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SSAnhyong VS Subaru B9 [torna indietro]

FIAT BRAVO 1.9 MJT EMOTION
Compatta sportiva
PEUGEOT 308 HDi FAP FELINE
Leoncino raffinato

Su strada: è prima di tutto comoda, una macchinona da autostrada americana, per intenderci. Poi basta mettere le ruote su uno sterrato o su un fondo innevato per scoprire un’insospettabile anima da fuoristradista. Ma per avere il meglio in questo campo ci si deve accontentare del “vecchio” 2,7 litri turbodiesel da 165 cv, l’unico con le ridotte.
Prestazioni: Il 3,2 litri 24v oggetto del confronto è brillante e silenzioso. Il propulsore ideale è il 2,7 litri da 186 cv che, grazie agli oltre 400 Nm di coppia a 1.600 giri, consente alla Rexton di affrontare qualsiasi difficoltà. Entrambi i propulsori permettono velocità massime superiori ai 180 km/h.
Capacità di carico: è il secondo punto di forza della Ssangyong che pur non essendo lunghissima, siamo sui 4,72 m, può vantare una capacità del vano bagagli di 678 litri, che possono diventare addirittura 2.000 abbattendo i sedili posteriori. La terza fila è disponibile con un sovrapprezzo di circa 800 euro.
Costi: Terzo punto a favore della Rexton è il prezzo d’acquisto: si parte dai 31.700 euro della 2.7 Xdi Comfort, per arrivare ai 40mila e spiccioli delle due top di gamma 3.2 24v e 2.7 AWD in versione Top Class. Quanto ai consumi nettamente meglio la seconda, che “beve” 9 litri di gasolio ogni 100 km, contro i 14,4 (di benzina) dell’assetato 3,2 litri.

Su strada: Gli amanti della Marca apprezzeranno non poco la dinamica di guida della B9 Tribeca. Niente sospensioni mollicce, anzi, un assetto bello rigido che consente di guidare in maniera precisa e veloce. La sofisticata trazione integrale, permette di affrontare terreni sconnessi e fondi viscidi con estrema sicurezza.
Prestazioni: Sulla brillantezza del 3 litri boxer non si discute, come testimoniano i quasi 200 km/h di velocità massima. Casomai manca un po’ di tiro ai bassi regimi, ma per avere questo occorrerà attendere la versione a gasolio. Ci si può consolare con la fluidità di marcia e la silenziosità del propulsore.
Capacità di carico: Per essere lunga 486 cm e larga 188, non sbalordiscono di certo i 450 litri di capacità del vano bagagli, ampliabili fino a 1.500 previo abbattimento della panca posteriore. Apprezzabili, invece, i numerosi vani portaoggetti sparsi qua e la per l’abitacolo, così come l’estrema cura nelle finiture: niente è lasciato a caso.
Costi: Se confrontata con la Rexton costa tanto, per l’esattezza 13.500 euro in più. Ma se prendiamo ad esempio le avversarie tedesche tipo Audi Q7, BMW X5 e Mercedes ML, la B9 Tribeca diventa addirittura conveniente. I consumi sono, come prevedibile, decisamente elevati, ma rispetto al 3,2 l della Rexton pretende qualcosa in meno: 12,3 litri ogni 100 km.

Nell’epoca in cui gli sport utility sono considerati il vero e proprio simbolo del lusso su quattro ruote, ecco due esemplari all’insegna dell’understatement, studiati per una clientela che predilige la
tecnica e i contenuti al mero design. Certo, con loro passare inosservati è pura utopia, ma va detto che Ssangyong Rexton II e Subaru B9 Tribeca sono un po’ l’emblema del low profile applicato al tema SUV. Due auto che si comprano per come sono fatte, per le loro peculiarità tecniche e la loro totale versatilità di utilizzo.

Bene ovunque
Eppure non si può certo dire che Rexton e B9 Tribeca siano due mezzi perfettamente sovrapponibili, anzi! La coreana strizza l’occhio all’off-road più puro, mentre la giapponese predilige l’asfalto, pur non disdegnando sterrati e fondi innevati. Quest’ultima ha, anzi, un assetto quasi sportivo che permette di pennellare le curve neanche fosse la “sorellina” da rally Impreza, con un rollio contenuto ed appena un po’ di sottosterzo in uscita di curva. Il recente restyling non ha portato il tanto agognato motore diesel, perciò ci si deve accontentare del pur brillante 3.0R sei cilindri boxer da 245 cv a 6.600 giri e 297 Nm a 4.200 giri, con il quale la B9 Tribeca sfiora i 200 km/h con uno spunto da 0 a 100 km/h in meno di 10 secondi. Il cambio automatico a cinque marce è di serie e si rivela morbido e sufficientemente rapido nei passaggi di rapporto. Di tutt’altro tenore la Rexton che, grazie al suo schema tecnico e alla maggiore altezza da terra, permette inaspettate evasioni in fuoristrada, a patto di tenere conto delle imponenti dimensioni (è larga 187 cm).
Per coerenza la versione da paragonare con il 3 litri di Casa Subaru è senza dubbio il 3,2 litri a benzina da 220 cv a 6.100 giri e 312 Nm di coppia a 4.600 giri, accoppiato ad un cambio automatico con funzione sequenziale a cinque marce. Ma la quasi totalità delle Rexton ha nel cofano il 2,7 litri a gasolio di origine Mercedes, declinato in due livelli di potenza: il 2.7 Xdi da 186 cv e quello da 165 cv, l’unico però abbinabile al cambio manuale a cinque marce e alla trazione Torque On Demand. Con questo sistema è possibile ripartire manualmente la coppia tra i due assi al 50:50, oppure lasciar lavorare l’elettronica che trasferisce la coppia in base alle condizioni di aderenza.

Questione di feeling
Se la scelta dipendesse dalla “mission” di queste due vetture, dubbi non ce ne sarebbero: meglio la Subaru se preferite l’asfalto e la guida più sportiva, meglio la Ssangyong se prevedete puntate in off-road ed una dinamica di marcia più improntata al comfort.
Certo, la differenza di prezzo è notevole, la Rexton 3.2 Top Class AWD viene via per poco più di 40mila euro, mentre per la B9 Tribeca 3.0R XT GW ne servono circa 13.500 in più, tanti, nonostante la migliore dotazione della Subaru che prevede anche fari allo Xeno e navigatore satellitare. Ma va riconosciuta da parte di quest’ultima, una cura costruttiva di livello superiore che la pone a livello della migliore concorrenza tedesca e nipponica.
 
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