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Miss Italia story [torna indietro]

Emozioni, sogni, drammi, amori, successi:
tutto è racchiuso in questa manifestazione
tra le più seguite e amate d’Italia e guidata
per quasi mezzo secolo dal “patron” Enzo Mirigliani.
In due puntate vi proponiamo un viaggio nei
sessantotto anni di vita del concorso e
di storia del costume del nostro Paese


[di Antonella Massaroni]
5.000 lire per un sorriso, che diventerà famoso in tutte le città” era il refrain di un motivetto legato al primo concorso di bellezza nato in Italia nel lontano 1939 e che sarebbe più tardi diventato “Miss Italia”. Ad idearlo fu Dino Villani, pittore e amico di artisti e giornalisti, considerato il maestro della pubblicità italiana, in collaborazione con lo scrittore Cesare Zavattini.
La scelta della ragazza italiana più bella, il più semplice dei giochi, nato come raccolta di fotografie sui giornali prima della guerra, ha fatto grandi passi, ma è rimasto se stesso e ha mantenuto intatta la sua popolarità. Ha attraversato gran parte del XX secolo accompagnando le ragazze del nostro Paese fino ad oggi. Dai primi tempi delle Miss Sorriso al dopoguerra, quando aiutò a dimenticare le difficoltà quotidiane e della ricostruzione, dal periodo del boom economico agli anni della contestazione.
Oggi Miss Italia è un evento televisivo e, insieme al festival di Sanremo, rappresenta un appuntamento imperdibile per gran parte degli italiani. Miss Italia appartiene alla cultura italiana. “è un fatto sociale”, scriveva Orio Vergani. Gli faceva eco Gaetano Afeltra “è la gara di bellezza che più ha inciso nella storia del nostro costume”. Per Sofia Loren “Miss Italia è lo specchio del nostro Paese, perché tutto si svolge alla luce del sole”, mentre per l’ex direttore del TG5 Carlo Rossella (oggi presidente della Medusa) “è il concorso che si adatta al mondo italiano che cambia”.
Miss Italia è soprattutto un appuntamento che fa parte dell’immaginario collettivo, poiché riesce a raccontare in maniera semplice la storia di ragazze comuni che per qualche giorno diventano star: una favola di tanti anni fa, ora vissuta davanti ai riflettori della televisione, ma che, appunto come un gioco, regala le stesse emozioni. “Un brivido sconvolgente e irripetibile”, ricorda Anna Valle.

Le origini di Miss Italia
La prima ragazza a scrivere il suo nome nell’albo d’oro del concorso è, nel 1939, la quattordicenne Isabella Verney, eletta Miss Sorriso, che vince una selezione fotografica ideata, come detto, da Dino Villani e Cesare Zavattini, per sponsorizzare una marca di dentifricio: le foto delle concorrenti vengono pubblicate sui settimanali Il Milione ed Il Tempo e l’iniziativa diventa quasi un fatto nazionale di cui si occupa anche la radio. I soldati al fronte portano in trincea le foto delle ragazze ritagliate dai giornali, conservando quei sorrisi come un dono e forse anche innamorandosene.
Nel 1946, dopo la pausa della guerra, Villani riprende il Concorso, questa volta non più solo fotografico, ma con il raduno delle ragazze e la sfilata in passerella: così, in coincidenza con la costituzione della Repubblica, nasce Miss Italia.
è il periodo di Stresa (dal ’46 al ’49 e poi nel ’58) che può ospitare la manifestazione non avendo subito danni dalla guerra e perché facilmente raggiungibile da Milano.
Le fotografie delle ragazze, scoperte per caso, arrivano agli organizzatori dai professionisti di tutta Italia: Tosi, Bonori, Villani, Cantera, Luxardo, Pedrotti. Alla fine viene selezionato un gruppo di 40 concorrenti che rappresentano ogni regione: per tutte, un fine settimana in un ambiente esclusivo, anche se alcune non si presentano per “comprensibili ritrosie di famiglie e fidanzati”.
