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Bellezza olimpica

In “Asterix alle Olimpiadi” è la principessa irina contesa, addirittura, dal figlio di Cesare. Nella vita, invece,
la bellissima Vanessa Hessler, si dichiara legata con passione sì, ma solo al suo lavoro

[di Gabriele Marcello]

Grazie al terzo capitolo delle avventure di Asterix e Obelix, Vanessa Hessler si sta imponendo come una delle bellezze più richieste dall’industria del cinema. Si rimane davvero esterrefatti di fronte a codesta particolare ed eterea creatura di nome Vanessa. Saranno i suoi capelli color del miele, l’ovale simile a quello della Venere di Milo oppure i suoi occhi di un blu talmente intenso da far venir voglia di tuffarvisi dentro, ma il magnetismo di questa fanciulla in fiore è impressionante e l’unico aggettivo utile sarebbe solo quello di “perfetta”. Non sorprende, quindi, che gli uomini facciano follie per lei, come nel suo ultimo film Asterix alle Olimpiadi. In questa mega produzione francese tratta dai celebri fumetti di Goscinny e Uderzo, Vanessa veste i regali panni della principessa Irina di Grecia, innamorata del povero Alafolix e costretta dal padre a sposare il romano Bruto, figlio di Cesare. Per amore si può e si deve tutto e, quindi, Irina decide che solo il vincitore delle Olimpiadi sarà suo degno sposo: Alafolix e Bruto gareggeranno, allora, per averla… Bel colpo davvero per questa ventenne italoamericana (papà americano, mamma italiana) che, al secondo film, divide la scena con “mostri sacri” della cinematografia d’oltralpe come Alain Delon e Gerard Depardieu, raccogliendo la notevole eredità lasciata dalle dive Laetitia Casta e Monica Bellucci, protagoniste dei precedenti episodi. Dopo un’infanzia trascorsa in quel di Washington City, ancora minorenne, Vanessa viene notata e messa sotto contratto da un’agenzia di modelle, dando il via ad una carriera in continua ascesa. Sfila per Gattinoni e per Alberta Ferretti, diviene testimonial della compagnia telefonica Alice di Telecom in Francia e Germania e, infine, debutta come protagonista nel film campione d’incassi Natale a Miami, accanto a Christian De Sica e Massimo Boldi. Dimentichiamoci il cliché della Lolita di nabokoviana memoria o quello delle insicure ventenni d’oggi, la Hessler ha le idee molto chiare sul futuro, su ciò che vuole e come vivere la vita: tanto studio per poter divenire un’attrice affermata. Ed è sulla buona strada, parola di Gerard Depardieu, che è rimasto sorpreso dall’incredibile capacità di imparare il francese in brevissimo tempo. Noi l’abbiamo incontrata e ci siamo fatti ammaliare...

Come ti senti, a vent’anni, ad aver diviso la scena con due “colonne’” del cinema francese come Depardieu e Delon?
All’inizio ero molto tesa ma anche emozionata. Questo è il mio primo film in francese e ho dovuto seguire dei corsi intensivi di lingua. Sul set si è creata una forte armonia e ho imparato ad apprezzarne i ritmi. È stata davvero una bellissima esperienza: dalle scene molto divertenti, allo sfarzo dei costumi.

Nel film interpreti la principessa Irina, come è stato calarti nei panni di un fumetto?
L’ho trovato divertentissimo. Non conoscevo l’epopea di Asterix e quando ho ricevuto la proposta ho letto diversi albi e visto i precedenti capitoli
(Asterix e Obelix contro Cesare e Asterix e Obelix: Missione Cleopatra, n.d.r.), interpretati da Laetitia Casta e Monica Bellucci. Mi sono piaciuti moltissimo e li ho trovati anche molto educativi perché, in maniera giocosa, avvicinano i bambini alla Storia.

Ti senti più donna o fumetto?
Direi una via di mezzo.

C’è un’attrice a cui vorresti assomigliare?
Adoro Meryl Streep, la trovo assolutamente fantastica in ogni film che interpreta, riesce ad esprimere una gamma di sentimenti impressionante. Ti colpisce al cuore. Tra le italiane amo molto Giovanna Mezzogiorno e il suo ultimo film, L’amore ai tempi del colera, mi ha davvero toccata.

Tu hai esordito al cinema con un “cinepanettone”, oggi lo rifaresti?
Dipende. Natale a Miami, come esordio, è stato un grandissimo successo e si è rivelato un trampolino di lancio molto importante. Ora, però, per scegliere un film di questo genere dovrei vedere in che modo si sviluppa la storia e come viene sviluppato il mio personaggio.

Cos’è per te la recitazione?
Difficile darti una risposta precisa, ma posso dire che mi piace molto e che sono consapevole di dover ancora imparare tantissimo e fare molte esperienze. Voglio continuare e non fermarmi.

