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Fino all' ultimo respiro [torna indietro]

Siete stanchi delle solite mete? Se, come noi, vi sentite
dei veri Indiana Jones del Piacere, ecco ciò che fa per voi:
3 città che, a sorpresa, regalano divertimento e brividi a 360°,
24 ore su 24. Ma bisognerà dimostrare di avere fisico:
del resto, qui si parrà la vostra virtute…

[di Roberto Piccinelli]

Se la vostra filosofia vitale vi porta a non stare mai fermi, perchè tesi a sperimentare l’impossibile in fatto di divertimento, ecco un gustoso itinerario alla scoperta di atmosfere e location inedite. Have a nice trip!

Sidney
La giornata tipo del perfetto viveur non può non iniziare con una colazione all’Awaba Cafè. In sordina, alla grande. Sembra un controsenso, ma non lo è. Perché siamo sulla spiaggia di Balmoral, sulla sponda nord della baia di Sidney, atmosfera coloniale, ambientazione fascinosa. Poco frequentata dai turisti, è la meta preferita dalle famiglie australiane per le sue acque calme, riparate dalle correnti dell’Oceano: cosa ci può essere di meglio per chi non vuole essere riconosciuto fin dalle prime ore del mattino, ma ama bearsi di un ricercato design minimale anche mentre si trastulla fra un caffé e un cheese cake? La tabella vincente procede con un salto al Fish Market, mercato del pesce in versione mostre, date le 15.000 tonnellate di prodotti ittici venduti annualmente, dove mangiare un pescetto al volo, freschissimo. A seguire, una buona birra, all’ombra della quercia centenaria incastonata nel giardino del The Oaks. Salvo, poi, rendersi conto che il ritmo è destinato a salire vertiginosamente con Cargo Bar & Lounge e The Loft, entrambi affollati da trentenni in carriera alle prese con look intriganti, cocktail colorati e musica ritmata. Seguiti dal Posh, top degli aperitivi, ma anche primo dei disco bar, magico “accavallo” dotato di uno degli squarci visivi più spettacolari della city. Che, a questo punto, si divide in due, ossia fra chi va a cena al Manta e chi all’Omega. Manco si parlasse di Castore e Polluce, il primo propone pesce fresco e cucina italiana sul molo, in presenza di vip quali Russell Crowe; il secondo proietta in una moderna location sotterranea in puro Barbarella Style, caratterizzata da piatti creativi e chef greco. Detto del Libertine, la terza via, di matrice franco-vietnamita, il seguito è solo nightlife, magica e tosta. Come ben testimoniato da uno storico dancefloor quale il Bourbon e dall’iperselettivo The Basement, rifugio prediletto della creme cittadina. Ultimo approdo, prima del giusto riposo da Tricketts, b&b in una magnifica casa del XIX secolo, restaurata ad arte, è Hugo’s Lounge, nato in un ex quartiere malfamato, a luci rosse, ma attualmente trendy come il suo locale di punta: stile minimal, musica scelta e trattamento da star fanno la differenza, ma solo per pochi eletti.

Cape Town
Bando ai luoghi comuni, parliamo di Africa seduttiva, tribale (nel senso musicale del termine) o fascinosa, ma non Nera, per cortesia! Anche perché fra l’ottimo Trance Sound proposto dai dj locali, il look degli hotel di punta e l’atmosfera quasi erotica dei party en vogue c’è di che rimanere di sasso. Come per la scelta di iniziare le segnalazioni della giornata più trendy con due hotel, il Metropole e Daddy Long Legs. Entrambi così glamorous che di più non si può, eppur lontani anni luce. Pieno zeppo di fashion victims e top model il primo, popolato di collezionisti d’arte e miliardarie eccentriche, il secondo. L’uno con un meeting point da svenimento, l’M-Bar & Lounge, in cui sedute ad ostrica profilata, sgabelli coccodrillati, pareti lignee listellate e divano made in Versace si innestano in una filosofia che potremmo tranquillamente definire “born to be red”, l’altro con un nome ironico, che in italiano suonerebbe più o meno come Papà Gambalunga e stanze realizzate da poeti, fotografi, artisti, musicisti e designer capaci di regalare sprazzi di follia quali Gioconde rivisitate e palloncini colorati attaccati al muro. Due punti di partenza ideali, per un viaggio incredibile, che prosegue con un aperitivo sulla grande terrazza con palme e vista sull’Oceano dell’Eclipse, luogo particolarmente gradito dai fanatici dell’abbronzatura selvaggia, subito seguito da una presa di conoscenza delle nuove frontiere del gusto presso il Tank, dove impazza una sorta di sushi-pizza a base di salmone, caviale, riso e