La zona è piacevolmente sconvolta dall’avvenimento e le ragazze sono seguite ovunque, sia dalla giuria, sia dai curiosi e dai dongiovanni locali, dal centro della cittadina alle Isole Borromee. Durante un pranzo all’Isola dei Pescatori, il proprietario del ristorante, per far fronte alla massa degli invitati, chiede la collaborazione delle stesse concorrenti. A servire i tavoli sono la romana Silvana Pampanini e l’empolese Rossana Martini, proprio le due miss che, insieme a Lilia Landi, sono le favorite per la vittoria finale. Di pari passo alla valutazione della giuria, l’Azienda di Soggiorno promuove un “referendum” per designare la vincitrice, anche se con l’intento di non influire sul verdetto. E qui nascono i contrasti.
Il voto popolare è infatti quasi unanime per la Pampanini che, nella votazione ufficiale, è invece a pari merito con la Martini. La giuria, composta tra gli altri da Arrigo Benedetti, Vittorio De Sica e Luchino Visconti, alla fine preferisce la Martini perché corrisponde “al tipo di donna italiana che i maggiori artisti del nostro Paese hanno scelto a modello ed hanno fatto conoscere a tutto il mondo nei loro capolavori”. Silvana ottiene comunque l’incoronazione a furor di popolo.
Nel salone delle feste i suoi sostenitori sono scatenati, volano sedie e devono intervenire i carabinieri.
Subito dopo Stresa la Pampanini, 21 anni, simbolo della bellezza procace, inizia una fortunatissima carriera cinematografica e ammette: “Miss Italia mi ha cambiato la vita”. Silvana infatti, che prima di questa esperienza studiava danza classica, canto e pianoforte all’Accademia di Santa Cecilia, interpreta il suo primo film, L’apocalisse di Giuseppe Scotese e da quel momento gira più di tre-quattro film l’anno: da I pompieri di Viggiù al celebre Bellezze in bicicletta, da Processo alla città di Luigi Zampa (’52), protagonista con Amedeo Nazzari, Paolo Stoppa e Mirella Lotti a La tratta delle bianche di Luigi Comencini, accanto a Vittorio Gassman, da La Presidentessa di Pietro Germi, con Carlo Dapporto, a Bufere con Jean Gabin.

1947-1950. Dall’anno d’oro al ciclone Sofia Loren
Ma è il 1947 l’anno d’oro di Miss Italia e del cinema italiano. Diventa reginetta la sedicenne Lucia Bosè, commessa a 18.000 lire al mese nella pasticceria “Galli” di Via Victor Hugo, a Milano, al banco dei marrons glàces. Luchino Visconti le aveva già proposto di tentare la carriera cinematografica, ma è un ammiratore a creare le premesse del futuro dell’attrice. Invia infatti alla segreteria del Concorso una sua fotografia e il gioco è fatto. Accanto a lei, sulla passerella di Stresa, future star del cinema italiano: Gianna Maria Canale, seconda classificata, Gina Lollobrigida, terza, Eleonora Rossi Drago (sposata e madre di una bambina, poi esclusa dalla graduatoria) e Silvana Mangano (Miss Roma, che rinunciò alla selezione finale). Una foto che ritrae la Bosè in sottoveste e con la sigaretta fra le labbra, seduta sul letto, fa il giro d’Italia e suscita scandalo. Solo più tardi viene chiarito che Lucia ha posato per il provino del film Cronaca di un amore.
Anno di emozioni anche il 1948, quando Miss Italia diviene un concorso a carattere nazionale, con l’arrivo dell’Enit al fianco degli organizzatori. Giuria composta da grandi nomi, tra i quali il grande Totò, presente a Stresa per girare un film con la vincitrice del Concorso, Totò al Giro d’Italia. Tre le favorite alla vittoria finale Anna Visconti, Ornella Zamperetti e Fulvia Franco. Vittoria che arrise però a quest’ultima, triestina, rappresentante della bellezza “acqua e sapone”, poi moglie del pugile Tiberio Mitri. La ragazza, 17 anni, fu festeggiata al grido di “Viva Trieste” poiché il suo successo ebbe un particolare significato nel momento di tensione per la rivendicazione d’appartenenza di Trieste all’Italia.
