È
sicuramente lo sport più diffuso tra gli appassionati
di ogni età. Almeno una volta nella vita, ognuno
di noi ha provato a tenere in mano una racchetta e a cimentarsi
sulla terra rossa, sul sintetico o nel parcheggio di un
condominio. Il tennis è uno di quegli sport che
si segue da spettatori ma anche praticandolo durante la
pausa pranzo o in una soleggiata domenica mattina. Puntuale
come ogni anno arriva quindi uno degli appuntamenti più
attesi per amanti di questo gioco, quello con gli Internazionali
BNL d’Italia di Tennis che si disputeranno a Roma,
dal 3 al 18 maggio, sui campi di terra rossa del Foro
Italico. La Federazione Italia Tennis ha diffuso una nota
in cui si legge che:“sulla base del regolamento
dei tornei Master Series, al tabellone sono ammessi direttamente
i primi 44 giocatori del mondo”. Quello della Capitale
è infatti il più importante appuntamento
italiano sulla terra rossa ma anche il più celebre
al mondo su questa superficie, dopo il Roland Garros di
Parigi. Vero e proprio must per tutti gli appassionati
che vivono a Roma e tappa obbligata per i frequentatori
del circuito dei Masters Series. Lo scorso anno gli Internazionali
hanno visto vincitori lo spagnolo Rafael Nadal e la serba
Jelena Jankovic. Tra i nomi di quest’anno Federer,
Nadal, Djokovic e Justin Hennin, Ana Ivanovic e la Jankovic
tra le atlete.
Disputati per la prima volta nel 1930 al Tennis Club Milano,
gli Internazionali d’Italia di Tennis si sono spostati
a Roma, al Foro Italico,
solo cinque anni dopo. Il primo vincitore fu l’americano
Bill Tilden, che sconfisse l’italiano Uberto de
Morpurgo in finale con il secco risultato di 6-1, 6-1,
6-2. Nel segno di Pietrangeli
e di Panatta
Ma se questi sono nomi che in pochi ricordano, quello
che resta indissolubilmente legato al torneo è
sicuramente il nome di Nicola Pietrangeli. “Mister
Davis”, come veniva soprannominato per i 164 incontri
disputati con l’Italia nel massimo torneo a squadre,
era un tennista dotato di uno stile curato, di un passante
preciso ma imprevedibile e di un rovescio straordinario.
La sua prestanza fisica era notevole, malgrado fosse spesso
refrattario ad allenamenti massacranti. Pietrangeli partecipò
agli Internazionali d’Italia per ben ventidue volte,
vincendoli per la prima volta nel 1957 e poi nel 1961,
per un totale di cinque finali disputate. Erano i tempi
in cui Nicola spopolava anche al Roland Garros, che si
aggiudicò nel ’59 e nel ’60. Per questo
Pietrangeli può essere considerato il più
grande tennista italiano di sempre sulla terra rossa.
E malgrado la sua grande confidenza con la Coppa Davis,
soltanto nel ’76 riuscì finalmente ad abbracciarla
a Santiago del Cile, seppure come capitano non giocatore.
Di quella squadra, oltre a Barazzutti, Zugarelli e Bertolucci,
faceva parte Adriano Panatta, che agli Internazionali
d’Italia del ’75 raccolse idealmente l’eredità
di Pietrangeli vincendo contro Guillermo Vilas. Nel ’78
fu costretto ad arrendersi a Bjorn Borg, che aveva però
battuto per ben due volte al Roland Garros, rimanendo
l’unico ad essere riuscito a farlo sui campi di
Parigi. Il suo tennis aggressivo si scontrava con una
certa discontinuità di rendimento e con un fisico
che a volte strideva con il suo grande talento.
Negli anni ’80, dopo il ritiro di Panatta, gli Internazionali
di Roma hanno purtroppo visto diminuire il contributo
dei tennisti italiani.
