È
nata una stella. E dalle passerelle è arrivata
direttamente al piccolo schermo.
Così Regina Fioresi, splendida ventiduenne brasiliana,
si candida a diventare il nuovo volto di Italia Uno, dal
momento che è la presenza femminile fissa del nuovo
programma Urban Legends. Umile, solare, attenta ai problemi
che la circondano, da lei tante starlette di casa nostra
avrebbero da imparare qualcosa.
Regina, questa è la tua prima esperienza
televisiva?
Come partecipazione ad un programma sì. Prima però
ho fatto delle pubblicità e dei videoclip musicali.
Così passerai dalle sfilate, dove quello
che conta è l’aspetto fisico, alla tv dove
invece dovrai parlare e interagire. Hai paura?
Un pochino sì. Come succede sempre per le prime
volte. Io sono un tipo apprensivo e perfezionista. Per
me ogni difetto è un problema. Ma io ci provo e
vediamo come va.
Come sei arrivata al nuovo programma di Italia
Uno, “Urban Legends”?
Avevo sentito parlare del provino per un nuovo programma
e così ci sono andata. È andato bene e il
giorno dopo mi hanno richiamato per dirmi che erano interessati
a me. Non è stata la follia di un momento, quello
di fare tv è un pensiero che ho sempre avuto. Tempo
fa ero stata contattata anche per un film di Pieraccioni.
C’è una leggenda metropolitana che
ti ha colpito particolarmente?
In realtà in Brasile non ne esistono, sono più
un’invenzione degli Stati Uniti. Però mi
ricordo di aver sentito spesso parlare di un coccodrillo
che viveva nelle fogne di New York.
E in Brasile cosa si racconta?
Si raccontano storie legate alla tradizione degli Indios.
E a me piace molto quella che parla di un piccola creatura
che vive nella giungla, con i piedi girati all’indietro
e tutta rossa. Ma sono tutte molto belle perché
parlano di personaggi fantastici.
Adesso che sei entrata nel mondo della tv, continuerai
comunque a sfilare?
È una parte del mio lavoro che mi piace molto e
finché ci riesco continuerò a dedicarmi
ad entrambe le attività. Se poi dovrò scegliere
si vedrà. Nel frattempo si saranno aperte anche
altre porte. Chissà… magari quelle del cinema.
Quando è iniziata la tua carriera?
Avevo 16 anni quando in Brasile ho partecipato a un concorso
di bellezza internazionale e sono arrivata al quarto posto.
Per me è stata una sorpresa. Da lì ho cominciato
a girare il mondo e a lavorare: ho passato sei mesi a
San Paolo, da sola, in una città di 20 milioni
di abitanti. Poi altri sei a New York.
Ma perché una ragazza sceglie di fare l’indossatrice?
Cosa si prova a sfilare su una passerella?
Io non l’ho scelto, per me non è mai stato
un sogno.
Con questo mestiere si inizia quando si è molto
piccole e non si hanno grandi ambizioni. Io poi non ero
per niente femminile, non rubavo i tacchi della mamma,
non mi truccavo.
Successivamente ho imparato a sfruttare questa professione,
soprattutto per conoscere altri Paesi, altre lingue e
altre culture. Nelle prime sfilate ti sembra di morire,
non ti fidi di te stessa,
del tuo modo di camminare e sai che appena entrerai in
passerella ti troverai davanti ad un muro di fotografi
e che non vedrai niente. Anche questo, con il tempo, impari
a viverlo in maniera piacevole.
Cosa vuol dire, a soli 22 anni, essere stata già
la testimonial di grandi maison come Valentino, Dior e
Thierry Mugler?
È bellissimo, sono lavori di prestigio che ti fanno
sentire soddisfatta. Nel nostro mestiere le campagne pubblicitarie,
cioè quando un’azienda prende la tua faccia
come marchio di un prodotto, rappresentano il livello
più alto a cui si possa aspirare.
Ma non bisogna dargli troppa importanza, le campagne durano
sei mesi e poi al tuo posto entreranno altre ragazze.
Ti è capitato di sfilare con qualcuna delle
modelle tanto rinomate?
Ho lavorato con Naomi Capmbell e con Kate Moss a New York,
con Gisele Bundchen in Brasile, con Adriana Lima e con
tante altre.
Spesso la figura della fotomodella viene associata
a quella dell’anoressia. È davvero un problema
così diffuso?
È un problema che io già conoscevo e al
quale sono molto sensibile, anche perché ho due
genitori medici. Tante ragazze ne soffrono e, se posso,
cerco di aiutarle. Tuttavia non credo che sia un fenomeno
legato solo al mondo della moda. Ho avuto amiche che ne
hanno sofferto pur non facendo le modelle.
