Logo Matrix



Intervista a Riccardo Schicchi [torna indietro]

Parla il numero uno:
"La trasgressione? L'ho inventata io"


[di Carmine Castoro]
Siracusano, 54 anni, Riccardo Schicchi è stato ed è, senz’altro, ancora il regista e il talent-scout italiano del porno più famoso, sempre alla ribalta delle cronache e degli scandali più dirompenti, personaggio controverso con parecchi scivoloni nel campo penale. La sua carriera è cominciata come fotografo per Epoca, poi Radio Luna e la sinergia con Ilona Staller, il cui nick artistico, dolce e penetrante, Cicciolina, nacque proprio nel corso di una trasmissione serale di questa libera emittente. Le trasgressioni del duo continuarono prima con foto erotiche, poi nel 1976 con il primo nudo integrale in un luogo pubblico, una discoteca; nel 1978 il primo seno scoperto mandato in onda dalla Rai nella trasmissione C'era due volte, bissato a Stryx; nel 1979 il primo soft-porno italiano Cicciolina amore mio. Nel 1983 hanno fondato assieme Diva Futura, agenzia per modelle e modelli che si dedicano al mondo dell'erotismo. Nel 1985 Schicchi gira il primo film hardcore italiano Telefono Rosso, sempre con Cicciolina, primo di una lunga serie di successi di “nicchia”. Alle elezioni del 1987 Ilona Staller fu eletta alla Camera dei deputati, la prima pornostar al mondo ad accedere a un parlamento nazionale democraticamente eletta: una operazione politico-mediatica che portò autentici sussulti nell’opinione pubblica. Altre scoperte storiche di Riccardo: Moana Pozzi, Ramba, Petra, Baby Pozzi, Barbarella, Mercedes Ambrus, Edelweiss, Eva Henger, molte delle quali “traghettate” dalla florida Europa dell’Est a caccia di soldi e successo qui in Italia. E anche per questo nasce un vero e proprio filone di “noie” giudiziarie. Recentemente Schicchi è stato coinvolto nell’inchiesta Vallettopoli, ma poi la sua posizione stralciata del tutto dopo un breve periodo di arresti domiciliari. Mentre pesa sul suo capo una condanna a 6 anni di reclusione, 4 anni e 6 mesi alla showgirl ed ex compagna Eva Henger: condanne inflitte dal giudice della nona sezione penale di Roma a conclusione del processo che ha visto Schicchi e la Henger accusati di associazione per delinquere, violazione della legge sull'immigrazione e sfruttamento della prostituzione soprattutto nei riguardi di ragazze ingaggiate all'estero e fatte venire in Italia per spettacoli di spogliarello e pornografici in una serie di locali facenti capo all'organizzazione Diva Futura. Recentemente ha denunciato l’ex compagno di Moana Pozzi per la presunta eutanasia alla quale la pornostar avrebbe chiesto di essere sottoposta per vincere le lancinanti sofferenze del tumore che l’aveva attanagliata senza speranze.

Riccardo, proviamo a fare un bilancio dell’erotismo da quando è nato in Italia come fenomeno mediatico ad oggi: cambiamenti nel costume degli italiani, nel modo di considerare le stelle dell’hard, nell’interazione con la televisione.
Diciamo che tanti e tanti anni fa si è aperta una porta su un mondo che esisteva ma verso il quale tutti preferivano voltare le spalle. Mi riferisco soprattutto agli anni ‘60 con riviste come Playboy vietate in Italia le cui copie arrivavano per vie traverse, grazie ai soldati americani, per canali clandestini. In pratica, era assolutamente vietata nel nostro Paese la rappresentazione del nudo, e a poco a poco sono nati dei giornali-cloni di Playboy che hanno scavalcato queste norme restrittive, come Men e Playmen, lo stesso Il Borghese, autentici arieti per buttare giù la torre. Emozionante per la mia generazione era anche solo intravedere il corpo della donna, e rimaneva dentro il desiderio di raggiungere quello che non era per niente facile da raggiungere. Insomma, negli anni ’60 mancava una vera e propria formazione sessuale e questo sviluppava nell’immaginario della gente delle lacune su come era fatto il corpo stesso delle donne, dal punto di vista anatomico: la bellezza e la dolcezza del corpo femminile che io associo a un paradiso rimaneva nascosta ed equivocata, e i giornali con i servizi un po’ piccanti servivano anche a fare luce su questo grande mistero. Oggi tante persone lavorano all’interno del porno senza emozionarsi, senza veri atti di passione e trasgressione, e così facendo non fanno emozionare chi guarda i loro prodotti. Quando noi abbiamo cominciato ad andare oltre, l’hard aveva il suo fascino perché era torbido, clandestino, piratesco: in internet oggi siamo tornati allo one to one, oggi le persone si sono riprese la normalità del sesso mentre io mi inventavo la star.

