Grazie
al terzo capitolo delle avventure di Asterix e Obelix,
Vanessa Hessler si sta imponendo come una delle bellezze
più richieste dall’industria del cinema.
Si rimane davvero esterrefatti di fronte a codesta particolare
ed eterea creatura di nome Vanessa. Saranno i suoi capelli
color del miele, l’ovale simile a quello della
Venere di Milo oppure i suoi occhi di un blu talmente
intenso da far venir voglia di tuffarvisi dentro, ma
il magnetismo di questa fanciulla in fiore è
impressionante e l’unico aggettivo utile sarebbe
solo quello di “perfetta”. Non sorprende,
quindi, che gli uomini facciano follie per lei, come
nel suo ultimo film Asterix alle Olimpiadi. In questa
mega produzione francese tratta dai celebri fumetti
di Goscinny e Uderzo, Vanessa veste i regali panni della
principessa Irina di Grecia, innamorata del povero Alafolix
e costretta dal padre a sposare il romano Bruto, figlio
di Cesare. Per amore si può e si deve tutto e,
quindi, Irina decide che solo il vincitore delle Olimpiadi
sarà suo degno sposo: Alafolix e Bruto gareggeranno,
allora, per averla… Bel colpo davvero per questa
ventenne italoamericana (papà americano, mamma
italiana) che, al secondo film, divide la scena con
“mostri sacri” della cinematografia d’oltralpe
come Alain Delon e Gerard Depardieu, raccogliendo la
notevole eredità lasciata dalle dive Laetitia
Casta e Monica Bellucci, protagoniste dei precedenti
episodi. Dopo un’infanzia trascorsa in quel di
Washington City, ancora minorenne, Vanessa viene notata
e messa sotto contratto da un’agenzia di modelle,
dando il via ad una carriera in continua ascesa. Sfila
per Gattinoni e per Alberta Ferretti, diviene testimonial
della compagnia telefonica Alice di Telecom in Francia
e Germania e, infine, debutta come protagonista nel
film campione d’incassi Natale a Miami, accanto
a Christian De Sica e Massimo Boldi. Dimentichiamoci
il cliché della Lolita di nabokoviana memoria
o quello delle insicure ventenni d’oggi, la Hessler
ha le idee molto chiare sul futuro, su ciò che
vuole e come vivere la vita: tanto studio per poter
divenire un’attrice affermata. Ed è sulla
buona strada, parola di Gerard Depardieu, che è
rimasto sorpreso dall’incredibile capacità
di imparare il francese in brevissimo tempo. Noi l’abbiamo
incontrata e ci siamo fatti ammaliare...
Come ti senti, a vent’anni, ad aver diviso
la scena con due “colonne’” del cinema
francese come Depardieu e Delon?
All’inizio ero molto tesa ma anche emozionata.
Questo è il mio primo film in francese e ho dovuto
seguire dei corsi intensivi di lingua. Sul set si è
creata una forte armonia e ho imparato ad apprezzarne
i ritmi. È stata davvero una bellissima esperienza:
dalle scene molto divertenti, allo sfarzo dei costumi.
Nel film interpreti la principessa Irina, come
è stato calarti nei panni di un fumetto?
L’ho trovato divertentissimo. Non conoscevo l’epopea
di Asterix e quando ho ricevuto la proposta ho letto
diversi albi e visto i precedenti capitoli
(Asterix e Obelix contro Cesare e Asterix e Obelix:
Missione Cleopatra, n.d.r.), interpretati da Laetitia
Casta e Monica Bellucci. Mi sono piaciuti moltissimo
e li ho trovati anche molto educativi perché,
in maniera giocosa, avvicinano i bambini alla Storia.
Ti senti più donna o fumetto?
Direi una via di mezzo.
C’è un’attrice a cui vorresti
assomigliare?
Adoro Meryl Streep, la trovo assolutamente fantastica
in ogni film che interpreta, riesce ad esprimere una
gamma di sentimenti impressionante. Ti colpisce al cuore.
Tra le italiane amo molto Giovanna Mezzogiorno e il
suo ultimo film, L’amore ai tempi del colera,
mi ha davvero toccata.
Tu hai esordito al cinema con un “cinepanettone”,
oggi lo rifaresti?
Dipende. Natale a Miami, come esordio, è stato
un grandissimo successo e si è rivelato un trampolino
di lancio molto importante. Ora, però, per scegliere
un film di questo genere dovrei vedere in che modo si
sviluppa la storia e come viene sviluppato il mio personaggio.
Cos’è per te la recitazione?
Difficile darti una risposta precisa, ma posso dire
che mi piace molto e che sono consapevole di dover ancora
imparare tantissimo e fare molte esperienze. Voglio
continuare e non fermarmi.
Tra il cinema americano e quello italiano quale
preferisci?
