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Per gli amanti del tennis un appuntamento da non perdere:
gli internazionali d’italia.
dal 3 al 18 maggio saranno di scena
nella capitale tutti i big della racchetta

[di Gabriele Cosmelli]
È sicuramente lo sport più diffuso tra gli appassionati di ogni età. Almeno una volta nella vita, ognuno di noi ha provato a tenere in mano una racchetta e a cimentarsi sulla terra rossa, sul sintetico o nel parcheggio di un condominio. Il tennis è uno di quegli sport che si segue da spettatori ma anche praticandolo durante la pausa pranzo o in una soleggiata domenica mattina. Puntuale come ogni anno arriva quindi uno degli appuntamenti più attesi per amanti di questo gioco, quello con gli Internazionali BNL d’Italia di Tennis che si disputeranno a Roma, dal 3 al 18 maggio, sui campi di terra rossa del Foro Italico. La Federazione Italia Tennis ha diffuso una nota in cui si legge che:“sulla base del regolamento dei tornei Master Series, al tabellone sono ammessi direttamente i primi 44 giocatori del mondo”. Quello della Capitale è infatti il più importante appuntamento italiano sulla terra rossa ma anche il più celebre al mondo su questa superficie, dopo il Roland Garros di Parigi. Vero e proprio must per tutti gli appassionati che vivono a Roma e tappa obbligata per i frequentatori del circuito dei Masters Series. Lo scorso anno gli Internazionali hanno visto vincitori lo spagnolo Rafael Nadal e la serba Jelena Jankovic. Tra i nomi di quest’anno Federer, Nadal, Djokovic e Justin Hennin, Ana Ivanovic e la Jankovic tra le atlete.
Disputati per la prima volta nel 1930 al Tennis Club Milano, gli Internazionali d’Italia di Tennis si sono spostati a Roma, al Foro Italico,
solo cinque anni dopo. Il primo vincitore fu l’americano Bill Tilden, che sconfisse l’italiano Uberto de Morpurgo in finale con il secco risultato di 6-1, 6-1, 6-2. Nel segno di Pietrangeli
e di Panatta
Ma se questi sono nomi che in pochi ricordano, quello che resta indissolubilmente legato al torneo è sicuramente il nome di Nicola Pietrangeli. “Mister Davis”, come veniva soprannominato per i 164 incontri disputati con l’Italia nel massimo torneo a squadre, era un tennista dotato di uno stile curato, di un passante preciso ma imprevedibile e di un rovescio straordinario. La sua prestanza fisica era notevole, malgrado fosse spesso refrattario ad allenamenti massacranti. Pietrangeli partecipò agli Internazionali d’Italia per ben ventidue volte, vincendoli per la prima volta nel 1957 e poi nel 1961, per un totale di cinque finali disputate. Erano i tempi in cui Nicola spopolava anche al Roland Garros, che si aggiudicò nel ’59 e nel ’60. Per questo Pietrangeli può essere considerato il più grande tennista italiano di sempre sulla terra rossa.
E malgrado la sua grande confidenza con la Coppa Davis, soltanto nel ’76 riuscì finalmente ad abbracciarla a Santiago del Cile, seppure come capitano non giocatore. Di quella squadra, oltre a Barazzutti, Zugarelli e Bertolucci, faceva parte Adriano Panatta, che agli Internazionali d’Italia del ’75 raccolse idealmente l’eredità di Pietrangeli vincendo contro Guillermo Vilas. Nel ’78 fu costretto ad arrendersi a Bjorn Borg, che aveva però battuto per ben due volte al Roland Garros, rimanendo l’unico ad essere riuscito a farlo sui campi di Parigi. Il suo tennis aggressivo si scontrava con una certa discontinuità di rendimento e con un fisico che a volte strideva con il suo grande talento.
Negli anni ’80, dopo il ritiro di Panatta, gli Internazionali di Roma hanno purtroppo visto diminuire il contributo dei tennisti italiani.
