Se
la vostra filosofia vitale vi porta a non stare mai
fermi, perchè tesi a sperimentare l’impossibile
in fatto di divertimento, ecco un gustoso itinerario
alla scoperta di atmosfere e location inedite. Have
a nice trip!
Sidney
La giornata tipo del perfetto viveur non può
non iniziare con una colazione all’Awaba Cafè.
In sordina, alla grande. Sembra un controsenso, ma non
lo è. Perché siamo sulla spiaggia di Balmoral,
sulla sponda nord della baia di Sidney, atmosfera coloniale,
ambientazione fascinosa. Poco frequentata dai turisti,
è la meta preferita dalle famiglie australiane
per le sue acque calme, riparate dalle correnti dell’Oceano:
cosa ci può essere di meglio per chi non vuole
essere riconosciuto fin dalle prime ore del mattino,
ma ama bearsi di un ricercato design minimale anche
mentre si trastulla fra un caffé e un cheese
cake? La tabella vincente procede con un salto al Fish
Market, mercato del pesce in versione mostre, date le
15.000 tonnellate di prodotti ittici venduti annualmente,
dove mangiare un pescetto al volo, freschissimo. A seguire,
una buona birra, all’ombra della quercia centenaria
incastonata nel giardino del The Oaks. Salvo, poi, rendersi
conto che il ritmo è destinato a salire vertiginosamente
con Cargo Bar & Lounge e The Loft, entrambi affollati
da trentenni in carriera alle prese con look intriganti,
cocktail colorati e musica ritmata. Seguiti dal Posh,
top degli aperitivi, ma anche primo dei disco bar, magico
“accavallo” dotato di uno degli squarci
visivi più spettacolari della city. Che, a questo
punto, si divide in due, ossia fra chi va a cena al
Manta e chi all’Omega. Manco si parlasse di Castore
e Polluce, il primo propone pesce fresco e cucina italiana
sul molo, in presenza di vip quali Russell Crowe; il
secondo proietta in una moderna location sotterranea
in puro Barbarella Style, caratterizzata da piatti creativi
e chef greco. Detto del Libertine, la terza via, di
matrice franco-vietnamita, il seguito è solo
nightlife, magica e tosta. Come ben testimoniato da
uno storico dancefloor quale il Bourbon e dall’iperselettivo
The Basement, rifugio prediletto della creme cittadina.
Ultimo approdo, prima del giusto riposo da Tricketts,
b&b in una magnifica casa del XIX secolo, restaurata
ad arte, è Hugo’s Lounge, nato in un ex
quartiere malfamato, a luci rosse, ma attualmente trendy
come il suo locale di punta: stile minimal, musica scelta
e trattamento da star fanno la differenza, ma solo per
pochi eletti.
Cape Town
Bando ai luoghi comuni, parliamo di Africa seduttiva,
tribale (nel senso musicale del termine) o fascinosa,
ma non Nera, per cortesia! Anche perché fra l’ottimo
Trance Sound proposto dai dj locali, il look degli hotel
di punta e l’atmosfera quasi erotica dei party
en vogue c’è di che rimanere di sasso.
Come per la scelta di iniziare le segnalazioni della
giornata più trendy con due hotel, il Metropole
e Daddy Long Legs. Entrambi così glamorous che
di più non si può, eppur lontani anni
luce. Pieno zeppo di fashion victims e top model il
primo, popolato di collezionisti d’arte e miliardarie
eccentriche, il secondo. L’uno con un meeting
point da svenimento, l’M-Bar & Lounge, in
cui sedute ad ostrica profilata, sgabelli coccodrillati,
pareti lignee listellate e divano made in Versace si
innestano in una filosofia che potremmo tranquillamente
definire “born to be red”, l’altro
con un nome ironico, che in italiano suonerebbe più
o meno come Papà Gambalunga e stanze realizzate
da poeti, fotografi, artisti, musicisti e designer capaci
di regalare sprazzi di follia quali Gioconde rivisitate
e palloncini colorati attaccati al muro. Due punti di
partenza ideali, per un viaggio incredibile, che prosegue
con un aperitivo sulla grande terrazza con palme e vista
sull’Oceano dell’Eclipse, luogo particolarmente
gradito dai fanatici dell’abbronzatura selvaggia,
subito seguito da una presa di conoscenza delle nuove
frontiere del gusto presso il Tank, dove impazza una
sorta di sushi-pizza a base di salmone, caviale, riso
e |
mozzarella.
