Logo Matrix



Vivo, guardo, scrivo [torna indietro]

“Io voglio distruggere la tediosissima letteratura italiana:
gli imperterriti scribacchini, i valorosi imbrattacarte, la loro ignominia”. Così parlò Isabella Santacroce. La trasgressiva
scrittrice, in libreria con il suo ultimo V.M.18, ci parla di sé
in totale libertà e senza censure


[di Carmine Castoro]
Isabella, una commistione di carnale e virtuale pervade la nostra quotidianità: elettronica, informatica, massmedia, immagine e fiction, da un lato, corpi in tumulto, sessualità prorompenti, comportamenti sanguigni e sanguinari, ai limiti del barbaro e dell’istintivo, dall’altro.

Come osservi e come vivi tu questa sovrapposizione e contaminazione di codici?

Ci si conosce e ci si sposa con le chat, ma si nega la solidarietà a un vicino morente…
Tu mi chiedi cosa ne penso della realtà, ovvero della morte della vita. La realtà mi disgusta e mi tedia enormemente, così come mi tediano enormemente le persone che continuano a credermi un personaggio costruito forzatamente trasgressivo. Non mi sorprende sapere l’essere umano abominevole, noncurante di un vicino morente, anzi divertito dal suo imminente trapasso.
La storia dell’uomo insegna che non v’è godimento senza crudeltà, ma l’uomo questa sua storia cerca di nasconderla tra i drappi dell’ipocrisia.

Il tuo libro viene presentato come un mix di Alice nel paese delle meraviglie e delle Cento giornate di Sodoma.
Cosa vuol dire?

È un po’ lo specchio della nostra società che vive la polarizzazione di due “morali”: il boudoir da un lato, la favola (magari indotta dalla televisione) dall’altra.
“La nostra società” non è la mia, io non ho una società. Il pensiero che esista una società mi addolora quasi enormemente.
La società è intrisa di codardia, di pecore incattivite dall’impotenza. I diversi rischiano il linciaggio, la società permette l’ingresso solo al piccolo individuo innocuo e dall’invidia assassina.
Il povero Nietzsche aveva così ragione, e sbaglia chi pensa il suo pensiero sia oramai scaduto. L’uomo ha la presunzione di credersi in divenire, ma il suo divenire si è fermato nel lontano 1830.

Le “Spietate Ninfette” sono un clone delle adolescenti precoci e spregiudicate dei nostri tempi che hanno perso l’orizzonte del senso, soprattutto nel sesso, e vivono quello della gioia puramente superficiale, epidermica?Quanto c’è di conquista, e quanto di perdita, in questi comportamenti degli adolescenti di oggi?
Mi scrivono genitori furiosi, alcuni di loro hanno strappato il libro, una madre lo ha bruciato, ma non era mio intento farli infuriare. C’è che mi ha scritto: “non sono la sola a disprezzare il tuo libro, se avessi la forza farei bruciare i tuoi libri istigando mezza popolazione italiana alla rivolta”. “V.M.18” non è stato pensato come inno alla violenza e alla perversione, ma grazie a queste gentili persone lo è divenuto. Vorrei perciò che le adolescenti precoci di questi nostri tempi ignobili assomigliassero alle Spietate Ninfette.
Mi rincuora sapere che per tanti teneri adolescenti “V.M.18” sia divenuta una Nuova Bibbia. Spero vivamente che siano diabolici, geniali, insuperabili nel fottere questa “nostra società”.

“Vietato ai minori di 18 anni”: cosa c’è di realmente “vietato” oggi? C’è un mondo adulto che traccia i limiti dell’al di qua e dell’al di là di quello che si può fare e concepire?
Io credo dovrebbe esser vietata la mediocrità, l’umana bassezza, l’ipocrisia, la pusillanimità, l’idiozia, l’invidia. C’è sicuramente in mondo adulto ovunque, che io chiamo il mondo dei morti-respiranti, e quel mondo continuamente cerca adepti. Il mondo dei morti-respiranti osanna la morale perché vive nel decesso. Questi viventi cadaveri sono logicamente abitati da vermi, e in quel loro evidente stato di putrefazione credono di scorgere la verità della purezza. La poetessa Mariangela Gualtieri ha scritto: “gli adulti sono ragazzi morti”.

Questa bambola inquietante che campeggia sulla copertina del tuo libro sembra sgocciolare sangue e succo di fragola, fra delizie orali e spine e unghie affilate. è un po’ il simbolo del “terribile” che tocca a chi sfiora la bellezza e il suo abisso?