Il pubblico del Foro Italico si è dovuto così appassionare ai fuoriclasse di altri paesi, dividendosi quasi equamente tra i vari Borg, Lendl e Wilander, parteggiando per istrioni come Noah, McEnroe e Agassi o rimirando i colpi infallibili di freddi giocatori come Sampras, Muster o Courier.
Se il brasiliano Gustavo Kuerten è stato, tra i giocatori delle ultime edizioni, quello che è riuscito ad infiammare di più il pubblico romano, campioni indiscussi come lo svizzero Roger Federer e soprattutto lo spagnolo Rafael Nadal (vincitore delle ultime tre edizioni), hanno stabilizzato il torneo su livelli d’eccellenza e regalato agli appassionati sfide finali davvero “mondiali”.I top player dell’edizione 2008
Rafael Nadal è indubbiamente l’uomo da battere in questa edizione 2008 degli Internazionali. Negli ultimi tre anni, ci hanno provato senza mai riuscirci l’argentino Guillermo Coria nel 2005, l’attuale numero uno del mondo Roger Federer nel 2006 ed il cileno Fernando Gonzalez nel 2007.
Nel 2005 e nel 2006, Nadal ha faticato non poco per arrivare alla vittoria, giunta in entrambi i casi al tie break del quinto set, mentre la finale dello scorso anno ha visto lo spagnolo imporsi su Gonzalez con un secco 6-2, 6-2. Le credenziali di “Rafa” sono dunque quelle di un vero specialista della terra rossa. A detta di molti il migliore. Gioco veloce, grande furbizia sotto rete, tiro mancino e scioltezza a fondocampo sono insieme al suo rovescio a due mani le caratteristiche principali dello spagnolo di Maiorca.
Se nel ranking ATP è lui che insegue Federer (nato a Basilea nel 1981), a Roma sarà dunque lo svizzero a dover dare la caccia a Nadal.
Il numero uno del mondo, che guida la classifica dal 2004, è portatore “sano” di tanti record e di particolarità che rendono ancora più unico il suo tennis. Il fatto di non avere un allenatore “ufficiale” è soltanto una delle caratteristiche di Federer, che rappresenta una sintesi tra lo stile classico e quello più moderno. All’eleganza dei gesti si accompagna infatti una imprevedibilità nei colpi che lascia a bocca aperta. Il rovescio, che Roger gioca ad una mano, è secondo molti osservatori il suo colpo più micidiale, anche se tende a sbagliare chiaramente di meno giocando la palla con il diritto. Ma la dote migliore del tennista elvetico è quasi certamente il suo colpo d’occhio, perché ciò che stupisce nel vederlo giocare è la facilità con la quale Federer sa intuire l’angolo e l’effetto con il quale colpirà il suo avversario. Il tennista svizzero nel 2004 è diventato il primo giocatore, dal 1988, a vincere tre tornei del Grande Slam nello stesso anno (gli Open d’Australia, il Torneo di Wimbledon e gli Open degli Stati Uniti); ha ripetuto l’impresa una seconda e una terza volta nel 2006 e nel 2007, anno in cui, vincendo il suo terzo titolo agli Australian Open, è diventato l’unico giocatore ad essersi imposto in tre diversi tornei del Grande Slam almeno tre volte. Tra gli altri protagonisti del tabellone ci sarà anche il serbo Novak Djokovic, appena ventunenne e numero tre del mondo. Secondo gli esperti, in un paio d’anni potrebbe essere lui il nuovo leader del ranking con il suo servizio potente, la varietà di colpi, la grande capacità di saper angolare il tiro ed un gioco estremamente veloce. Completano il tabellone degli Internazionali d’Italia di Tennis gli altri quarantuno migliori tennisti del circuito ed i nostri Potito Starace e Filippo Volandri, attardati nella classifica ma spinti sicuramente dal tifo del pubblico del Foro Italico, che non vede l’ora di poter festeggiare finalmente un nuovo Pietrangeli o un nuovo Panatta.
 
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