Tra il cinema americano e quello italiano quale preferisci?
I soldi che hanno gli americani e la cura dei particolari è innegabile. Ci sono degli ottimi lavori, ma spesso le eccessive incursioni nell’action e nella grafica computerizzata tendono a renderli freddi e ipertrofici. Il cinema italiano, anche legato al passato, mi piace molto, forse perché parlava di cose più semplici. Penso ai film di Vittorio De Sica: argomenti più semplici ma legati alla vita.

Sei cresciuta in Italia e poi hai vissuto in America per anni. Ritorneresti negli States?
Ho la mia famiglia lì e spesso vado a trovarli, ma attualmente il mio lavoro e la mia vita sono legati all’Italia. Magari un giorno, se ci

fossero proposte di lavoro, mi trasferirei volentieri. Ora, però, sto bene qui.

Nella vita di tutti giorni quale parte prevale di più: l’americana o l’italiana?
Quella italiana sicuramente. Sono da poco tornata dagli States e quando ero lì mi domandavo come avevo fatto a starci per così tanto tempo. Sai, vivevo in un paese molto piccolo, ora sto in una grande città e la qualità della vita è totalmente differente.

Per te l’America è la terra dei vincenti o dei perdenti?
Dipende da che lato la si guarda. Indubbiamente può essere terreno fertile per entrambi. Penso ai moltissimi ragazzi laureati che cercano lavoro e lì riescono a trovarlo più facilmente anche se, da quelle parti, l’educazione scolastica è un vero e proprio lusso, a differenza dell’Italia.

Hai iniziato giovanissima a fare la modella ed hai anche vinto premi importanti nell’ambito della moda. Come ti sei sentita?
Ho intrapreso questa carriera per caso, quasi fosse un gioco. Poi, quando ho iniziato a guadagnare e a viaggiare, ho imparato a considerarla un lavoro vero e proprio. Mi è piaciuto moltissimo e all’inizio tutto mi sembrava una meravigliosa novità. Sono stata molto fortunata e onorata per quello che ho fatto.

Hai mai pensato: “Mio Dio, quest’abito non lo comprerei mai”?
All’inizio sì. Ero molto giovane e non capivo ancora bene il valore che poteva avere un abito, poi ho iniziato ad apprezzare certe creazioni, anche quelle più particolari.

Quali sono i tuoi stilisti preferiti?
Senza dubbio Dolce e Gabbana: adoro tutto quello che fanno. Apprezzo anche le creazioni delle altre maison come Gucci e Prada. Non sono però una fashion victim al 100% perché quando non devo lavorare ho uno stile minimal: scarpe basse, jeans e maglioni larghi.

I primi soldi che hai guadagnato come li hai spesi?
Ho iniziato che ero ancora minorenne e quindi della gestione economica se ne è occupata mia madre, io potevo farmi qualche regalino, ma niente di più. Adesso sono indipendente ma non ho ancora comprato la macchina perché, per motivi di tempo, non sono riuscita a prendere la patente. Rimedierò al più presto.

L’anno scorso sei stata una delle madrine del Festival di Sanremo, ti piacerebbe continuare con la tv?
Non mi sento portata per la tv. Mi trovo molto più a mio agio sul set, davanti alla macchina da presa e con gli altri attori. Non riesco a rilassarmi neppure quando sono ospite in una trasmissione e mi fanno delle domande. Questo mi fa capire che il mestiere di presentatrice non fa per me.

Cosa significa per te costruire un amore?
Senza dubbio impegnarsi, dedicare del tempo alla persona che ti è accanto e non è per nulla semplice, nè facilmente realizzabile. Forse l’amore vero non l’ho ancora incontrato.

Single quindi?
Sì e felicemente.

Stentiamo a crederlo: e come mai?
Ho capito che adoro essere libera e poter prendere delle decisioni senza dover rendere conto ad un altro. Ad esempio, se sono in viaggio non mi struggo di nostalgia per la mancanza del partner. Quando arriverà l’uomo giusto so che sarà diverso ma, per ora, sono contenta così.

In passato ti sei sentita più tradita o traditrice?
Di solito sono gli uomini che mi tradiscono. Non ho mai tradito e so che fa malissimo quando succede. Non riesco a compiere quel gesto: è troppo lontano da me. Quando dai tanto ad una persona e poi scopri che ti ha mentito, il dolore è enorme.

Alla fine di una storia conservi più rimpianti o ricordi?
Ho avuto una sola storia che posso definire “seria” ed è durata un anno. È finita per l’impossibilità di vederci ma ne ho un ricordo bellissimo.

Sei passionale?
Abbastanza, nella giusta misura.

Pudica?
Si, tanto e molto riservata.

Gireresti una scena di nudo?
Se è un nudo artistico sì, ma se fosse solo gratuito e non funzionale alla storia e alla scena allora… assolutamente no!

Definisciti in due parole.
Semplice e solare.


 
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