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Ottobre 2003: l’azienda Linden Lab inaugura il
suo piccolo mondo parallelo.
Quattro anni dopo, quel mondo è diventato l’universo
di Second Life, popolato da milioni di abitanti virtuali,
prepotentemente al centro dell’attenzione dei
media e capostipite di un intero nuovo genere di programmi
d’intrattenimento, quello dei “social game”.
Second Life non è infatti un vero e proprio videogame
perché, di base, non ha natura competitiva e
in esso non si persegue alcun obiettivo; è invece
un vasto ambiente in cui, dopo aver dato forma a un
alter-ego personale (l’avatar), è possibile
chiacchierare con gli altri utenti, partecipare a tutta
una serie di attività di gruppo (dal ballo al
sesso...), stringere amicizie e personalizzare un proprio
spazio privato o una propria attività. Guadagnando
soldi sì virtuali, ma convertibili in dollari
reali.
Un concetto vincente, premiato dal successo di Second
Life e causa, ovviamente, del proliferare di altri prodotti
similari. E se la Endemol, la casa di produzione del
Grande Fratello, sta portando avanti per il 2008 un
proprio progetto, Virtual Me, legato proprio ai reality
show, Sony intende trasferire i social game dal monitor
del PC al televisore del salotto. La community ideata
dal colosso nipponico si chiama “Home”,
sarà fruibile sulla PlayStation 3, la nuova console
Sony, e sembra avere tutte le carte in regola per monopolizzare,
a partire dal prossimo autunno, il tempo libero di milioni
di persone in tutto il pianeta. E far impallidire Second
Life...
Non sottovalutate la potenza di Playstation(3)
7 marzo 2007. Dal palco della Game Developer’s
Conference di San Francisco, prestigiosa kermesse dedicata
allo sviluppo dei videogame, Sony annuncia ufficialmente
il progetto Home, definendolo “un servizio di
community online 3D unico nel suo genere” e “un
significativo passo in avanti in questo settore dell’intrattenimento”.
Parole che sarebbero potute sembrare frutto della solita
enfasi da annuncio, non fosse stato per immagini e filmati
che le accompagnavano. Perché laddove Second
Life ha una grafica molto semplice, per consentirne
l’utilizzo anche su computer non molto performanti,
Home girerà su PlayStation 3, libero di sfruttare
tutta la potenza di questa console.
In altre parole, immaginate un Second Life con la grafica,
prossima al fotorealismo, di un videogioco di ultima
generazione.
Per entrare nel suo mondo basterà scaricare sul
disco fisso della propria PS3, gratuitamente, il programma.
E, naturalmente, dar vita al proprio avatar.
L’altro me
La creazione del personaggio seguirà le consuete,
semplici regole dei titoli online: scelto il sesso,
si potranno decidere tratti somatici, acconciatura di
capelli, vestiario e accessori (una cuffiona da DJ o
un berretto? E perché non un cappellone da cowboy
zebrato?) del proprio alter-ego.
Sony ha precisato al riguardo che un primo set di abiti
sarà disponibile per tutti gli utenti, mentre
i vestiti extra andranno acquistati dal Playstation
Store, il negozio online accessibile tramite Playstation
3. A stupire, oltre al numero di elementi personalizzabili
(le combinazioni possibili sono, letteralmente, milioni),
è il livello di dettaglio garantito dalla grafica
di Home. Volendolo, in pratica, si potrà creare
una copia grossomodo perfetta di sé, senza le
approssimazioni e quell’espressione non troppo
furba che caratterizza i personaggi di Second Life.
Anche se, scommettiamo, come tutti gli altri mondi online
anche questo si popolerà presto di fisici atletici
e misure da paginone di PlayBoy...
La personalizzazione del proprio angolo di Home include,
oltre all’avatar, anche un proprio spazio domestico.
Chiunque accederà al “servizio” (per
usare le parole di Sony) potrà averne uno, da
impreziosire man mano con i complementi d’arredo
più vari, dai divani alle statue, con un meccanismo
“clicca e trascina” che ricorda i giochi
della popolare serie The Sims. Il tutto è caratterizzato
da un design moderno e ricercato, che accomuna del resto
anche gli spazi aperti finora mostrati: l’idea
di fondo, insomma, è quello di creare, nel chiuso
degli appartamenti privati quanto nei luoghi d’incontro
degli utenti, un mondo assolutamente cool, ricco di
stile.
Invitando gli amici all’interno della propria
abitazione si potranno, rispettivamente, mostrare e
far ascoltare loro fotografie, filmati e MP3 custoditi
dal disco fisso della console.
Quanto alla comunicazione vera e propria, invece, Sony
sembra aver pensato a tutto, allestendo ben quattro
modi diversi per chiacchierare all’interno di
Home.
Chat, ultima frontiera
Una prima, basilare forma di dialogo è garantita
infatti tramite gli “emotes”, espressioni
e pose corporee che si possono far assumere al personaggio.
