio. Il problema della protezione
aerodinamica non è questione da poco, anche perché
stiamo parlando di una moto che fa 130 km/h di prima...
Perciò il buonsenso direbbe di scegliere la versione
semi-carenata Fazer, che ha un ampio cupolino e una seduta
più comoda per il passeggero. Ma bisogna ammettere
che il cuore sta dalla parte della FZ1.
Non le manca niente
Tanta esuberanza è tenuta a bada da un telaio in
alluminio decisamente più rigido e leggero rispetto
al precedente, che
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permette alla FZ1 di rimanere sotto quota 200 kg. Intelligente,
poi, la scelta di adottare un impianto frenante tradizionale
in luogo di un più complesso (e costoso) a pinze
radiali: l’efficacia è pressoché
identica, ma in questo modo il prezzo finale ne beneficia
in maniera considerevole. Stile, contenuti e, soprattutto,
emozioni. Ecco in sintesi la Yamaha FZ1, una moto creata
per assecondare al meglio l’umore del pilota,
senza mai deluderlo. Lo stesso non si può dire
del passeggero, sistemato in cima al codone su una sella
di fortuna: se vi ama vi seguirà, in caso contrario...
godetevela da soli!
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