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Opel Antara VS Chevrolet Captiva [torna indietro]

OPEL ANTARA 2.0 CDTI
SUV in chiave sportiva
CHEVROLET CAPTIVA 2.0 VCDI
Avanti, c’è posto!

Su strada: è un’auto imponente che trasmette sicurezza anche quando l’asfalto diventa terra. Ha una buona tenuta di strada, grazie anche agli pneumatici da 235 mm, ed un comfort di alto livello. Un po’ spugnoso il pedale del freno, nulla da eccepire, invece, sulla potenza dell’impianto. I consumi sono nella media: 7,5 litri ogni 100 km.
Prestazioni: Valgono le stesse considerazioni fatte sulla Captiva, del resto le motorizzazioni sono le stesse. Curiosamente con il 2.0 CDTi la velocità massima scende di 6 km/h, mentre in accelerazione fa meglio di un secondo rispetto alla rivale. Anche in questo caso c’è un 3,2 l V6 per gli amanti delle prestazioni.
Capacità di carico: Rispetto alla Chevrolet è più corta di sei centimetri, ma a compromettere la capienza del bagagliaio (e l’impossibilità di avere i due posti in più) è il taglio del portellone che slancia la linea ma penalizza la versatilità. Davvero ingegnoso il sistema integrato nel paraurti “flex fix”, che consente di trasportare fino a due biciclette.
Costi: Con il 2 litri turbodiesel i prezzi partono dai 32.000 euro, per risparmiare occorre puntare sul fiacco 2.4 a benzina che costa 27.700 euro. Tra gli optional, imperdibile il navigatore con sette altoparlanti e bluetooth a 1.650 euro, 50 euro in più per gli interni in pelle.

Su strada: è un’auto comoda, da acquistare con il cambio automatico per una marcia in souplesse. Alla guida è gradevole, il rollio è contenuto e la frenata potente. Peccato solo per lo sterzo poco preciso e progressivo. In autostrada, con il piede leggero, non è un’impresa consumare 7 litri ogni 100 km, che salgono a 9 in città.
Prestazioni: Il motore più equilibrato è il 2 litri VCDI da 150 cv e 320 Nm di coppia, niente di trascendentale, fa il suo dovere in maniera puntuale. La velocità massima è di 186 km/h, non male, ma per chi vuole di più è appena uscito un potente 3,2 litri V6 da 230 cv, capace di spingere la Captiva a 204 km/h con uno zero-cento coperto in appena 8,8 secondi.
Capacità di carico: Lunga 464 cm, larga 185 e alta 176, ha un vano bagagli di forma regolare che cela i due strapuntini della terza fila. Senza di questi, misura 465 litri che diventano 1.600 abbattendo anche la seconda fila. Utili i vani portaoggetti nell’abitacolo, decisamente “americani” i numerosi portabicchieri.
Costi: Occorre ragionarci su: la base viene via per 29.600 euro, ma per un giusto confronto con la concorrente occorre prendere in considerazione la versione LT da 31.100 euro. La LTX ha anche i sedili in pelle, mentre la Sport presenta dei particolari della carrozzeria cromati e nuove protezioni paracolpi.

Nate da una piattaforma comune, Opel Antara e Chevrolet Captiva, pur appartenendo alla medesima categoria, ricoprono due ruoli ben distinti nella galassia GM. Alla prima è affidato il compito di promuovere un marchio ancora poco conosciuto in Italia, facendo leva sull’interessante rapporto prezzo/contenuti; la seconda, invece, è il primo SUV con il marchio Opel ed è chiamata a raccogliere l’eredità del vecchio Frontera. In realtà le deludenti vendite della station Signum, hanno caricato di ulteriori responsabilità l’Antara, che dovrà svolgere sia il ruolo di fuoristrada che quello di giardinetta. In attesa della nuova Insignia.

SORELLE NEMICHE
Il dato interessante, tuttavia, è che le vendite di Antara e Captiva vanno di pari passo, nonostante la maggiore penetrazione di Opel sul mercato italiano. Il motivo di questa “anomalia” va ricercato nelle caratteristiche delle vetture: la Chevrolet è più lunga di soli sei centimetri (464 contro 458) ma può ospitare fino a sette persone, oppure disporre di un bagagliaio di 465 litri. La Opel, dal canto suo, ha solo cinque posti (per quanto molto comodi) e la sua capacità di carico non supera i 370 litri, a meno di non abbattere i sedili posteriori. Certo, Antara è meglio rifinita, ha una plancia dal tono hi-tech e può essere equipaggiata dell’ormai indispensabile navigatore satellitare. Ma telaio, trazione e motori sono gli stessi. A proposito, per muovere a dovere i quasi 1.800 kg di queste due SUV, c’è un collaudato 2.0 1.6v common rail da 150 cv e 320 Nm di coppia a 2.000 giri, con valvola EGR e filtro antiparticolato, accoppiato ad un cambio manuale a cinque rapporti. Con 1.500 euro in più è possibile ordinarle con un valido automatico con funzione sequenziale: non sarà un fulmine nei passaggi di marcia, ma in compenso è molto fluido.

OK IN AUTOSTRADA
La trazione integrale, denominata Active-on-Demand sulla Chevrolet e Itcc sulla Opel, trasferisce la coppia in base alle condizioni di aderenza, fino ad arrivare ad un 50 e 50. In questo modo, affrontare sterrati o asfalto bagnato non sarà certo un problema (grazie anche all’ESP). L’importante è non esagerare, in quanto i due SUV non sono fatti per andare in off-road, anzi, il meglio del repertorio lo mettono in mostra nei trasferimenti extra-urbani, con un comfort di marcia di alto livello accoppiato ad una dinamica di guida da berlina. Anche in città si muovono bene, il problema è che per dotarle dei sensori di parcheggio occorre puntare alla versione top, nel caso della Captiva, oppure sobbarcarsi un pacchetto di accessori per un totale di 1.100 euro. Simili in tutto e per tutto, dunque, è logico che a far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra siano i gusti personali, specie in fatto di stile.
Da questo punto di vista la Chevrolet appare più elegante ed equilibrata, ma anche più imponente della Opel, che dal canto suo punta tutto su una linea sportiva con un taglio quasi da coupé del portellone posteriore. Funzionalità contro dinamismo. Qualunque sia la vostra scelta preparatevi a compilare un assegno da oltre 30.000 euro.
 
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