mozzarella. La tappa successiva è sicuramente Alba, meeting point amato da fanatici del buon bere e musicofili qualitativi che, subito dopo si regalano un po’ di relax sulla spiaggia di Camps Bay. Sosta necessaria, prima di ripartire con un drink permeato di tanto r’n’b al Mink e una sosta al sempre ben frequentato ma soprattutto strategico Monk, da cui basta scendere un piano per mangiare un buon piatto di carne allo 0932, ristorante belga che deve il nome al prefisso telefonico necessario per chiamare casa-madre. è giunta l’ora di fare sul serio e di ballare, prima, in quella specie di accampamento berbero che è il Fez Club, poi nello scenario post industriale dello Studio 47 e, ancora, al 31esimo piano dell’Absa Center, nel nuovo Hemisphere, dancefloor con vista su città, oceano e Table Mountain. Ma non è finita, perché c’è da sperimentare la Vip Lounge dell’Opium e quell’immenso superclub chiamato The Dockside, il più grande spazio musicale dell’intero Continente. Dotato di un impianto audio di straordinaria potenza, grazie al quale il suono dei bassi entra nella testa e fa muovere le gambe, ma anche dello spettacolare bar Coral Lounge, posizionato sulla balconata e proiettato verso l’esterno. è l’alba, ma di dormire non se ne parla nemmeno, in quanto l’ultima immagine prima di chiudere gli occhi deve essere per forza il Purgatory, dance club in zona residenziale, dove l’art decò si miscela con il modernismo, le luci arancioni inondano sprazzi di porcellana bianca ed i party hanno nomi stuzzicanti come “Lingerie Extravaganza”.

Shanghai
Astenersi locali finto-italiani e ristoranti pseudo-stellati di impostazione classica, per vedere la notte del futuro e il divertimento senza confini, ma soprattutto per scoprire i nuovi orizzonti del piacere. Neanche il tempo di qualche raccomandazione che è già il momento per la vera hit pomeridiana, il Barbarossa, lounge bar ricavato in un palazzetto circondato da un fossato, nel bel mezzo del People’s Park. Dovete assolutamente sperimentare quanto sia romantico o rilassante, a seconda della compagnia, affittare una piccola barchetta e bere girandoci intorno… Ma il tempo stringe, il pomeriggio avanza ed è ora di fare un salto all’Arch, il locale di design più innovativo e spettacolare del momento, dove la mente non può che viaggiare a velocità supersonica, anche perché il pubblico è fatto di intellettuali. Ma se è socializzazione che andate cercando il posto giusto è il Bar Rouge, il punto d’incontro delle compagnie più frizzanti, quello dove scoprire i party più cool e dove avere pochi problemi a fare amicizia con il prossimo. Easy potrebbe essere il termine che meglio ne descrive l’atmosfera, mentre “economicità” e vivacità possono essere tranquillamente considerate le caratteristiche vincenti del Blue Frog, che ha il suo contraltare nel Face, il club più famoso della città, in stile neocoloniale con porte vetrate affacciate su un delizioso prato all’inglese. Un salto, merita anche il Park 97, centro polifunzionale adatto ad ogni evenienza. Quando l’ora del drink lascia spazio ai primi morsi della fame, quello è il momento giusto per catapultarsi al Cloud 9, ristorante ricavato all’88esimo piano del Jin Mao Tower, uno dei palazzi più alti del mondo: descrivervi il panorama è praticamente impossibile. Quanto al nightclubbing vero e proprio il triangolo delle Bermude da attraversare, cavalcare e vincere è imperniato sul passaggio in successione dalle piste da ballo di Club Shanghai, Dragon Club e La Fabrique. La prima strizza l’occhio alla Francia, la seconda proietta in un ambiente da profondo rosso e la terza si regala uno staff realmente cosmopolita per la gioia di coloro i quali amano essere riconosciuti, anche senza essere mai stati in Cina. è ora di dormire? La scelta cade su una nuova, maestosa torre di 36 piani, in acciaio e vetro, progettata da Kohn Pederson Fox e chiamata Pudong Shangri-La.
Vista sul fiume Huangpu, transfer in Rolls Royce, 11 fra bar e ristoranti, ma soprattutto una delle spa più sofisticate della città. Ottima per il risveglio.

 
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