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Hai
visto al riguardo la nuova campagna pubblicitaria di Oliviero
Toscani? Cosa ne pensi?
Sono rimasta molto sorpresa dal fatto che, in Italia,
abbiano permesso una foto così. Ha un impatto fortissimo
su chi la guarda e, secondo me, funziona: ne stanno parlando
tutti e ciò significa che si concentra grande attenzione
sul problema.
Si può essere indossatrice e avere un’alimentazione
normale e equilibrata?
Normalissima. Io mangio anche di più della maggior
parte delle persone. Faccio cinque pasti al giorno e non
faccio differenze tra pasta, carne, gelati e cioccolata.
Quello che non si sa è che spesso noi modelle siamo
così magre perché abbiamo un metabolismo
molto veloce.
Ti capita di passare il tuo tempo libero dietro
i fornelli?
Sì, sono un’amante della cucina. Quando sono
arrivata in Italia ho imparato a fare la pasta a mano
e poi le lasagne e il pane.
Un po’ di tempo fa, con lo scandalo che ha coinvolto
Kate Moss si è parlato anche del binomio modelle-cocaina…
Purtroppo ho visto più di quello che avrei voluto
vedere. Le modelle, a New York, vanno in giro con le star
di Hollywood e con i cantanti. E la droga lì è
un’abitudine normale. Te la offrono come se fosse
alcool. è pericolissimo anche perché, molte
volte, vengono coinvolte ragazze giovanissime. Personalmente
sono contraria all’uso di droghe perché,
già da bambina, ho visto come ti riducono. Mi ricordo
ancora di quando i miei genitori mi portavano nelle cliniche
e il solo ricordo mi fa male. Ma da sola non posso far
molto. Non credo ci sia un modo per frenare tutto questo.
Cosa ti aspetti da questa esperienza televisiva?
Solo che sia una bella e piacevole esperienza. E spero
anche di imparare qualcosa e di crescere come persona.
Hai già altre offerte dal piccolo schermo?
Magari ne avessi.
E dal grande?
Ho ricevuto delle proposte prima dell’estate, ma
sono molto selettiva. Anche se recitare mi piace. Ho studiato
per undici anni danza classica, sono una ballerina e mi
piace il palcoscenico, mi piace interpretare.
I tuoi occhi sono fantastici, è una caratteristica
di famiglia?
In realtà nessuno in casa mia ha occhi di questo
colore: sono un strano mix tra quelli marroni di mio padre
e quelli verdi di mia madre. E ogni volta che faccio un
provino per un lavoro non so mai cosa scrivere sulla mia
scheda alla voce “occhi”.
A chi somigli di più fisicamente?
Nei lineamenti del viso, nel colore della pelle, a mio
padre. Fisicamente, per la magrezza, a mia madre.
E di carattere?
Non lo so. Con mio padre ho vissuto solo dieci anni perché
poi i miei genitori si sono separati. Però credo
di aver preso la professionalità e la precisione
dalla mamma,
la sensibilità dal papà.
Sei una donna molto decisa?
Sì. Quando voglio qualcosa, in genere la ottengo.
Secondo te serve la cultura anche ad una modella?
Serve a tutti. Bisogna studiare tutti i giorni per crescere,
c’è tanto da imparare, da sapere e da conoscere.
Leggi i giornali?
Sì, sempre. Se posso anche mentre mi truccano,
tengo un occhio aperto per leggere. E poi vado spesso
su Internet a cercare le notizie dal Brasile.
E i libri?
Tanti. Li leggo in italiano, in inglese e in portoghese.
Qual è il tuo preferito?
“Il segreto”, me lo ha fatto conoscere una
mia amica australiana. È un’auto conoscenza.
Ho anche il dvd, che è bellissimo.
Nel tempo libero cosa fai?
Di tutto. Nelle ultime due settimane per esempio ho dipinto
i muri di casa, oppure leggo, vado al parco col mio cane,
ballo, vado in palestra, a nuotare, a correre, studio...
Ti piace viaggiare?
È la parte del mio lavoro che mi piace di più.
Appena ho un po’ di tempo parto per Parigi, New
York e Milano.
Il viaggio che vorresti fare e che ancora non
hai fatto?
La Thailandia. Vorrei conoscere meglio l’oriente.
Non sono proprio il tipo di modella che lavora molto lì.
A loro piacciono le bionde, con la carnagione chiara.
Io, invece, nei tratti sono molto brasiliana. |