Il porno fino a quano c’erano personaggi come Cicciolina o Moana quasi quasi faceva parte del mondo di tutti gli italiani. Oggi viene associato a malaffare, violenze, truffe su internet...
Gli italiani non sono cambiati. Nelle campagne la pornografia e la libertà sessuale hanno sempre avuto un sapore molto genuino che ancora mantengono perché queste cose sono più accettate. Il cittadino, invece, è soffocato nelle gabbie di cemento delle strade, degli uffici, e vede tutto questo in maniera perversa, salvo poi travestirsi da mister Hyde non appena si chiude la porta di casa alle spalle. La differenza c’è sempre stata fra questi due mondi, ma oggi la sessualità è molto complicata. Anche a causa di creature noiose che per far soldi col cinema hard contano le scene, si considerano impiegati, non lasciano niente all’aspetto rivoluzionario che c’è stato almeno dagli anni ‘60-70 fino all’82, poi è arrivato l’aids, la rivoluzione positiva di cui ci facevamo propugnatori ha cominciato a uccidere, soprattutto la fantasia. In quel periodo felice io progettavo operazioni molto particolari, come quella di entrare negli Usa clandestinamente e di lottare, assieme ai Mitchell Brothers che sarebbero stati successivamente uccisi, contro il perbenismo dilagante esibendo una donna nuda davanti ai simboli dell’America. Tutto questo creava fantasie, miti, eccitazione. Oggi, invece, troppo spesso, ci troviamo di fronte a dell’hard retrivo, pessimo cibo per pervertiti, laddove il produttore e il distributore si accorgono che con le bestialità si vende più materiale, e così si allineano a immagini volutamente, esageratamente negative per stimolare la curiosità di persone assuefatte alla rappresentazione sessuale. E si fanno ancora più soldi.
Un altro aspetto da considerare è che oggi il mercato del porno è molto frantumato. Oggi ognuno il porno se lo fa a casa sua, in autobus o in ufficio con le tecnologie che ha a disposizione. Questo tipo di concorrenza commerciale può far guadagnare soldi a tutti, ma globalmente ne circola di meno.
Proviamo a dare qualche pennellata di nostalgia a personaggi che hanno caratterizzato la tua carriera e che, per un motivo o per un altro, non sono più protagonisti. Cicciolina: l’hard si fa politica...
La sua più grande qualità era che non diceva mai di no. Questo significa tanto nel nostro lavoro, paracadutarsi in qualsiasi situazione o emozione; i freni tagliano la strada, fanno perdere il punto d’arrivo, mentre noi abbiamo fatto davvero tutto quello che ci veniva in mente nel privato, nelle foto e nei film. Ilona ha preso l’onda bene, ha creato un movimento politico per far capire alle persone quanto si possa stare bene liberandosi, senza inibizioni, e quanto il concetto di libertà sia condivisibile con tutti, a qualsiasi latitudine. Il successo con lei è stato questo: far paura a chi aveva paura, perché chi fa l’amore non ha paura e chi ha paura non fa l’amore.

Moana Pozzi: con lei l’hard diventa televisione, intrattenimento...
Moana, un personaggio sereno, pieno, che faceva fatica ad aprirsi una strada ma, una volta raggiunto un suo punto fermo, è stata capace di buttare giù le montagne. Anche lei non diceva mai no. Ho condiviso con lei tante importanti esperienze di viaggio, dal Giappone all’America, all’ Europa, raggiungeva quel che desiderava senza recinti, senza paure. Rappresentava la serenità e la bellezza in maniera assoluta. Invadeva gli spazi dei benpensanti come ha fatto in tante trasmissioni televisive, anche censurate, come fu per l’Araba Fenice. Creava montagne di libertà, sfasciava tutto con serenità senza imporre idee con isterismo e violenze.
Oggi, purtroppo, il suo nome e la sua prematura scomparsa sono legati ad un penoso strascico di denunce incrociate.
C’è chi ha detto cose molto gravi in merito alla sua morte, e ci saranno ancora molte sorprese. Diciamo pure che la sua vita presenta ancora dimensioni molto misteriose per il contorno che Moana ha avuto, una famiglia moralista, ipocrita, che ha condizionato la sua vita e oltre la vita ha continuato con misteri e bugie a creare scandalo. Dopo questa speculazione continua e fastidiosa, tutti si arriverà alla verità. Il desiderio di morire Moana non l’ha mai espresso con me: abbiamo parlato pochi giorni prima perché era certa di morire. Non ha mai chiesto di essere uccisa. Se qualcuno l’ha fatto è giusto che paghi. Che possa non essere mai morta e che abbia cambiato identità in un’altra parte del globo? Una bella fantasia da non utilizzare, però, per far soldi.