Scrive Dino Villani: “Il suo ritorno a casa, in un giorno di ottobre, fu un trionfo. Un corteo di automobili accompagnò Miss Italia al posto di blocco del Territorio libero di Trieste e il percorso dal confine alla città vide la folla ferma lungo le strade ad applaudire e a salutare con bandiere e fazzoletti tricolori. Un aereo seguiva il corteo, gettando fiori, e l’arrivo in città suscitò un tripudio incredibile”.
Le concorrenti di Miss Italia sono studentesse, figlie di impiegati, stenodattilografe, sartine, commesse.
Nel 1950 Miss Italia, dopo quattro edizioni svoltesi a Stresa, scopre Salsomaggiore, una città termale non distante da Parma, che in futuro diventerà la sede naturale del concorso per la capacità di accogliere le miss con il loro seguito via via sempre più massiccio, per la sua ospitalità e la sua efficienza. è un anno che passa alla storia del concorso per la presenza di Sofia Scicolone, in arte Lazzaro, futura Loren: si classifica quarta dopo giudizi impietosi di alcuni giurati (“Una spilungona troppo magra e male impostata!”). Sofia si irrita molto e, per non mandarla via a mani vuote, viene istituito per lei il titolo di “Miss Eleganza”.
Scrive anni dopo Giuseppe Marotta, deluso per la mancata vittoria di Sofia: “Quanti anni aveva la gemma degli Scicolone? Forse nemmeno 16. A Nabokov, il romanziere di Lolita, gli sarebbero venuti i rescenzielli, (attacchi epilettici,n.d.r.), se avesse fatto parte della giuria”. La proclamazione delle vincitrici va in onda per la prima volta alla radio e vede la vittoria di Anna Maria Bugliari che, dopo qualche film, preferirà sposarsi rinunciando al mondo del cinema. Tra le partecipanti del ’50 figura Giovanna Ralli che si presenta con il titolo di Miss Sorriso Lazio, ma passa inosservata (ah, quella giuria!). Racconterà molti anni dopo: “Me ne tornai a casa un po’ triste, in treno, in terza classe…”.
Giovanna, grande attrice, si è poi presa le sue rivincite.
1951. Miss Italia cresce… e arriva Mirigliani
Dopo il “ciclone Sofia Loren” il 1951 si segnala per la levata di scudi da parte di alcuni sacerdoti contro i concorsi di bellezza, ma Miss Italia riesce a fare la sua strada e ad affermarsi come manifestazione popolare e rispettosa delle concorrenti. Vince Isabella Valdettaro, famiglia dei marchesi Fani-Ciotti, che partecipa all’insaputa dell’austero padre il quale, informato, ordina alla moglie e alla figlia di tornare subito a casa. Ma Isabella, per non sciupare la festa, accetta la fascia che le offre Silvana Mangano. Quattro anni dopo sposerà un diplomatico peruviano, mettendo da parte sia il titolo, sia la carriera cinematografica.
Il 1953 è l’anno della più sfortunata ragazza della storia del Concorso, Marcella Mariani. Cassiera in un cinema, bruna, occhi verde-azzurri, 17 anni, eletta Miss Roma e Miss Lazio, vince il titolo di Miss Italia con voto unanime della giuria. Il cinema si accorge subito di lei. Luchino Visconti le affida una piccola parte nel film Senso e, nel 1954, il debutto vero e proprio nel film Il cantante misterioso
di Mario Girolami. In breve tempo diventa la ragazza più famosa d’Italia e gira sette film, tra i quali Le ragazze di San Frediano di Valerio Zurlini, Donne e soldati di Roberto Rossellini e Villa Borghese di Vittorio De Sica.
