Dotata
di un fascino fuori dal comune, Nena Ristic è
una guerriera suo malgrado. Sarà perché
quando ti parla ti trasmette un energia che vorresti
portare dietro tutto il tempo oppure perché ti
conduce alla radice delle cose e non solo alla superficie
o solo perché è talmente bella che ogni
aggettivo perde valore, ma questa ragazza sa inchiodarti
al muro come poche, con intelligenza e sincerità.
Bellissima lo è davvero, anzi enigmatica e solare
allo stesso tempo, Nena ci parla della vita e del lavoro
con una gioia che non può lasciare indifferenti.
Spalanca il forziere del suo grande tesoro, sua figlia
Allegra, e quando lo fa appare ancora più radiosa.
Pensare che sia la classica bellona di turno sarebbe
un madornale errore, perché dietro il volto e
il corpo di una novella Afrodite c’è molto
altro: studio, fatica e determinazione. Nata sotto il
segno dell’acquario venticinque anni fa, Nena
conserva tutte le caratteristiche del suo segno zodiacale:
testardaggine, passionalità e rispetto. In un
mondo dove molti tentano di nascondere le proprie origini,
lei è fiera di avere una parte di sangue serbo
che le scorre nelle vene (suo padre è serbo croato),
ed è impressionante la dolcezza ed il dispiacere
con cui racconta di questo luogo così vicino
eppure tanto sfortunato.
Come una vera guerriera, a soli diciannove anni ha preso
la vita in pugno ed ha lasciato la natia Svizzera per
inseguire il suo sogno: diventare attrice. Prima New
York, poi Los Angeles ed infine Parigi, questi luoghi
le hanno dato tanto e l’hanno fatta maturare,
diventare una donna. Da lì giunge in Italia ed
arrivano i lavori in televisione, come la trasmissione
in primetime Danger, gli spot della birra Peroni ed
ora e accanto a Paolo Bonolis e Luca Laurenti in Ciao
Darwin, programma che segna la sua consacrazione. Ma
il lavoro non è tutto per Nena. La famiglia e
gli affetti sono al primo posto nella sua scala di valori,
perché “è quello che ti resta alla
fine di una giornata” .
Parlaci un po’ dei tuoi inizi?
Sono di origine serba ma nata in Svizzera. Ho trascorso
la mia infanzia lì e poi ho deciso di andare
a New York per studiare recitazione, ma era solo la
prima tappa. Successivamente mi sono trasferita a Los
Angeles e poi sono ritornata in Europa, a Parigi. Ho
perfezionato gli studi di recitazione con Bernard Hill
(attore britannico che tiene seminari di grande prestigio,
n.d.r.), con cui ho affinato il Metodo: una vera scuola
di vita.
Quanto sono forti in te le tue radici serbe?
Sono fiera di essere serba ma non nego che tutto quello
che leggo sul mio paese mi fa soffrire ed arrabbiare.
Sofferenza continua, guerra perenne e frontiere bloccate:
il mio Paese è questo, ma non solo. A volte penso
che il periodo migliore in cui si è trovato è
stato quando era governato dalla sinistra, c’erano
meno scontri e meno vittime.
La tua parte serba ti ha mai creato problemi?
Ho vissuto a mie spese il sentimento, a volte immotivato,
del razzismo: in Svizzera, quando sentivano il mio accento,
alcuni ignoranti mi dicevano “Oh, non è
che mi vuoi ammazzare?”. Erano delle battute,
ma facevano male anche perché noi non siamo persone
cattive. Veniamo spesso confusi con gli albanesi che
sono venuti in Italia o in Svizzera con passaporto serbo
e non posso dire che si siano comportati nel migliore
dei modi. I serbi vivono con questa macchia e varcare
una frontiera sembra un’ impresa titanica, con
tutti i permessi che vanno chiesti e che, spesso, vengono
negati. Molti dei miei coetanei non sono potuti mai
uscire dal Paese.
Come ti senti di fronte ai pregiudizi nei confronti
delle ragazze dell’Est?
Noi serbe siamo tipe toste, abbiamo vissuto la guerra
e siamo sopravvissute. A volte non mi sembra nemmeno
che il mio sia un paese dell’Est.
Hai viaggiato parecchio, cosa è rimasto
dentro di te di queste esperienze?
Ho avuto la fortuna di vivere in un paio di mesi quello
che molti non riescono a vivere nemmeno in un anno.
Ho aperto la mia mente ed ho assorbito tutto quello
che potevo, non solo la lingua, ma anche le culture
e le religioni. A Parigi ho vissuto con dei ragazzi
ebrei e sono rimasta colpita dai loro riti, pensavo
addirittura di convertirmi.
Che rapporto hai con la religione?
Sono molto credente. Credo in Dio anche se ci sono momenti
in cui lo abbandono. So che c’è sempre
accanto a me ogni volta che prego. Comunque non vado
in chiesa, penso che non sia necessario per avere un
rapporto con il Creatore: basta sentirlo e crederci.
La tua formazione è quella di attrice,
ma attualmente lavori in Tv. Perché questa scelta?
Un ripiego?
All’inizio non volevo fare la Tv, la vedevo come
un allontanamento dai miei veri obiettivi. Poi mi sono
resa conto che, qui in Italia, attraverso la televisione
puoi raggiungere altre mete, anche se non è facile.
Che ne pensi dei “naufraghi dai reality”
che diventano attori?
