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Sex & the city - Maestre di seduzione [torna indietro]

Belle, fashion ma, soprattutto, molto disinibite.
Dalla tv sbarcano al cinema Carrie e le altre.
Quattro donne che hanno fatto del sesso una filosofia di vita.
Per la gioia degli uomini


[di Giulia Coppa]

Il sesso senza tabù, commenti espliciti, votazioni e classificazioni in base a: bellezza, prestazione, qualità e durezza… Non ci troviamo in una bisca, né in un famoso appartamento dove un gruppo di amici gioca a poker e si lascia andare a confidenze intime, ma in una lussuosa location newyorkese e a parlare sono: Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha. Belle, ironiche, più taglienti che mai arrivano al cinema il 30 maggio con il film, Sex and the City, attesissimo da milioni di fan. Il favoloso quartetto è pronto a buttarsi in nuove avventure… e, c’è da giurarci, non mancheranno pruriginose sorprese. La serie televisiva ha riscosso sin dalla prima puntata un grande successo e una vasta eco internazionale riuscendo a conquistare un pubblico fatto non solo di donne ma anche di uomini. Un pubblico che, di solito, non si appassiona a storie al femminile.
Qual è il segreto? Sarà forse dovuto al fatto che, per la prima volta, le donne parlano di sesso come gli uomini, senza remore, censure o ipocrisie e anche se i maschietti non ne escono sempre vincenti (anzi…) hanno finito per soccombere al fascino delle scatenate quattro! Possono le donne fare sesso come gli uomini? è stato questo il filo conduttore dei primi episodi della più spudorata serie Tv degli ultimi anni. Proprio partendo da questa domanda Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker), protagonista principale nonché voce narrante, inizia ad indagare su cosa deve fare una trentenne, per potersi divertire in una città piena di uomini single che pensano al fidanzamento come appannaggio di tipi che vogliono impegnarsi seriamente. Carrie, Miranda (Cynthia Nixon), Charlotte (Kristin Davis) e Samantha (Kim Cattrall) si abbandonano a una celebrazione del sesso e della sensualità. Le relazioni sono la religione degli anni ‘90? Sarà forse il mènage à trois la nuova frontiera dell’eros? E se le cose stanno così, come si dovrebbe fare, con chi e quando? E se le single possono fare sesso con qualsiasi uomo, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, come mai le donne sposate hanno paura che ciò debba sempre e solo avvenire con i loro mariti? Il telefilm è stato subito un trionfo per la franchezza dei dialoghi e per come le quattro donne concepiscono il loro rapporto con il sesso inseguendo un unico sogno: avere esperienze di letto proprio come fanno gli uomini, senza nessun coinvolgimento emotivo.
La sexy pierre Samantha è sicuramente la più disinibita del gruppo e, tra una festa e l’altra, rimprovera gli uomini che incontra con frasi del tipo: “possiamo trattarvi come oggetti sessuali” e altri apprezzamenti per il “maschio oggetto”. La giornalista Carrie descrive nella sua rubrica giornalistica, con occhio crudo, le abitudini sessuali delle donne della sua generazione anche se è sempre alla ricerca dell’amore totale, spossante, che ti consuma e non ti fa pensare ad altro. Charlotte s’innamora spesso di uomini sbagliati. Il suo ideale di rapporto è basato sulle “regole” dell’amore e degli appuntamenti.
Quando sono insieme, ne combinano di tutti i colori: rimorchiano il bello di turno, ritornano con un ex per una notte e via, infilano un conoscente nel letto di un’amica, sottraggono il bisessuale all’omosessuale, non escono mai di casa senza i preservativi in borsa.

Chi non sarebbe disposto ad imbattersi almeno una volta nella vita in una di queste situazioni pur di avere a che fare con quattro ragazze come queste? A Sex and the city è l’ora delle donne, uno show tutto al femminile in cui si usa un linguaggio diretto e colorito senza farsi nessun problema: si passa dalle solite e normali conversazioni tra donne, noiose e banali, del tipo “gli uomini sono tutti uguali...” ad argomenti più piccanti in cui si è a dir poco minuziosi nel raccontare tutti i particolari di un appuntamento galante ma, soprattutto, appassionante.
E non si salva nessuno: al marito di una vita è riservato lo stesso trattamento dell’amante di una notte. Prestazioni, situazioni e performance vengono dibattute e trattate con “scientifico cinismo”.
Per dare un’idea a chi non avesse mai visto una puntata del celebre telefilm, il suo vocabolario è davvero pungente, malizioso e senza mezzi termini. Basti ricordare alcune espressioni come: “Noi siamo sempre sole, anche se abbiamo un uomo. Mettiti una bella armatura e affronta la vita come faccio io: godendoti gli uomini senza aspettare che ti soddisfino”; “Se l’85% degli uomini è circonciso sono andata a letto solo con il 15%”. E Carrie: “Ma sei praticamente una vergine!”.
E questo non è che solo un piccolo assaggio di quello che potremo ascoltare nel film.
I dialoghi disinibiti di Carrie e Co. hanno influenzato molti altri telefilm, in cui si è iniziato a parlare di sesso molto più liberamente ed esplicitamente. Nell’episodio di Casalinghe Disperate dal titolo It takes two (“Bisogna essere in due” il titolo italiano), Bree (Marcia Cross) a pranzo con le amiche comunica loro che si sposerà con Orson Hodge, dichiarando di non aver ancora avuto rapporti con lui. Gabrielle (Eva Longoria) esclama che “Sposarsi senza essere mai stati insieme è come acquistare una macchina senza averla provata”, ed è la stessa reazione che ha Samantha quando Charlotte dice alle amiche che lei e il futuro marito Trey non sono stati ancora insieme. Nei Simpson, lo show viene chiamato Nookie in New York (“Sesso a New York”), le sorelle di Marge lo definiscono “Uno show in cui quattro donne etero si comportano da maschi gay”. In una puntata di Streghe Phoebe (Alyssa Milano) parla di uno dei personaggi di Sex and the City come “uno spirito libero”, riferendosi probabilmente a Samantha. E ancora in una scena eliminata dei Griffin il cane Brian paragona la serie animata Magica DoReMi a una versione per ragazzi di Sex and the City.
Mentre in un altro episodio lo stesso Brian si chiede, riferendosi a Sex and the City: “Cos’è? Un film su tre prostitute e la loro mamma?”. è evidente l’influenza e l’impatto che Sex and the City ha avuto non solo sui telespettatori ma persino nelle altre produzioni televisive. Sembra proprio che siano finiti i tempi in cui Fiorella Mannoia cantava Quello che le donne non dicono e l’epoca in cui ci si scandalizzava per un parola più colorita e lontana anni luce. Le cose, nel linguaggio (e non solo…) stanno cambiando. Le donne non hanno più timore a rivelarsi come cacciatrici, predatrici e spietate mangiauomini; per buona pace di chi crede che certe cose non vanno bene se a farle è una donna, provate a chiedere ad un maschio cosa ne pensa… vi stupirà!

 
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