La “bambina inquietante” è un dipinto di Michael Hussar, ed è per me Desdemona, la protagonista del romanzo. Parli di simbolo del terribile, ma tutto è terribile, io vedo dovunque il terribile. Citerò ancora un poeta, ovvero Rainer Maria Rilke: “Il bello non è che il tremendo al suo inizio”.

Cos’è la maledizione della modernità oggi?
La paura è la maledizione più grande, tutto è ormai una creazione della paura: la vita in Dio, l’amicizia, l’amore, la famiglia, la realtà. L’amore verso il prossimo è un nulla se rapportato allo spavento verso il prossimo. L’uomo è oramai un essere rimpicciolito, vergognoso, e quell’uomo rimpicciolito e vergognoso scaglia pietre contro chi a lui non assomiglia, e magari seguita a ricercare la grandezza insita nell’esistenza. Bisogna essere tutti uguali di fronte al nulla, se ti rifiuti di esserlo vieni considerato pericoloso, meritevole d’essere duramente punito.

Il tuo libro ha creato reazioni opposte, estremizzate: da un lato chi ti manderebbe al rogo, dall’altro chi ti considera una vera libertina, una scomoda, dissacratrice, che squarcia il velo.
C’è chi considera “V.M.18” un capolavoro, chi un libro disgustoso. Nietzsche ha scritto: “Esistono libri i quali per l’anima e la salute hanno un valore perfettamente opposto a seconda che se ne servono l’anima meschina e una forza vitale deteriore, oppure l’anima superiore e una grande forza vitale. Nel primo caso quei libri sono pericolosi, corrosivi, dissolventi, nel secondo caso sono squilli d’araldo, i quali invitano i più valorosi a dar prova del loro valore”.

Cosa è il corpo oggi? Cosa contiene? Cosa rappresenta?
Posso parlare del mio corpo, del rapporto che io ho con lui, mio compagno, mio uomo. Il corpo è sempre maschile. Ho anche detto che il mio corpo è il primo libro che ho scritto. Ho anche detto che lo alleno molto in palestra perché poi la sua potenza arriverà alla mia scrittura. Ho anche detto che è un alfabeto di carne. Io pubblico il mio corpo così come pubblico la mia scrittura. Lo adorno così come adorno la mia scrittura. La scrittura viene adornata da una copertina, il mio corpo da abiti ottocenteschi, maschere, protesi lucenti.

Lettori del tuo blog ti hanno definito “sacra puttana” e “specchio freddo di questa gioventù bruciata”. Ridi di queste definizioni? Ti ci riconosci?
C’è anche chi mi definisce una dea, una schifosa, un genio, una mentecatta. Io rispetto le varie e spesso ridicole definizioni, rispetto seppur con grande fatica anche gli insulti. Io non mi riconosco in niente, neppure quando mi guardo allo specchio mi riconosco.

Il tuo progetto artistico ed esistenziale può essere definito “satanico”, come con apprensione è stato osservato da più parti?
Io non possiedo un progetto artistico ma la mia vita. Vivo nella dimensione del sacro così com’era pensata da Bataille, e sorrido poggiando la mano destra al mio zigomo sinistro per quel “satanico”, per “quell’apprensione”. Le tragedie senecane allora? Il suo Thyestes? Quanta apprensione suscita la lettura delle sue tragedie? Sono state forse considerate da qualcuno sataniche? “V.M.18” è una sorta di tragedia senecana, perché allora non bruciare anche il Thyestes? Ma poi perché condannare Satana? Come Platone penso che se esiste il bene deve necessariamente esistere anche il male, e come Aleister Crowley penso che la pia funzione secondo la quale il male non esiste, lo rende soltanto vago, enorme, minaccioso. Penso anche che se esiste Dio deve necessariamente esistere anche Satana, e che se si rinnega Satana bisogna necessariamente rinnegare anche Dio.

Dietro tutta questa cortina di “maledizione” creata intorno alla tua persona, mi dipingeresti una giornata tipo di Isabella?
Mi sveglio verso le tredici, mi addormento verso le cinque del mattino. Dalle tredici alle venti guardo, dalle venti alle cinque vivo.
Isabella, come si salva una vita oggi?
Ascoltando per un’ora i Burzum dopo i pasti principali.
 
LA RIVISTA | LA REDAZIONE | LAVORA CON NOI | PUBBLICITA' | ABBONAMENTI | CONTATTI

© Al.Fa. Edizioni srl