Filippo
Nardi non ama essere definito solo un personaggio televisivo.
Dopo la sua apparizione in una delle edizioni de Il Grande
Fratello, ha voluto dimostrare subito di essere un dj
di talento. In breve tempo, superato l’iniziale
scetticismo di chi lo considerava solo una creatura mediatica,
è stato accolto e riconosciuto nell’olimpo
dei professionisti più ambiti dalle consolle dei
club più all’avanguardia.
Nato nel ’69 in un quartiere multietnico della capitale
britannica, fucina di correnti artistiche e culturali,
Filippo cresce respirando e immergendosi nella nascente
scena house, apprezzando così le contaminazioni
tra la musica elettronica e gli altri generi quali il
reggae, il soul e la new wave. Filippo Nardi ha iniziato
negli anni ’80 suonando in molti locali londinesi
come: Heaven, Enter the Dragon, Spectrum, The Wag, Subterranea…
Si trasferisce nel ’95 in Italia e prosegue, ormai
da più di vent’anni, la sua attività
di dj e produttore musicale, alternando la registrazione
di produzioni discografiche per diverse etichette con
collaborazioni di prestigio come quelle con dj di fama
internazionale quali CJ Macintosh e Dave Dorrell al Wag
di Londra, Paul Oackenfold e Carl Cox alla serata Spectrum
dell’Heaven (Londra), Fat Tony e Paul Anderson all’Enter
The Dragon (Londra). Tra le sue esperienze anche alcuni
club di New York, Berlino e Miami. Su richiesta della
Revox Records Italia, incide il remix di City life, in
partnership con Andreino dei Mas Collective. Fondato su
un rapporto di reciproca stima tra i due professionisti,
questo primo progetto porterà Filippo a diventare
produttore esecutivo in modo continuativo per la Uomo
Records dello stesso dj Andreino. Come
hai iniziato a fare il dj?
Ho iniziato nei più piccoli e schifosi locali di
Londra, nella tipica scena underground. Provengo da una
cultura multietinica. Più i posti erano sporchi
e pieni di scarafaggi e meglio vi suonavo. Sono stato
fortunato perché come scendevo di casa potevo sentire
per strada ogni tipo di musica: dal reggae alla black,
dalla new age al punk. In Inghilterra c’è
un grande rispetto per l’artista di qualsiasi tipo:
pittore, attore, musicista… Nei locali di Londra
se devono scegliere tra un calciatore ed un poeta, fanno
entrare il poeta. Il fatto di avere
l’aspetto di un attore piuttosto che di un dj è
un vantaggio?
Per fortuna non sono bianco, sudato e con la pancia…
Scherzi a parte, penso di avere un aspetto gradevole.
Io ci metto sopra anche un po’ di cremine e basta.
Mi piace l’idea di essere l’opposto dello
stereotipo del dj. E se non avessi
fatto il dj?
Sarei rimasto nella comunicazione. Ho frequentato un collegio
militare che non dava molto spazio all’espressività.
Se dovessi vincere la lotteria andrei subito in conservatorio
per imparare la musica e suonerei soltanto.
Di te si sa che sei figlio d’arte...
Mia mamma era pittrice ed io fin da bambino amavo la musica.
In Inghilterra i ragazzi con i primi soldi si compravano
il pallone da calcio, io ho scelto di comprare i primi
dischi 45 giri. Quattro aggettivi
che rispecchiano la tua personalità e la tua musica.
Rispettosa, elegante, graduale e fluida.
In consolle divento molto emotivo e sensibile. Non sono
un robot. |
Pensi
che la tua partecipazione a “Il Grande Fratello”
sia stato un escamotage raffinato per diventare un dj
ancora più famoso?
Io non ho usato niente. Non è stata mai mia intenzione
fare televisione per fare altre cose. Però è
vero che se hai un’esposizione mediatica le offerte
si raddoppiano. Per fortuna ho scelto di fare Le Iene
e non Buona Domenica.
Allora perché hai partecipato?
L’ho fatto per noia e poi sono un amante della comunicazione.
Avevo visto, un anno prima che arrivasse il GF in Italia,
il programma Big Brother e mi era piaciuto. Quando ho
visto il numero verde in sovrimpressione per il casting
italiano ho semplicemente chiamato per partecipare. Mi
hanno preso così. Poi, da buon britannico orgoglioso,
sono uscito dal gioco perché non mi divertivo più.
Ma l’ho fatto a testa alta. Dopo
la tua uscita dal GF ti hanno messo alla prova come dj?
è stata un’arma a doppio
taglio e potevo giocarmi la carta della sorpresa. Sono
stato il primo a lanciare la moda del personaggio de Il
Grande Fratello che poi fa il dj, ma ho dovuto essere
doppiamente bravo perché, all’inizio, dubitavano
tutti della mia competenza nel campo perché ero
solo un personaggio televisivo. C’è
un diverso modo di proporre la musica alle donne piuttosto
che agli uomini?
Una volta il dj non lo vedevi neanche. Ora, invece, sei
sempre in primo piano e devo dire che la mia immagine
mi aiuta con le donne. In genere amano la musica con molto
groove, non la tribale o la cantata. Inoltre piace molto
anche a me. Gli uomini, invece, cosa
preferiscono?
La musica più elettrica e metallica.
Dimmi i nomi di quattro artisti che ammiri.
Modigliani, David Bowie, George Orwell e Suskind.
Sei in onda su Mtv come opinionista nel
programma “Loveline”: dacci un consiglio sul
sesso. è una esperienza molto interessante.
Ho imparato molto dalla dottoressa Laura Testa presente
in trasmissione.
La sessualità è individuale e ciò
che va bene per te non è detto che vada bene per
l’altra persona. Bisogna avere rispetto per la propria
sessualità e non aver paura di conoscerla. Imparare
a conoscersi sessualmente è molto importante per
accettarsi per come si è.
Quali club italiani ti si addicono di più?
L’Echoes di Misano, il Mazoom di Desenzano, il Kursaal
di Lignano, il LiftHouse The luxe di Milano e il Tenax
di Firenze. Mi piace molto anche il Plastic, sempre a
Milano. Fatti una dedica.
Caro Filippo, cerca di essere sempre onesto, di avere
una buona tenuta e rimanere te stesso. |