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Toyz story [torna indietro]

Robottini, animali colorati, mostriciattoli, alieni... Tutti dalle sembianze fantastiche, ideati e realizzati da artisti di grido.
Pił che giocattoli veri feticci per il nuovo trend del collezionismo


[di Gabriele Cosmelli]
Non si è mai troppo grandi per abbandonare le vecchie abitudini dell’infanzia e qualche piccola mania. Molti di noi si ostinano a conservare negli armadi la bambola preferita o il pupazzo con il quale si dormiva più serenamente, nella speranza ufficiale di poterli donare ai propri figli ma forse anche per rimanere un po’ bambini, almeno con il pensiero. Per assecondare questa esigenza e per arricchire i nostri scaffali, sono arrivati i Toyz, giocattoli per adulti. Robottini, animali colorati, mostriciattoli, alieni e peluches dalle sembianze fantastiche, ideati e realizzati da artisti di grido per affascinare i grandi e diventare autentici feticci. Ovviamente non occorre giocarci (se volete farlo, liberissimi…), perché l’importante è collezionarne all’infinito e seguire i propri gusti.

Le origini
Il Designer Toy Movement è nato ad Hong Kong, alle soglie del nuovo millennio. Pochi anni dopo ha contagiato il Giappone e gli Stati Uniti fino ad arrivare in Europa, dapprima in Inghilterra e poi negli altri paesi. Primo esempio di Toyz fu Kid Hunter, un piccolo marinaio con le orecchie a sventola, creato nel 1997 da Michael Lau per pubblicizzare un marchio di abbigliamento giapponese. Da quel momento, artisti di tutto il mondo si sono cimentati nella creazione dei Toyz più strani e divertenti, trovando nell’arte figurativa-decorativa di questi giocattoli la forma di espressione più consona per i movimenti culturali del nuovo millennio.

Il popolo dei Toyz
Si può affermare con certezza che del popolo dei Toyz non fanno parte i bambini. Provate a donare a vostro figlio una Ugly Doll (le cosiddette “bambole brutte”) e vedrete che faccia farà. I collezionisti dei Toyz sono infatti ragazzi che vanno dai 20 ai 45 anni di età, con una leggera prevalenza di maschi. Una buona cultura televisiva maturata negli anni ottanta, la grande passione per i fumetti, per i cartoons, per i film di fantascienza giapponesi e per il design in generale sono le caratteristiche più comuni tra gli amanti dei Toyz, che spesso frequentano per lavoro il mondo delle arti grafiche o dello spettacolo.

Piccoli o grandi?
Esistono Toyz di tutte le grandezze. I più piccoli sono spesso contenuti in scatole-sorpresa, che favoriscono lo scambio in puro stile collezionista. Quelli più grandi possono invece raggiungere anche i sessanta centimetri di altezza e sono solitamente “grezzi”, cioè pronti per essere personalizzati.

Per tutte le tasche
Acquistare uno di questi Toyz può costare tra i 7 e i 10 euro per i modelli tascabili, fino a raggiungere i 150 euro per gli esemplari più grandi. C’è poi chi rimane vittima della passione e si innamora del robot rarissimo o del personaggio riprodotto in edizione limitata ed è pronto a sborsare cifre astronomiche pur di colmare quel vuoto sul proprio scaffale. Altri, invece, preferiscono guadagnare con i Toyz partecipando ai concorsi per le creazioni più originali e divertenti, finendo spesso per diventare designer apprezzati.

A ciascuno il suo
La “customizzazione” dei Toyz, ovvero la loro personalizzazione, è forse la caratteristica più importante di tutto il movimento. Un giocattolo arricchito e decorato dal proprietario stesso rivela indizi e simbologie riconducibili alla sua personalità.
Allo stesso modo, uno scaffale ricco di Toyz di un certo tipo rispecchia sempre lo stile di chi ce li ha messi, proprio come un abito, molto spesso, fa il “monaco”.

Dall’astratto alla realtà

I Toyz si suddividono in diverse tipologie.
è difficile compiere una catalogazione esauriente, ma possiamo tuttavia affermare che esistono due grandi gruppi principali ai quali si riconducono tutte le “sottospecie”. Ci sono le Ugly Dolls, che possono essere realizzate in peluche o in vinile e che sono più diffuse tra i collezionisti di sesso femminile. I Canvas Toys sono invece i giocattoli che si comportano come una tela, che vengono cioè prodotti in colorazione neutra e che si prestano alla decorazione in una fase successiva, proprio come la tela di un quadro. Tra questi, i Qee, di origine giapponese, e i Dunny Dolls, di produzione americana, che sono caratterizzati dalla forma tondeggiante e dalle lunghe orecchie a mò di coniglio.
Altri Toyz sono ispirati a personaggi appartenenti al mondo dei fumetti e della filmografia di fantascienza, “rivisitati” nelle proprie celebri fattezze in modo sorprendentemente originale. è il caso dei Mimobot, realizzati dalla Mimoco e dedicati alla serie dei film di Guerre Stellari.

Artisti di strada… e non solo

La creatività applicata ai Toyz è patrimonio di una schiera di giovani artisti ricchi di talento, detti toyz designers. Molti di loro sono esponenti della “street art”, ovvero maghi della pittura murale ed autori dei più celebri disegni, adesivi e “scarabocchi” che appaiono continuamente sui muri delle linee ferroviarie, sui pali della luce, sui semafori o sui cartelli stradali. Altri artisti provengono invece dal mondo del fumetto o dell’animazione in genere, come Todd McFarlane, il creatore del personaggio di Spawn, che ha iniziato nel 1994 a produrre repliche fedelissime dei personaggi dei “comics” più noti e che ha inaugurato così una prima forma espressiva di Toyz.
Ma i più famosi Toyz designers sono artisti che hanno trovato in questo campo un ulteriore sbocco alla propria creatività di pittori o scultori quotati. Fra questi, i pop surrealisti Gary Baseman, Tim Biskup, James Jarvis e Jaime Hayon. Ci sono poi i Toyz designers “per caso”, come David Horvath, il creatore delle Ugly Dolls e dei Dunny, certamente uno dei più apprezzati al mondo.

Alla conquista dell’Italia

Il fenomeno dei Toyz in Italia non è ancora diffusissimo. Piero Degasperi, 36 anni, è stato uno dei primissimi a credere in questo movimento, dapprima come collezionista e poi come importatore e distributore. Il suo sito www.atomplastic.com è un vero e proprio punto di ritrovo per gli amanti del genere e molto più di un negozio on line. Oltre a potervi acquistare decine e decine di Toyz di tutte le grandezze e provenienze, su questo sito è infatti possibile ottenere le ultime notizie sulle novità in arrivo ed interagire con altri collezionisti sul forum, che sarà attivato molto presto.
E malgrado siano sempre di più i visitatori che affollano ogni giorno le pagine del sito per ordinare i Dunny, i Qee e perfino i mitici Barbapapà, Piero sostiene che quello dei Toyz è destinato a rimanere un fenomeno di nicchia perché solo in questo modo potrà mantenere intatta la sua essenza ed il suo fascino tra gli appassionati. Dunque… (non) passate parola!

 
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