In
Thelma & Louise ha sedotto (e abbandonato) una giovane
e svampita Geena Davis. Derubandola, sì, ma regalandole
anche il primo vero orgasmo della sua vita. Era un piccolo
ruolo ma tanto bastò per far diventare quel misconosciuto
cinico autostoppista un sex symbol planetario. Era il
1991 e da allora William Bradley Pitt, al secolo Brad
Pitt, di strada ne ha fatta parecchia. Dopo la fortunata
scena nel film di Ridley Scott per intere settimane su
giornali, radio e televisioni americane si accese un dibattito
sul fatto se valeva la pena farsi rubare 6.000 dollari
per una notte d’amore con lui. Le donne risposero,
prevedibilmente, di sì. Brad Pitt, non pago della
fortunata interpretazione, ha saputo costruire nel tempo,
personaggio dopo personaggio, un proprio stile personale,
riuscendo ad avere sempre l’immagine giusta al momento
giusto.
Pur distinguendosi dal classico attore hollywoodiano,
è diventato ben presto il prototipo del perfetto
uomo-copertina.
Il suo nome non manca mai nelle classifiche dello showbiz:
una delle 50 persone più belle del mondo per People,
2 volte uomo più desiderabile del pianeta per Mtv,
una delle cento star della storia per Empire. Nonostante
ciò Brad aspira ad entrare in ben altre classifiche.
Infatti, a parte un Golden Globe, risalente al lontano
1996, come miglior attore non protagonista per L’esercito
delle 12 scimmie di Terry Gilliam, non ha ancora vinto
premi importanti. Ingiustamente, poiché, a dispetto
di quella bellezza sfacciata che è stata la sua
fortuna, Pitt è anche bravo, come ha dimostrato
in quei ruoli in cui non doveva essere necessariamente
“ostaggio” della propria avvenenza.
Dopo aver (s)vestito i panni di Achille in Troy ed interpretato
un ruolo impegnato e più drammatico nel notevole
Babel si è ritrovato con il gruppo “storico”
della saga di Ocean’s thirteen in cui interpreta
un ladro sciupafemmine insieme agli amici Matt Damon e
George Clooney (accusato da Angelina Jolie di influenzare
negativamente il suo Brad, forse per la fama da scapolone
impenitente che lo accompagna). Robert Redford, che lo
ha diretto nel poetico In mezzo scorre il fiume, ha definito
Brad Pitt “la versione cavernicola di James Dean”.
Al fisico palestrato unisce un carattere autonomo e riservato.
Nonostante l’apparenza aggressiva e rude (a scuola
era soprannominato “pittbull”), è in
perenne lotta con la sua tristezza congenita. “A
volte, con i fan, mi sento come quella ragazza che passa
davanti a un cantiere e gli operai le fischiano dietro.
è piacevole e fastidioso al tempo stesso. E non
ci fai mai completamente l’abitudine”. La
sua vena glamour è controbilanciata da una personalità
profonda, immune alle leggi
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del box
office ed agli insuccessi (pochi, in verità) delle
pellicole che ha interpretato (i non proprio indimenticabili
L’ombra del diavolo e The Mexican in cui duetta
deliziosamente con la grande amica Julia Roberts). A Brad
piace giocare a fare l’artista puro e un po’
svampito che non si preoccupa di questioni materiali.
Sorprendente connubio di bellezza e bravura, appassionato
di giornalismo, architettura, giardinaggio ed interior
design, è un grande fan del geniale architetto
Frank O.Gehry, dal quale ha appreso la lezione, diventata
poi il suo mantra: “Se sai già come andrà
a finire non vale la pena di farlo”. Frasi del tipo
“Recitare significa scoprire”, “Quello
che m’interessa è creare” ed “Imparare
è la felicità” sono state le vere
molle che lo hanno spinto lontano da casa a 22 anni, abbandonando
l’università del Missouri a pochi esami dalla
laurea in giornalismo, per inseguire il sogno della recitazione.
Dopo un numero incredibile di lavori non proprio “artistici”
(trasportatore di frigoriferi, pollo gigante per la catena
di ristoranti El Pollo Loco, autista di limousine, spogliarellista
di lusso) riesce ad approdare finalmente sul grande schermo.
Nella scelta dei film ha sempre alternato i ruoli in cui
viene esaltata la sua bellezza, a quelli in cui, al contrario,
gioca a fare il duro. Ecco perché nella sua filmografia
troviamo titoli variegati come Thelma & Louise e Kalifornia,
Vento di Passioni e Seven, L’esercito delle 12 scimmie
e Vi presento Joe Black, Sette anni in Tibet e Fight Club.
Il set per Brad non è solo un luogo di lavoro ma
anche un ambiente “galeotto”.
Si è infatti innamorato di quasi tutte le colleghe:
Shalane McCall, Jill Schoelen, Robin Givens, Juliette
Lewis, Julia Ormond, Gwyneth Paltrow. Ha sposato tra non
pochi clamori Jennifer Aniston e con altrettanti l’ha
mollata per Angelina Jolie (sua partner in Mr e Mrs Smith),
con la quale ora forma l’idilliaco quadretto della
famiglia felice con tre figli adottati e una naturale.
Partito in autostop, oggi lotta per il Terzo Mondo al
fianco della compagna, non più divo dall’aria
indolente, ma padre modello. Pare aver abbandonato le
copertine patinate a dimostrazione che è ha anche
un cuore d’oro ed una testa pensante, non più
solo concentrata sulla scelta dei personaggi da interpretare.
“Ora sono padre e ci sono molte altre cose che contano
nella mia vita. Sono sempre stato alla ricerca di qualcosa
che, una volta raggiunta, non mi soddisfaceva del tutto.
Mi sono ritrovato a dire: “Voglio interpretare ruoli
più da uomo” ma poi ho pensato: “No,
devo vivere come un uomo e le parti verranno di conseguenza”.
Brad è cresciuto... |