Per finire, Eva Henger...
Eva, compagna stupenda, grazie a me è entrata in un altro mondo diventando un’eroina in poco tempo. Adesso prosegue la sua carriera artistica, ma io preferisco puntare ultimamente su una Mercedes Ambrus molto attenta a stupire e a spostare i confini di quel pudore che non dovrebbe esistere.

Perché, secondo te, il nudo, il porno, la donna svestita vanno ancora?
La donna nuda andrà sempre, anche se l’espressione è limitativa perché le donne non fanno moda come i vestiti, sono meravigliose, non appartengono al piacere temporaneo ma all’eterno, e fino a che ci sarà la vita sulla terra rappresenteranno l’obiettivo più desiderabile. Nei film ognuno immagina quel che vuole, anche per le donne è bello credere che esistano uomini esagerati, affascinanti e forti che danno soddisfazioni per chi la cerca, come Rocco Siffredi, John Holmes, attori eccezionali che ho avuto la fortuna di scoprire e lanciare. Il porno può fare da modello se emulato in modo giusto costruttivo, libera, fa sentire le persone di nuovo padrone del proprio corpo, dei propri sentimenti e funzioni sessuali.
Oggi c’è bisogno di sentimenti, di affettività, e se queste richieste sono supportate da persone gradevoli, belle, non presuntuose, non rappresentanti della società del dominio, la chiave è facile per aprire tante porte. In realtà, oggi è cambiato il rapporto col corpo e nel sesso serve ancora molta ironia: non si deve giudicare di fronte alle difficoltà dell’uomo, e non ci si deve riempire di pasticche di viagra per fare bella figura. Meglio un partner giusto che ci aiuta a farla.

Cosa ne pensi delle derive pedofile insite nel mercato hard in cui da sempre lavori anche tu?
Leggevo in questi giorni che forse lo scandalo delle maestre pedofile nella scuola vicino Roma sarebbe basato su materiale tutto inventato o scarsamente verificabile. Negli anni ’60 per fare un torto a qualche nemico bastava fargli trovare un quantitativo di cocaina sotto il materasso. Quello che voglio dire è: non facciamo diventare disgrazie le malattie degli altri, un motivo per incriminare altre persone, verifichiamo con attenzione che incubi e fantasie non diventino strumento di ricatto e oppressione, cerchiamo di curare le vere malattie e se si tratta di scelte come l’omosessualità non consideriamole nemmeno diversità ma un modo di pensare e vivere. Non condivido che persone adulte impongano i loro piaceri a non consenzienti o in età in cui non si è in grado di capire quello che si sta facendo. Violenza chiama violenza, non deve esistere religione, politica, o capi di stato che possano mandare a morte qualcuno o insegnare ad approfittarsi di vecchi, malati e bambini per propri piaceri. E’ un fatto di cultura e comunicazione che deve imporci di non far diventare mostri persone che non lo sono e spingere noi tutti verso spicchi nascosti del nostro io. Sublimazione e emulazione sono le cose più semplici che può fare il nostro cervello che purtroppo è malato: a furia di parlare del delitto di Cogne in televisione, abbiamo sicuramente provocato un processo di induzione negativa. Dobbiamo stare attenti a come ci si pone, anche come induttori e responsabili di emulazione.

Cosa pensi del fenomeno degli adolescenti che si spogliano in chat o sui videotelefonini?
Fra loro i teenager è giusto che facciano ciò che vogliono, non se i maggiorenni vogliono sfruttarli. Tutti siamo stati giovanissimi, ci siamo guardati allo specchio assieme agli amici. La formazione erotica di un individuo avviene così, tappa per tappa, fino alla maggiore età per poi vivere tutto nella maniera più bella possibile senza farci male.

 
LA RIVISTA | LA REDAZIONE | LAVORA CON NOI | PUBBLICITA' | ABBONAMENTI | CONTATTI

© Al.Fa. Edizioni srl