Logo Matrix



Mr Ferdy - Il Mondo del Guru [torna indietro]

Mr Ferdy rivela a Matrix il suo mondo
e racconta come la sua passione è oggi diventata la sua
professione. Dj, pittore, body painter: un artista a tutto tondo che è sempre alla ricerca dell’idea più emozionante.
Il suo obiettivo? lasciare un segno indelebile nel mondo


[di Illy Formoso]

Travolgente, energico e dinamico è Ferdinando Colloca, in arte Mr. Ferdy. Caratteristiche che hanno sicuramente segnato il suo percorso artistico e lo hanno reso un personaggio poliedrico, capace di trasmettere la sua grinta a 360 gradi. Maestro di body painting, dj, pittore creativo ed organizzatore di eventi cool. Sotto la sua mano le tele prendono vita, i corpi di donne e uomini diventano un trionfo di colori e con l’intrattenimento della sua voce le serate nei locali sono un boom di allegria e vitalità.

Ci racconti i tuoi inizi?
Ho iniziato a Roma circa venti anni fa. Oggi sono soddisfatto del mio lavoro e mi ritengo un creativo a 360 gradi: dj, pittore, body painter, dreamaker. Nasco come pittore e dj, due attitudini che non ho mai combinato fino a quando non mi sono accostato alla body painting, che ha contribuito a far diventare questo mio essere artista il più spettacolare possibile. Sono stato, infatti, il primo a riportare in Italia questo linguaggio espressivo ed essere, oggi, maestro di body painting lo devo sicuramente all’intuizione e alla fortuna che ho avuto di coniugare il mondo della notte alla pittura del corpo. Ho cominciato a proporla a Roma, inizialmente creò grande scalpore, poi però riuscì a raccogliere un grande pubblico.

Come definisci la tua arte?
Dal punto di vista prettamente pittorico le mie nuove ricerche vanno verso il Neo Pop e il neofuturismo, non per questo ho visto di buon occhio sia l’action a Fontana di Trevi che quella a Piazza di Spagna. Come body painter ho sempre descritto le mie opere come tele con l’anima, il fatto di poter dipingere dei corpi dà una sensazione diversa rispetto alla tela che è statica e non esprime altro, a parte le cromie e i giochi di luce che ti fa tirar fuori. Nella body painting si aggiunge il fattore del movimento, della sensualità.

Quali ostacoli contraddistinguono la tua creatività?
Il rischio di chi usa più mezzi espressivi è quello di disperdersi. Io, ad esempio, non facendo esclusivamente il dj, sono portato a tenere nel cassetto idee che potrebbero essere innovative. Lo stesso vale per il mio essere contemporaneamente body painter e pittore, ad ognuna di queste mie forme espressive porto via sicuramente qualcosa. Questo mio essere artista a 360 gradi, se da una parte mi porta ad essere dispersivo, dall’altra mi da però la possibilità di comunicare con più tecniche e più linguaggi.

La tua tecnica?
Secondo me, oggi, la parola tecnica è sorpassata perché la tecnologia ci da la possibilità di usare di tutto e in modo diverso. Amo molto la manualità ma cerco comunque di scoprire le nuove tecnologie, perché il mondo dell’arte va sempre di più verso l’interazione. Non mi definisco un pittore che usa l’olio piuttosto che l’acrilico o il computer. Mi definisco semplicemente un artista. Amo improvvisare, non seguo dei bozzetti ma lascio libero sfogo alla mia action, al mio stato d’animo che mi suggerisce colori e segni da disegnare sul corpo. Ogni opera ha la sua particolarità e per me ogni lavoro è qualcosa di gestuale e nuovo.

Un’idea che ancora non hai realizzato?
Ho due cassetti pieni di agende scritte, quindi i progetti sono tanti e spero di poterli realizzare tutti, tra questi, sicuramente la voglia di poter portare la body painting in teatro.
Il progetto più imminente è il mio nuovo club-cocktail bar-galleria d’arte.

 
LA RIVISTA | LA REDAZIONE | LAVORA CON NOI | PUBBLICITA' | ABBONAMENTI | CONTATTI

© Al.Fa. Edizioni srl