Non
si è mai troppo grandi per abbandonare le vecchie
abitudini dell’infanzia e qualche piccola mania.
Molti di noi si ostinano a conservare negli armadi la
bambola preferita o il pupazzo con il quale si dormiva
più serenamente, nella speranza ufficiale di poterli
donare ai propri figli ma forse anche per rimanere un
po’ bambini, almeno con il pensiero. Per assecondare
questa esigenza e per arricchire i nostri scaffali, sono
arrivati i Toyz, giocattoli per adulti. Robottini, animali
colorati, mostriciattoli, alieni e peluches dalle sembianze
fantastiche, ideati e realizzati da artisti di grido per
affascinare i grandi e diventare autentici feticci. Ovviamente
non occorre giocarci (se volete farlo, liberissimi…),
perché l’importante è collezionarne
all’infinito e seguire i propri gusti.
Le origini
Il Designer Toy Movement è nato ad Hong Kong, alle
soglie del nuovo millennio. Pochi anni dopo ha contagiato
il Giappone e gli Stati Uniti fino ad arrivare in Europa,
dapprima in Inghilterra e poi negli altri paesi. Primo
esempio di Toyz fu Kid Hunter, un piccolo marinaio con
le orecchie a sventola, creato nel 1997 da Michael Lau
per pubblicizzare un marchio di abbigliamento giapponese.
Da quel momento, artisti di tutto il mondo si sono cimentati
nella creazione dei Toyz più strani e divertenti,
trovando nell’arte figurativa-decorativa di questi
giocattoli la forma di espressione più consona
per i movimenti culturali del nuovo millennio.
Il popolo dei Toyz
Si può affermare con certezza che del popolo dei
Toyz non fanno parte i bambini. Provate a donare a vostro
figlio una Ugly Doll (le cosiddette “bambole brutte”)
e vedrete che faccia farà. I collezionisti dei
Toyz sono infatti ragazzi che vanno dai 20 ai 45 anni
di età, con una leggera prevalenza di maschi. Una
buona cultura televisiva maturata negli anni ottanta,
la grande passione per i fumetti, per i cartoons, per
i film di fantascienza giapponesi e per il design in generale
sono le caratteristiche più comuni tra gli amanti
dei Toyz, che spesso frequentano per lavoro il mondo delle
arti grafiche o dello spettacolo. Piccoli
o grandi?
Esistono Toyz di tutte le grandezze. I più piccoli
sono spesso contenuti in scatole-sorpresa, che favoriscono
lo scambio in puro stile collezionista. Quelli più
grandi possono invece raggiungere anche i sessanta centimetri
di altezza e sono solitamente “grezzi”, cioè
pronti per essere personalizzati. Per
tutte le tasche
Acquistare uno di questi Toyz può costare tra i
7 e i 10 euro per i modelli tascabili, fino a raggiungere
i 150 euro per gli esemplari più grandi. C’è
poi chi rimane vittima della passione e si innamora del
robot rarissimo o del personaggio riprodotto in edizione
limitata ed è pronto a sborsare cifre astronomiche
pur di colmare quel vuoto sul proprio scaffale. Altri,
invece, preferiscono guadagnare con i Toyz partecipando
ai concorsi per le creazioni più originali e divertenti,
finendo spesso per diventare designer apprezzati.
A ciascuno il suo
La “customizzazione” dei Toyz, ovvero la loro
personalizzazione, è forse la caratteristica più
importante di tutto il movimento. Un giocattolo arricchito
e decorato dal proprietario stesso rivela indizi e simbologie
riconducibili alla sua personalità.
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Allo
stesso modo, uno scaffale ricco di Toyz di un certo tipo
rispecchia sempre lo stile di chi ce li ha messi, proprio
come un abito, molto spesso, fa il “monaco”.
Dall’astratto alla realtà
I Toyz si suddividono in diverse
tipologie. è difficile compiere una catalogazione
esauriente, ma possiamo tuttavia affermare che esistono
due grandi gruppi principali ai quali si riconducono tutte
le “sottospecie”. Ci sono le Ugly Dolls, che
possono essere realizzate in peluche o in vinile e che
sono più diffuse tra i collezionisti di sesso femminile.
I Canvas Toys sono invece i giocattoli che si comportano
come una tela, che vengono cioè prodotti in colorazione
neutra e che si prestano alla decorazione in una fase
successiva, proprio come la tela di un quadro. Tra questi,
i Qee, di origine giapponese, e i Dunny Dolls, di produzione
americana, che sono caratterizzati dalla forma tondeggiante
e dalle lunghe orecchie a mò di coniglio.
Altri Toyz sono ispirati a personaggi appartenenti al
mondo dei fumetti e della filmografia di fantascienza,
“rivisitati” nelle proprie celebri fattezze
in modo sorprendentemente originale. è il caso
dei Mimobot, realizzati dalla Mimoco e dedicati alla serie
dei film di Guerre Stellari.
Artisti di strada… e non solo
La creatività applicata ai Toyz è
patrimonio di una schiera di giovani artisti ricchi di
talento, detti toyz designers. Molti di loro sono esponenti
della “street art”, ovvero maghi della pittura
murale ed autori dei più celebri disegni, adesivi
e “scarabocchi” che appaiono continuamente
sui muri delle linee ferroviarie, sui pali della luce,
sui semafori o sui cartelli stradali. Altri artisti provengono
invece dal mondo del fumetto o dell’animazione in
genere, come Todd McFarlane, il creatore del personaggio
di Spawn, che ha iniziato nel 1994 a produrre repliche
fedelissime dei personaggi dei “comics” più
noti e che ha inaugurato così una prima forma espressiva
di Toyz.
Ma i più famosi Toyz designers sono artisti che
hanno trovato in questo campo un ulteriore sbocco alla
propria creatività di pittori o scultori quotati.
Fra questi, i pop surrealisti Gary Baseman, Tim Biskup,
James Jarvis e Jaime Hayon. Ci sono poi i Toyz designers
“per caso”, come David Horvath, il creatore
delle Ugly Dolls e dei Dunny, certamente uno dei più
apprezzati al mondo.
Alla conquista dell’Italia
Il fenomeno dei Toyz in Italia non è ancora diffusissimo.
Piero Degasperi, 36 anni, è stato uno dei primissimi
a credere in questo movimento, dapprima come collezionista
e poi come importatore e distributore. Il suo sito www.atomplastic.com
è un vero e proprio punto di ritrovo per gli amanti
del genere e molto più di un negozio on line. Oltre
a potervi acquistare decine e decine di Toyz di tutte
le grandezze e provenienze, su questo sito è infatti
possibile ottenere le ultime notizie sulle novità
in arrivo ed interagire con altri collezionisti sul forum,
che sarà attivato molto presto.
E malgrado siano sempre di più i visitatori che
affollano ogni giorno le pagine del sito per ordinare
i Dunny, i Qee e perfino i mitici Barbapapà, Piero
sostiene che quello dei Toyz è destinato a rimanere
un fenomeno di nicchia perché solo in questo modo
potrà mantenere intatta la sua essenza ed il suo
fascino tra gli appassionati. Dunque… (non) passate
parola! |