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Testarda e passionale

Forte e determinata, Nena Ristic non si è certo affidata alla sola bellezza per arrivare. Al fianco
di Bonolis in “Ciao Darwin”, la bellissima modella è arrivata alla celebrità dopo un duro lavoro di cui ora
raccoglie i frutti. Ma la fama, per lei, non è tutto. Al primo posto l’amore: quello per sua figlia

[di Gabriele Marcello]

Dotata di un fascino fuori dal comune, Nena Ristic è una guerriera suo malgrado. Sarà perché quando ti parla ti trasmette un energia che vorresti portare dietro tutto il tempo oppure perché ti conduce alla radice delle cose e non solo alla superficie o solo perché è talmente bella che ogni aggettivo perde valore, ma questa ragazza sa inchiodarti al muro come poche, con intelligenza e sincerità. Bellissima lo è davvero, anzi enigmatica e solare allo stesso tempo, Nena ci parla della vita e del lavoro con una gioia che non può lasciare indifferenti. Spalanca il forziere del suo grande tesoro, sua figlia Allegra, e quando lo fa appare ancora più radiosa. Pensare che sia la classica bellona di turno sarebbe un madornale errore, perché dietro il volto e il corpo di una novella Afrodite c’è molto altro: studio, fatica e determinazione. Nata sotto il segno dell’acquario venticinque anni fa, Nena conserva tutte le caratteristiche del suo segno zodiacale: testardaggine, passionalità e rispetto. In un mondo dove molti tentano di nascondere le proprie origini, lei è fiera di avere una parte di sangue serbo che le scorre nelle vene (suo padre è serbo croato), ed è impressionante la dolcezza ed il dispiacere con cui racconta di questo luogo così vicino eppure tanto sfortunato.
Come una vera guerriera, a soli diciannove anni ha preso la vita in pugno ed ha lasciato la natia Svizzera per inseguire il suo sogno: diventare attrice. Prima New York, poi Los Angeles ed infine Parigi, questi luoghi le hanno dato tanto e l’hanno fatta maturare, diventare una donna. Da lì giunge in Italia ed arrivano i lavori in televisione, come la trasmissione in primetime Danger, gli spot della birra Peroni ed ora e accanto a Paolo Bonolis e Luca Laurenti in Ciao Darwin, programma che segna la sua consacrazione. Ma il lavoro non è tutto per Nena. La famiglia e gli affetti sono al primo posto nella sua scala di valori, perché “è quello che ti resta alla fine di una giornata” .

Parlaci un po’ dei tuoi inizi?
Sono di origine serba ma nata in Svizzera. Ho trascorso la mia infanzia lì e poi ho deciso di andare a New York per studiare recitazione, ma era solo la prima tappa. Successivamente mi sono trasferita a Los Angeles e poi sono ritornata in Europa, a Parigi. Ho perfezionato gli studi di recitazione con Bernard Hill (attore britannico che tiene seminari di grande prestigio, n.d.r.), con cui ho affinato il Metodo: una vera scuola di vita.

Quanto sono forti in te le tue radici serbe?
Sono fiera di essere serba ma non nego che tutto quello che leggo sul mio paese mi fa soffrire ed arrabbiare. Sofferenza continua, guerra perenne e frontiere bloccate: il mio Paese è questo, ma non solo. A volte penso che il periodo migliore in cui si è trovato è stato quando era governato dalla sinistra, c’erano meno scontri e meno vittime.

La tua parte serba ti ha mai creato problemi?
Ho vissuto a mie spese il sentimento, a volte immotivato, del razzismo: in Svizzera, quando sentivano il mio accento, alcuni ignoranti mi dicevano “Oh, non è che mi vuoi ammazzare?”. Erano delle battute, ma facevano male anche perché noi non siamo persone cattive. Veniamo spesso confusi con gli albanesi che sono venuti in Italia o in Svizzera con passaporto serbo e non posso dire che si siano comportati nel migliore dei modi. I serbi vivono con questa macchia e varcare una frontiera sembra un’ impresa titanica, con tutti i permessi che vanno chiesti e che, spesso, vengono negati. Molti dei miei coetanei non sono potuti mai uscire dal Paese.

Come ti senti di fronte ai pregiudizi nei confronti delle ragazze dell’Est?
Noi serbe siamo tipe toste, abbiamo vissuto la guerra e siamo sopravvissute. A volte non mi sembra nemmeno che il mio sia un paese dell’Est.

Hai viaggiato parecchio, cosa è rimasto dentro di te di queste esperienze?
Ho avuto la fortuna di vivere in un paio di mesi quello che molti non riescono a vivere nemmeno in un anno. Ho aperto la mia mente ed ho assorbito tutto quello che potevo, non solo la lingua, ma anche le culture e le religioni. A Parigi ho vissuto con dei ragazzi ebrei e sono rimasta colpita dai loro riti, pensavo addirittura di convertirmi.

Che rapporto hai con la religione?
Sono molto credente. Credo in Dio anche se ci sono momenti in cui lo abbandono. So che c’è sempre accanto a me ogni volta che prego. Comunque non vado in chiesa, penso che non sia necessario per avere un rapporto con il Creatore: basta sentirlo e crederci.

La tua formazione è quella di attrice, ma attualmente lavori in Tv. Perché questa scelta? Un ripiego?
All’inizio non volevo fare la Tv, la vedevo come un allontanamento dai miei veri obiettivi. Poi mi sono resa conto che, qui in Italia, attraverso la televisione puoi raggiungere altre mete, anche se non è facile.