La tappa successiva è sicuramente Alba, meeting
point amato da fanatici del buon bere e musicofili qualitativi
che, subito dopo si regalano un po’ di relax sulla
spiaggia di Camps Bay. Sosta necessaria, prima di ripartire
con un drink permeato di tanto r’n’b al
Mink e una sosta al sempre ben frequentato ma soprattutto
strategico Monk, da cui basta scendere un piano per
mangiare un buon piatto di carne allo 0932, ristorante
belga che deve il nome al prefisso telefonico necessario
per chiamare casa-madre. è giunta l’ora
di fare sul serio e di ballare, prima, in quella specie
di accampamento berbero che è il Fez Club, poi
nello scenario post industriale dello Studio 47 e, ancora,
al 31esimo piano dell’Absa Center, nel nuovo Hemisphere,
dancefloor con vista su città, oceano e Table
Mountain. Ma non è finita, perché c’è
da sperimentare la Vip Lounge dell’Opium e quell’immenso
superclub chiamato The Dockside, il più grande
spazio musicale dell’intero Continente. Dotato
di un impianto audio di straordinaria potenza, grazie
al quale il suono dei bassi entra nella testa e fa muovere
le gambe, ma anche dello spettacolare bar Coral Lounge,
posizionato sulla balconata e proiettato verso l’esterno.
è l’alba, ma di dormire non se ne parla
nemmeno, in quanto l’ultima immagine prima di
chiudere gli occhi deve essere per forza il Purgatory,
dance club in zona residenziale, dove l’art decò
si miscela con il modernismo, le luci arancioni inondano
sprazzi di porcellana bianca ed i party hanno nomi stuzzicanti
come “Lingerie Extravaganza”.
Shanghai
Astenersi locali finto-italiani e ristoranti pseudo-stellati
di impostazione classica, per vedere la notte del futuro
e il divertimento senza confini, ma soprattutto per
scoprire i nuovi orizzonti del piacere. Neanche il tempo
di qualche raccomandazione che è già il
momento per la vera hit pomeridiana, il Barbarossa,
lounge bar ricavato in un palazzetto circondato da un
fossato, nel bel mezzo del People’s Park. Dovete
assolutamente sperimentare quanto sia romantico o rilassante,
a seconda della compagnia, affittare una piccola barchetta
e bere girandoci intorno… Ma il tempo stringe,
il pomeriggio avanza ed è ora di fare un salto
all’Arch, il locale di design più innovativo
e spettacolare del momento, dove la mente non può
che viaggiare a velocità supersonica, anche perché
il pubblico è fatto di intellettuali. Ma se è
socializzazione che andate cercando il posto giusto
è il Bar Rouge, il punto d’incontro delle
compagnie più frizzanti, quello dove scoprire
i party più cool e dove avere pochi problemi
a fare amicizia con il prossimo. Easy potrebbe essere
il termine che meglio ne descrive l’atmosfera,
mentre “economicità” e vivacità
possono essere tranquillamente considerate le caratteristiche
vincenti del Blue Frog, che ha il suo contraltare nel
Face, il club più famoso della città,
in stile neocoloniale con porte vetrate affacciate su
un delizioso prato all’inglese. Un salto, merita
anche il Park 97, centro polifunzionale adatto ad ogni
evenienza. Quando l’ora del drink lascia spazio
ai primi morsi della fame, quello è il momento
giusto per catapultarsi al Cloud 9, ristorante ricavato
all’88esimo piano del Jin Mao Tower, uno dei palazzi
più alti del mondo: descrivervi il panorama è
praticamente impossibile. Quanto al nightclubbing vero
e proprio il triangolo delle Bermude da attraversare,
cavalcare e vincere è imperniato sul passaggio
in successione dalle piste da ballo di Club Shanghai,
Dragon Club e La Fabrique. La prima strizza l’occhio
alla Francia, la seconda proietta in un ambiente da
profondo rosso e la terza si regala uno staff realmente
cosmopolita per la gioia di coloro i quali amano essere
riconosciuti, anche senza essere mai stati in Cina.
è ora di dormire? La scelta cade su una nuova,
maestosa torre di 36 piani, in acciaio e vetro, progettata
da Kohn Pederson Fox e chiamata Pudong Shangri-La.
Vista sul fiume Huangpu, transfer in Rolls Royce, 11
fra bar e ristoranti, ma soprattutto una delle spa più
sofisticate della città. Ottima per il risveglio. |