“Con quel viso straordinario potrebbe diventare la mia erede”, pronosticò una rapita Anna Magnani. L’anno dopo, in febbraio, è ospite di una manifestazione cinematografica a Bruxelles. Ha fretta di tornare a Roma, corre all’aeroporto ed arriva quando il portellone dell’aereo è già chiuso, ma il comandante lo fa riaprire (“non si può lasciare a terra Miss Italia”). Ironia della sorte, l’aereo si schianta poco prima di atterrare a Roma, sul monte Terminillo: muoiono tutti! Il corpo di Marcella viene ritrovato incastrato in un lastrone di ghiaccio, con gli occhi rivolti al cielo…
1954. Miss Italia cresce ed attira grande attenzione: non mancano attacchi moralistici e interpellanze parlamentari. Ma è il momento di una commessa dal viso dolce e pulito, Eugenia Bonino, catanese, papà impiegato che nei suoi biglietti da visita scrive: “padre di Miss Italia”. La ragazza viene accolta in Sicilia con tutti gli onori. Il Commissario di P.S. di Rimini, dove si svolge la manifestazione, viene informato che alcune concorrenti non hanno compiuto i 18 anni previsti dal regolamento; alcune ragazze devono fare la valigia e ripartire. Fra loro c’è Marisa Zocchi, toscana di Pratolino, sopra Firenze, una delle protagoniste (come esperta di ciclismo) della trasmissione di Mike Bongiorno “Lascia o raddoppia” e che sposerà il corridore Guido Boni. Alle ragazze escluse fu promesso che sarebbero state invitate a Miss Italia l’anno dopo, ma così non avvenne e alcune non l’hanno mai perdonato agli organizzatori.
è il 1959 quando l’organizzazione del concorso viene affidata ad Enzo Mirigliani, destinato a diventarne il “patron”. Mirigliani avrà il merito di rinnovare il concorso, mantenendolo vivo anche durante gli anni della contestazione e in altri periodi di incertezze, fino al boom televisivo.
Suo lo slogan “Miss Italia è la ragazza della porta accanto”, in contrasto con la star o la top model irraggiungibile. Nell’anno della sua investitura vince Marisa Jossa la cui figlia, Roberta Capua (unico caso nella storia del concorso) diventerà a sua volta Miss Italia nel 1986. Episodi di quest’anno: Angela Abruzzini, Miss Lazio, imbarazzata nell’indossare il costume da bagno, lascia Ischia, sede della Finale, senza informare nessuno e ad un giornalista rivela: “Ho uno zio monsignore in Vaticano e temo la scomunica!”. Una miss della Campania, Lyda Frera, è squalificata perché risulta sposata, da quattro anni, e con un figlio.

1960-1971. Dalle prime vallette della tv alla contestazione
1960. Si torna definitivamente a Salsomaggiore per un’edizione del concorso alla quale partecipano candidate che si affermeranno nel mondo dello spettacolo, come le attrici Stefania Sandrelli (Miss Viareggio) e Maria Grazia Buccella, oltre a Miss Genova, Ombretta Cocumelli, ovvero Ombretta Colli, che si affermerà come cantante prima e come politica poi. Vince la lombarda Layla Ragazzi che stupisce tutti dichiarando di non essere mai andata a dormire più tardi delle 10 di sera, di non essersi mai truccata e di non aver mai messo piede in una sala da ballo. In futuro rifiuterà ogni contatto con il mondo dello spettacolo. Cinque anni dopo vince il titolo la sorella, Alba.
Alba farà la valletta di Mike Bongiorno in tv nella Fiera dei sogni, ma si stancherà subito. Preferirà sposarsi e diventare una perfetta madre di due figlie.
Nel 1968, accompagnata da un grande tifo, scortata da parenti e amici, la calabrese Graziella Chiappalone vince battendo la favorita Mita Medici, eletta Miss Eleganza ma, a differenza di quest’ultima, non è fatta per il mondo dello spettacolo. Dopo qualche film girato con il nome d’arte di Graziella Palmi, e un ruolo di valletta al fianco del presentatore Corrado, Miss Italia si laurea in filosofia con 110 e lode ed insegna Lettere al liceo della sua città. Graziella è sposata con un architetto ed ha due figli. Fra le partecipanti di quest’anno figura Maria Pia Gianporcaro, Miss Sicilia, che nel 1977, come in una favola, sposerà un principe del casato Sforza Ruspoli.