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Sostanzialmente
una versione evoluta, tridimensionale degli “emoticon”,
le faccine usate nei programmi di messaggeria istantanea.
Un’altra è invece offerta da elenchi di frasi
già pronte, divise per argomenti: basterà
quindi scorrere il frasario e selezionare gli scampoli
di dialogo desiderati. Seguono, ovviamente, le chat.
Al plurale, perché saranno presenti tanto una chat
testuale (con le parole da digitare tramite una tastiera
virtuale sullo schermo o una normale tastiera USB da PC
collegata alla console) quanto una vocale, con un qualsiasi
auricolare Bluetooth.
Niente sesso, siamo videogiocatori
Quanto alle attività pensate per facilitare la
socializzazione tra utenti, va innanzitutto sgomberato
il campo da possibili equivoci: niente sesso virtuale.
Quello di Home è un mondo pensato per tutti, a
differenza di Second Life, che è invece accessibile
solo ai maggiori di 18 anni. E che di sesso virtuale è
pieno fin negli angoli più remoti. In sua vece,
tutta una serie di passatempi e giochi di gruppo, dal
ballo al bowling, dal biliardo ai videogame (ossia veri
e propri videogiochi, soprattutto vecchie glorie del passato,
fruibili accostandosi a dei cassoni come quelli delle
sale giochi).
Non solo. Per il futuro, Sony promette anche sport di
gruppo (calcio, basket, boxe, baseball…) e, soprattutto,
cinema. Veri e propri multisala in cui accomodarsi per
assistere alla proiezione dei trailer dei film in programmazione
e, in una seconda fase, di interi film. In questo il colosso
giapponese si è dichiarata aperta alla collaborazione
con terze parti: qualunque azienda o privato voglia portare
una sua pellicola (così come un suo gioco) all’interno
di Home potrà farlo.
Discorso a parte merita invece la “Hall of Fame”,
sala trofei a uso e consumo dei videogiocatori (Home girerà
pur sempre su una console da gioco) che, sulle sue pareti,
potranno esibire rappresentazioni tridimensionali e filmati
degli obiettivi raggiunti in ciascun gioco.
Un modo come un altro per vantarsi con gli amici della
propria bravura con il pad e, se vogliamo, una rielaborazione
più appariscente di un concetto portato al successo
da Microsoft con gli “achievement”: gli obiettivi,
utili a incrementare un punteggio individuale, accumulati
dai possessori di una Xbox 360.
Primo contatto
Il lancio di Home è previsto per l’autunno,
ma nel frattempo è in corso il Beta testing. Come
avviene di solito per tutti i giochi online, in altre
parole, è stato consentito l’accesso a una
prima tornata di fortunati, circa 15.000 possessori di
una PS3 che hanno ricevuto sulla propria console l’invito
per scaricare la versione di prova. In possesso anche
noi di un invito, abbiamo avuto la possibilità
di compiere un primo giro nel mondo di Home e di maturare
un po’ d’impressioni dirette. Il sistema di
dialogo funziona bene: la selezione delle frasi è
intuitiva e il fatto che le frasi dei vari avatar vengano
contenute in “balloon” di colori diversi aiuta
a non perdere il filo durante le conversazioni di gruppo.
I movimenti dei personaggi sono fluidi e verosimili (siamo
lontani anni luce dalle movenze da burattini con quattro
giunture degli avatar di Second Life), anche se il fatto
che questi, per il momento, sappiano solo camminare (niente
corsa né, tantomeno, possibilità di spiccare
il volo come in SL) potrebbe allungare notevolmente i
tempi degli spostamenti. Il sistema di luoghi preferiti,
raggiungibili semplicemente cliccando su una voce in elenco,
previsto da Sony dovrebbe comunque risolvere il problema.
E poi ci sono i giochi. Gettonatissimi, tra i primi utenti,
il biliardo e il bowling. Tanto che trovare un posto libero
su un tavolo o una pista ha richiesto una paziente attesa.
I controlli sono semplici e immediati, e non bisogna attendere
alcun tempo di caricamento: l’inquadratura si sposta
dall’avatar al panno verde o alla fila di birilli
e si può iniziare.
Accanto all’area del bowling, una struttura dal
design simile a quello di un aeroporto e affacciata su
un piacevole paesaggio montano, abbiamo trovato allineati
dei cassoni da bar. Uno di questi conteneva un divertente
gioco di macchinine radiocomandate con visuale dall’alto.
Per poter accedere a tutte le altre funzioni del servizio,
bisognerà attenderne la versione completa. Nel
frattempo, chi vuole può mettersi in lista per
la seconda fase di beta testing, che si aprirà
a luglio, registrando i propri dati all’indirizzo
www.homebetatrial.com.
Bastano una Playstation 3, un televisore e un pizzico
di fortuna (necessaria per ricevere l’invito), e
anche per voi potrebbero spalancarsi in anteprima le porte
di un nuovo mondo. |