Non è giusto, soprattutto nei confronti di chi
ha studiato per lunghi anni e continua a farlo. Se pensi
che basta andare a letto con qualcuno in un reality
e puoi diventare una celebrità, hai un quadro
abbastanza chiaro. Oggi tutto va avanti grazie al sesso,
non grazie alla bravura. Questa filosofia la si ritrova
un po’ ovunque ma l’Italia conserva lo scettro.
Bisogna dire che qui si arriva in Tv più facilmente,
cosa abbastanza rara in Francia, dove la tv è
un po’ noiosa. |
La
bellezza ha contato parecchio per il tuo successo?
Non credo. Mi ha aiutata, ma se non avessi avuto un
minimo di testa non sarei andata molto lontano. Prendi
le top model: non hanno solo bellezza, hanno un cervello
pensante che permette loro di interpretare un abito
quando sfilano.
E i compromessi sul lavoro?
Se sei brava e piaci, vai avanti senza aiuti. Molte
si sono bruciate per aver accettato dei compromessi.
E di Vallettopoli, che mi dici?
Non giudico nessuno. Tutti fanno quello che vogliono,
ma ne ho viste parecchie di ragazze che sono sparite.
Mi dispiace per loro: si sono fatte accecare dal facile
successo.
Hai qualche modello come attrice?
Angelina Jolie.
Perché?
È una grande donna, con una personalità
fuori dal comune, oltre che dotata di un’immensa
bravura. La sua bellezza è data da un insieme
di elementi, come il suo essere mamma, essere donna
e moglie. È ammirevole l’aiuto che vuole
dare ai bambini meno fortunati.
Hai un film preferito?
Boys don’t cry, lì Hilary Swank era da
brivido. Nel cuore, però, un posto speciale è
riservato a C’era una volta in America.
C’è un ruolo che ti piacerebbe
interpretare al cinema ?
Tutti quelli che possano emozionare il pubblico e che
lo facciano riflettere e sconvolgere.
Come è il tuo rapporto con la stampa?
Fino ad ora molto positivo. Sono sempre stata trattata
con riguardo dai media, forse perché non ho mai
avuto bisogno di far inventare delle cose per ottenere
popolarità.
Mantieni un buon rapporto con i tuoi ex?
Certamente, ma dipende dal valore che si dà alla
parola ex. Se considero le mie storie, quelle che in
cui ho investito anni, allora posso dirti che ho mantenuto
dei rapporti amichevoli. Ma quelli legati ai flirt non
li considero nemmeno degli ex.
Ti piace vivere a Milano?
Sono cresciuta in Svizzera circondata dal verde e a
Milano ce n’è poco. È una città
molto pulita ma la si scopre nel giro di un paio di
mesi. Tra i suoi pregi c’è senza dubbio
la freneticità: tutto di corsa e tutto in tempo.
Nel mio cuore, però, c’è Roma, con
i suoi parchi e la sua storia. Una città dove
non basta una vita intera per esplorarla tutta.
Milano è la capitale della moda, tu
che rapporto hai con essa?
Appena ho messo piede in Italia ho iniziato come modella
e sono rimasta affascinata da questo universo, che non
è solo marketing ma anche arte, creazione, fantasia.
Non nego di nutrire anche un interesse per la storia
e l’evoluzione delle tendenze stilistiche. Se
dovessi dirti chi è per me uno dei grandi artisti
della moda, non avrei dubbi: Alexander McQueen.
Perché lui?
McQueen è un creatore di moda non un semplice
stilista. Lui, Jill Sander e Stella MaCartney propongono
una haute coture che un everyday style lontano dagli
altri. Oggi i giovani impazziscono per Cavalli e Dolce&Gabbana,
che sono comunque bravi, ma il loro stile mainstream
è lontano dal mio. Tutti li indossano perché
sono in, perché sono un segno di riconoscimento
e di appartenenza ad un determinato modo di essere.
Penso che la moda sia altro.
Sei giovanissima e sei già mamma. Come
riesci a gestire tutto?
Mia figlia è il mio portafortuna. Io e mio marito
l’abbiamo concepita in Giamaica e l’abbiamo
chiamata Allegra.
All’inizio ero un po’ spaventata a causa
del lavoro perché un figlio è una responsabilità
non indifferente. I miei dubbi erano legati alla possibilità
di continuare a fare questo mestiere e a questo si è
aggiunta la cattiveria di alcune colleghe: andavano
dalla mia agente e le dicevano che oramai non avrei
più fatto nulla. Due settimane dopo aver partorito
ero già al lavoro e Allegra mi ha donato, oltre
ad una nuova forza, anche un nuovo rispetto da parte
degli altri, soprattutto dalle donne che mi vedono come
una madre.
Tuo marito rappresenta il prototipo del tuo
uomo ideale?
Mio marito Gianpaolo è il mio opposto: una persona
semplice e dolce. La cosa che mi ha fatto perdere la
testa è stata la sua simpatia. Non ho mai amato
gli uomini che si danno delle arie e che credono di
essere i padroni del mondo. Comunque non ho mai avuto
un uomo ideale: l’importante è avere feeling.
Cos’è per te l’amore?
L’amore è rispetto e lealtà, prima
di qualsiasi altra cosa.
Vivo questo sentimento in maniera panteistica, riassumerlo
e oggettivarlo mi sembrerebbe difficile.
Come si vede Nena Ristic tra 10 anni?
Una mamma di tanti bambini, magari quattro, che continua
fare bene il lavoro che fa e che vive in campagna, con
tanto verde intorno. Forse il lavoro potrebbe, essere
diverso ma mai dire mai… |