è il 1969 e al clima della contestazione giovanile Miss Italia non è immune, ma (a differenza di altri grandi eventi di spettacolo, come il Festival di Sanremo, o gli intrattenimenti della “Bussola”, in Versilia) non si ferma e va avanti per la sua strada, respingendo le accuse, di moda quell’anno, di mercificare l’immagine femminile. Vince Anna Zamboni, biondina dagli occhi verdi; nemmeno i lavori della giuria sono fra i più tranquilli e solo dopo molte ore si decreta il meritato successo della diciottenne di Campofilone (AP). Il 1970 è un altro anno duro, con la polizia che presidia le strade di Salsomaggiore durante le sfilate per l’assegnazione del titolo. La contestazione è ormai generale. Mirigliani accetta il confronto con chi polemizza, ma dice:
“Miss Italia non si ferma”. Vince la triestina Alda Balestra che si vedrà così aprire le porte della moda. Per anni (si dice) è stata la modella italiana più apprezzata e pagata. Siamo al 1971. La protesta arriva questa volta dagli operai della “Faini”, un’azienda del ramo confezioni per donna che sponsorizza Miss Italia e al tempo stesso fa ricorso ai licenziamenti. Si assiste a tafferugli, lancio di lacrimogeni, arresti. L’elezione della miss passa in secondo piano. Ed è un peccato per Maria Pinnone, 17 anni, romana, la vincitrice, che meritava un contesto diverso. Qualche anno dopo si laurerà in Giurisprudenza.

1973-1979. Si affacciano le prime soubrette e… Sua Emittenza
1973. A Vibo Valentia, in Calabria, è il turno di Margareta Veroni, 17 anni, di Carrara, ultima di sei sorelle, che sbaraglia il campo delle concorrenti, tra le quali c’è la genovese Carmen Russo, futura star televisiva, che si presenta però con il titolo di Miss Emilia. Di Margareta, oltre alla sua semplicità, colpiscono gli occhi particolari, uno verde e l’altro marrone! “Non so se questo titolo mi sarà utile - dice la Veroni - so soltanto che è l’unica mia ricchezza e che, prima di tornare povera, lotterò con tutte le mie forze”. Qualche anno dopo ha sposato un facoltoso gioielliere toscano. Volere è potere!
Nell’edizione del 1976 diventa popolare Annie Papa, Miss Cinema, ma solo perché si scopre il seno, in maniera scherzosa, davanti ai giurati. Un fotografo, Ubaldo Bungaro, riprende la scena e nasce un caso di cui si parla per giorni. La ragazza rischia la squalifica, piange, si dispera, ma poi tutto finisce in una bolla di sapone. Siamo a Scalea, in Calabria. Miss Italia è un… centravanti. Paola Bresciano, 16 anni, che vive a Trapani, gioca infatti nella locale squadra femminile dalla quale passerà al Padova, in serie A, e in nazionale. Oggi Paola collabora con il concorso come agente della Sicilia Nord.
A Sant’Eufemia d’Aspromonte, nel 1977, si afferma la quindicenne Anna Kanakis, catanese, padre greco, ingegnere, e madre avvocato. La moda e il cinema la porteranno sulla strada del successo. Un nome, una garanzia (scherzano i cronisti) perché Miss Italia 1978 si chiama Loren Cristina Mai, ha 17 anni ed è mantovana. è al suo secondo tentativo. Non raccoglie l’invito a tentare la strada dello spettacolo, ma si laurea in Matematica e si dedica all’insegnamento. Si affaccia al Concorso di Mirigliani anche Alba Parietti la quale, nell’ambito di Miss Italia, vince la selezione nazionale di Miss Universo, rinunciando però alla finale.
Siamo al 1979 e… arriva la televisione! A Viareggio, dove si svolge la Finale, intorno alle miss si aggirano per la prima volta delle telecamere. Sono quelle di “Tele Alto Milanese”, tv privata di Silvio Berlusconi, presente personalmente su autorizzazione di Mirigliani per seguire le riprese e curare ogni dettaglio in sala di regia. Da quell’anno e fino al 1987 la proclamazione di Miss Italia sarà curata dalle reti Fininvest che, non disponendo della diretta, la trasmettono in differita il giorno dopo. La prima Miss Italia… televisiva è Cinzia Fiordeponti, poi seconda a Miss Universo, attrice e conduttrice tv.

 
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