Che ne pensi dei “naufraghi dai reality” che diventano attori?
Non è giusto, soprattutto nei confronti di chi ha studiato per lunghi anni e continua a farlo. Se pensi che basta andare a letto con qualcuno in un reality e puoi diventare una celebrità, hai un quadro abbastanza chiaro. Oggi tutto va avanti grazie al sesso, non grazie alla bravura. Questa filosofia la si ritrova un po’ ovunque ma l’Italia conserva lo scettro. Bisogna dire che qui si arriva in Tv più facilmente, cosa abbastanza rara in Francia, dove la tv è un po’ noiosa.

La bellezza ha contato parecchio per il tuo successo?
Non credo. Mi ha aiutata, ma se non avessi avuto un minimo di testa non sarei andata molto lontano. Prendi le top model: non hanno solo bellezza, hanno un cervello pensante che permette loro di interpretare un abito quando sfilano.

E i compromessi sul lavoro?
Se sei brava e piaci, vai avanti senza aiuti. Molte si sono bruciate per aver accettato dei compromessi.

E di Vallettopoli, che mi dici?
Non giudico nessuno. Tutti fanno quello che vogliono, ma ne ho viste parecchie di ragazze che sono sparite. Mi dispiace per loro: si sono fatte accecare dal facile successo.

Hai qualche modello come attrice?
Angelina Jolie.

Perché?
È una grande donna, con una personalità fuori dal comune, oltre che dotata di un’immensa bravura. La sua bellezza è data da un insieme di elementi, come il suo essere mamma, essere donna e moglie. È ammirevole l’aiuto che vuole dare ai bambini meno fortunati.

Hai un film preferito?
Boys don’t cry, lì Hilary Swank era da brivido. Nel cuore, però, un posto speciale è riservato a C’era una volta in America.

C’è un ruolo che ti piacerebbe interpretare al cinema ?
Tutti quelli che possano emozionare il pubblico e che lo facciano riflettere e sconvolgere.

Come è il tuo rapporto con la stampa?
Fino ad ora molto positivo. Sono sempre stata trattata con riguardo dai media, forse perché non ho mai avuto bisogno di far inventare delle cose per ottenere popolarità.

Mantieni un buon rapporto con i tuoi ex?
Certamente, ma dipende dal valore che si dà alla parola ex. Se considero le mie storie, quelle che in cui ho investito anni, allora posso dirti che ho mantenuto dei rapporti amichevoli. Ma quelli legati ai flirt non li considero nemmeno degli ex.

Ti piace vivere a Milano?
Sono cresciuta in Svizzera circondata dal verde e a Milano ce n’è poco. È una città molto pulita ma la si scopre nel giro di un paio di mesi. Tra i suoi pregi c’è senza dubbio la freneticità: tutto di corsa e tutto in tempo. Nel mio cuore, però, c’è Roma, con i suoi parchi e la sua storia. Una città dove non basta una vita intera per esplorarla tutta.

Milano è la capitale della moda, tu che rapporto hai con essa?
Appena ho messo piede in Italia ho iniziato come modella e sono rimasta affascinata da questo universo, che non è solo marketing ma anche arte, creazione, fantasia. Non nego di nutrire anche un interesse per la storia e l’evoluzione delle tendenze stilistiche. Se dovessi dirti chi è per me uno dei grandi artisti della moda, non avrei dubbi: Alexander McQueen.

Perché lui?
McQueen è un creatore di moda non un semplice stilista. Lui, Jill Sander e Stella MaCartney propongono una haute coture che un everyday style lontano dagli altri. Oggi i giovani impazziscono per Cavalli e Dolce&Gabbana, che sono comunque bravi, ma il loro stile mainstream è lontano dal mio. Tutti li indossano perché sono in, perché sono un segno di riconoscimento e di appartenenza ad un determinato modo di essere. Penso che la moda sia altro.

Sei giovanissima e sei già mamma. Come riesci a gestire tutto?
Mia figlia è il mio portafortuna. Io e mio marito l’abbiamo concepita in Giamaica e l’abbiamo chiamata Allegra.
All’inizio ero un po’ spaventata a causa del lavoro perché un figlio è una responsabilità non indifferente. I miei dubbi erano legati alla possibilità di continuare a fare questo mestiere e a questo si è aggiunta la cattiveria di alcune colleghe: andavano dalla mia agente e le dicevano che oramai non avrei più fatto nulla. Due settimane dopo aver partorito ero già al lavoro e Allegra mi ha donato, oltre ad una nuova forza, anche un nuovo rispetto da parte degli altri, soprattutto dalle donne che mi vedono come una madre.

Tuo marito rappresenta il prototipo del tuo uomo ideale?
Mio marito Gianpaolo è il mio opposto: una persona semplice e dolce. La cosa che mi ha fatto perdere la testa è stata la sua simpatia. Non ho mai amato gli uomini che si danno delle arie e che credono di essere i padroni del mondo. Comunque non ho mai avuto un uomo ideale: l’importante è avere feeling.

Cos’è per te l’amore?
L’amore è rispetto e lealtà, prima di qualsiasi altra cosa.
Vivo questo sentimento in maniera panteistica, riassumerlo e oggettivarlo mi sembrerebbe difficile.

Come si vede Nena Ristic tra 10 anni?
Una mamma di tanti bambini, magari quattro, che continua fare bene il lavoro che fa e che vive in campagna, con tanto verde intorno. Forse il lavoro potrebbe, essere diverso ma mai dire mai…


 
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