I soldi che hanno gli americani e la cura dei particolari
è innegabile. Ci sono degli ottimi lavori, ma
spesso le eccessive incursioni nell’action e nella
grafica computerizzata tendono a renderli freddi e ipertrofici.
Il cinema italiano, anche legato al passato, mi piace
molto, forse perché parlava di cose più
semplici. Penso ai film di Vittorio De Sica: argomenti
più semplici ma legati alla vita.
Sei cresciuta in Italia e poi hai vissuto in
America per anni. Ritorneresti negli States?
Ho la mia famiglia lì e spesso vado a trovarli,
ma attualmente il mio lavoro e la mia vita sono legati
all’Italia. Magari un giorno, se ci
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fossero
proposte di lavoro, mi trasferirei volentieri. Ora,
però, sto bene qui.
Nella vita di tutti giorni quale parte prevale
di più: l’americana o l’italiana?
Quella italiana sicuramente. Sono da poco tornata dagli
States e quando ero lì mi domandavo come avevo
fatto a starci per così tanto tempo. Sai, vivevo
in un paese molto piccolo, ora sto in una grande città
e la qualità della vita è totalmente differente.
Per te l’America è la terra dei
vincenti o dei perdenti?
Dipende da che lato la si guarda. Indubbiamente può
essere terreno fertile per entrambi. Penso ai moltissimi
ragazzi laureati che cercano lavoro e lì riescono
a trovarlo più facilmente anche se, da quelle
parti, l’educazione scolastica è un vero
e proprio lusso, a differenza dell’Italia.
Hai iniziato giovanissima a fare la modella
ed hai anche vinto premi importanti nell’ambito
della moda. Come ti sei sentita?
Ho intrapreso questa carriera per caso, quasi fosse
un gioco. Poi, quando ho iniziato a guadagnare e a viaggiare,
ho imparato a considerarla un lavoro vero e proprio.
Mi è piaciuto moltissimo e all’inizio tutto
mi sembrava una meravigliosa novità. Sono stata
molto fortunata e onorata per quello che ho fatto.
Hai mai pensato: “Mio Dio, quest’abito
non lo comprerei mai”?
All’inizio sì. Ero molto giovane e non
capivo ancora bene il valore che poteva avere un abito,
poi ho iniziato ad apprezzare certe creazioni, anche
quelle più particolari.
Quali sono i tuoi stilisti preferiti?
Senza dubbio Dolce e Gabbana: adoro tutto quello che
fanno. Apprezzo anche le creazioni delle altre maison
come Gucci e Prada. Non sono però una fashion
victim al 100% perché quando non devo lavorare
ho uno stile minimal: scarpe basse, jeans e maglioni
larghi.
I primi soldi che hai guadagnato come li hai
spesi?
Ho iniziato che ero ancora minorenne e quindi della
gestione economica se ne è occupata mia madre,
io potevo farmi qualche regalino, ma niente di più.
Adesso sono indipendente ma non ho ancora comprato la
macchina perché, per motivi di tempo, non sono
riuscita a prendere la patente. Rimedierò al
più presto.
L’anno scorso sei stata una delle madrine
del Festival di Sanremo, ti piacerebbe continuare con
la tv?
Non mi sento portata per la tv. Mi trovo molto più
a mio agio sul set, davanti alla macchina da presa e
con gli altri attori. Non riesco a rilassarmi neppure
quando sono ospite in una trasmissione e mi fanno delle
domande. Questo mi fa capire che il mestiere di presentatrice
non fa per me.
Cosa significa per te costruire un amore?
Senza dubbio impegnarsi, dedicare del tempo alla persona
che ti è accanto e non è per nulla semplice,
nè facilmente realizzabile. Forse l’amore
vero non l’ho ancora incontrato.
Single quindi?
Sì e felicemente.
Stentiamo a crederlo: e come mai?
Ho capito che adoro essere libera e poter prendere delle
decisioni senza dover rendere conto ad un altro. Ad
esempio, se sono in viaggio non mi struggo di nostalgia
per la mancanza del partner. Quando arriverà
l’uomo giusto so che sarà diverso ma, per
ora, sono contenta così.
In passato ti sei sentita più tradita
o traditrice?
Di solito sono gli uomini che mi tradiscono. Non ho
mai tradito e so che fa malissimo quando succede. Non
riesco a compiere quel gesto: è troppo lontano
da me. Quando dai tanto ad una persona e poi scopri
che ti ha mentito, il dolore è enorme.
Alla fine di una storia conservi più
rimpianti o ricordi?
Ho avuto una sola storia che posso definire “seria”
ed è durata un anno. È finita per l’impossibilità
di vederci ma ne ho un ricordo bellissimo.
Sei passionale?
Abbastanza, nella giusta misura.
Pudica?
Si, tanto e molto riservata.
Gireresti una scena di nudo?
Se è un nudo artistico sì, ma se fosse
solo gratuito e non funzionale alla storia e alla scena
allora… assolutamente no!
Definisciti in due parole.
Semplice e solare.
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