Il pubblico del Foro Italico si è dovuto così
appassionare ai fuoriclasse di altri paesi, dividendosi
quasi equamente tra i vari Borg, Lendl e Wilander, parteggiando
per istrioni come Noah, McEnroe e Agassi o rimirando i
colpi infallibili di freddi giocatori come Sampras, Muster
o Courier.
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Se il brasiliano Gustavo Kuerten è stato, tra i
giocatori delle ultime edizioni, quello che è riuscito
ad infiammare di più il pubblico romano, campioni
indiscussi come lo svizzero Roger Federer e soprattutto
lo spagnolo Rafael Nadal (vincitore delle ultime tre edizioni),
hanno stabilizzato il torneo su livelli d’eccellenza
e regalato agli appassionati sfide finali davvero “mondiali”.I
top player dell’edizione 2008
Rafael Nadal è indubbiamente l’uomo da battere
in questa edizione 2008 degli Internazionali. Negli ultimi
tre anni, ci hanno provato senza mai riuscirci l’argentino
Guillermo Coria nel 2005, l’attuale numero uno del
mondo Roger Federer nel 2006 ed il cileno Fernando Gonzalez
nel 2007.
Nel 2005 e nel 2006, Nadal ha faticato non poco per arrivare
alla vittoria, giunta in entrambi i casi al tie break
del quinto set, mentre la finale dello scorso anno ha
visto lo spagnolo imporsi su Gonzalez con un secco 6-2,
6-2. Le credenziali di “Rafa” sono dunque
quelle di un vero specialista della terra rossa. A detta
di molti il migliore. Gioco veloce, grande furbizia sotto
rete, tiro mancino e scioltezza a fondocampo sono insieme
al suo rovescio a due mani le caratteristiche principali
dello spagnolo di Maiorca.
Se nel ranking ATP è lui che insegue Federer (nato
a Basilea nel 1981), a Roma sarà dunque lo svizzero
a dover dare la caccia a Nadal.
Il numero uno del mondo, che guida la classifica dal 2004,
è portatore “sano” di tanti record
e di particolarità che rendono ancora più
unico il suo tennis. Il fatto di non avere un allenatore
“ufficiale” è soltanto una delle caratteristiche
di Federer, che rappresenta una sintesi tra lo stile classico
e quello più moderno. All’eleganza dei gesti
si accompagna infatti una imprevedibilità nei colpi
che lascia a bocca aperta. Il rovescio, che Roger gioca
ad una mano, è secondo molti osservatori il suo
colpo più micidiale, anche se tende a sbagliare
chiaramente di meno giocando la palla con il diritto.
Ma la dote migliore del tennista elvetico è quasi
certamente il suo colpo d’occhio, perché
ciò che stupisce nel vederlo giocare è la
facilità con la quale Federer sa intuire l’angolo
e l’effetto con il quale colpirà il suo avversario.
Il tennista svizzero nel 2004 è diventato il primo
giocatore, dal 1988, a vincere tre tornei del Grande Slam
nello stesso anno (gli Open d’Australia, il Torneo
di Wimbledon e gli Open degli Stati Uniti); ha ripetuto
l’impresa una seconda e una terza volta nel 2006
e nel 2007, anno in cui, vincendo il suo terzo titolo
agli Australian Open, è diventato l’unico
giocatore ad essersi imposto in tre diversi tornei del
Grande Slam almeno tre volte. Tra gli altri protagonisti
del tabellone ci sarà anche il serbo Novak Djokovic,
appena ventunenne e numero tre del mondo. Secondo gli
esperti, in un paio d’anni potrebbe essere lui il
nuovo leader del ranking con il suo servizio potente,
la varietà di colpi, la grande capacità
di saper angolare il tiro ed un gioco estremamente veloce.
Completano il tabellone degli Internazionali d’Italia
di Tennis gli altri quarantuno migliori tennisti del circuito
ed i nostri Potito Starace e Filippo Volandri, attardati
nella classifica ma spinti sicuramente dal tifo del pubblico
del Foro Italico, che non vede l’ora di poter festeggiare
finalmente un nuovo Pietrangeli o un nuovo Panatta. |