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Trovare il partner giusto è - che lo si ammetta
o no - il sogno di tutti. I single, il cui numero è
aumentato, nella popolazione femminile e maschile, in
modo esponenziale negli ultimi anni, si dichiarano felici
di esserlo ma... diciamoci la verità: tra il
dire e il fare c’è di mezzo forse una bugia?
Tant’è che i “metodi” più
o meno “collaudati” per fare nuovi incontri,
proliferano in Rete e non. La frenesia di tutti i giorni,
il lavoro, la palestra... insomma, come diceva qualcuno
in un vecchio slogan pubblicitario, “il logorio
della vita moderna” ci costringe spesso ad isolarci
nel nostro microcosmo e incontrare gente diversa, fuori
dal solito giro, diventa ogni volta più difficile.
Qualcuno però ha pensato bene di toglierci dall’impaccio
inventandosi (America docet) lo Speed Date, ovvero l’appuntamento
veloce, o meglio, “mordi e fuggi”. Cos’
è? è il “gioco” dei single:
3 minuti per conoscere una ragazza, per dirle chi sei,
che vuoi, il tuo io interiore, la tua vita... Tutto
di te in soli 180 secondi! Scatta subito l’alchimia?
Sì, no? Intanto, allo scadere del tempo, si passa
al prossimo/a e via così fino alla persona giusta.
Mettiamo in conto che potremmo non incontrarla ma, in
ogni caso, ci abbiamo provato. Questo è ciò
che insegna la teoria ma la pratica? Incuriositi, abbiamo
deciso di andare a vedere di persona.
In cerca (forse) dell’anima gemella
è giunto il grande giorno. Siamo a Roma ed un
amico, il solito bene informato, ci ha iscritto allo
Speed Date. Lanciamoci in questa nuova avventura.
L’appuntamento è all’ora di cena
presso un locale del centro, e già capannelli
di persone stazionano con noncuranza davanti alla porta.
Belli, ben vestiti, profumati... sembra il corso del
paese la domenica pomeriggio. Unica nota diversa: un
certo imbarazzo latente sui volti della gente. Come
se si facesse qualcosa di proibito.All’ingresso
del locale si viene dirottati in due file, come alle
elementari: gli uomini a sinistra e le donne a destra.
Il gioco si suddivide per fasce di età, fino
ai 33 anni, e oltre questa soglia.Ovviamente c’è
chi bluffa sugli anni ma anche questo fa parte dell’esperienza
che si sta per affrontare.
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A tutti viene consegnata una scheda su cui segnare le
proprie preferenze.Se la propria preferenza è “corrisposta”
dalla donna, l’organizzazione ci metterà
in contatto via e-mail o via cellulare. Le donne sono
sistemate sui “trespoli” del bancone del bar
e sui divanetti, gli uomini si muovono in senso orario
seguendo un tracciato circolare immaginario intorno alla
sala. Il “direttore di gara” al microfono
dà il via al gioco. Ci si attacca sulla giacca
il numero adesivo che ci contraddistinguerà per
tutta la serata, ci si siede di fronte alla dama che porta
il tuo stesso numero e si inizia a parlare.
Il primo impatto è terrificante. Davanti a me una
donna di cinquant’anni, truccatissima, che ne dichiara
40. Si discorre del più e del meno per i canonici
tre minuti e poco più e si passa alla seguente.
La seconda è poco più giovane della prima.
Ha trascorsi sentimentali piuttosto travagliati e cerca
l’anima gemella. Ah! Le tipe peggiori… Chi
credeva di andare alla conquista facile per una notte
ha proprio sbagliato i conti. Terza dama. Una splendida
trentenne o poco più, curatissima, fascinosa nei
modi e nell’aspetto. Niente da fare, lei scriverà
tutti “No” sulla scheda perchè è
felicemente fidanzata ed ha solo accompagnato un’amica
a fare il gioco. “A meno che...” e la sua
dichiarazione lascia presagire chissà cosa ma è
un attimo, poi se ne va inghiottita dall’atmosfera
soft del locale.
Scambio uno sguardo col mio amico che mi segue in questo
“viaggio” tra le poltrone. Eh sì, come
primo impatto non è davvero quello che ci aspettavamo.
L’incontro con la quarta ragazza è, a dir
poco, imbarazzante. Non mi guarda mai, il suo sguardo
è fisso sul pavimento, parlo sempre io, ed il colore
del suo viso varia dal rosso al violaceo. Io sudo freddo
e capisco che, anche in questo caso, non c’è
niente da fare. A volte anche tre minuti possono durare
un’eternità. Proseguiamo con altre conoscenze,
più o meno attraenti, per lo più tutte dal
passato sentimentale burrascoso ma nessuna che colpisce
o che colpisco. |