5.000 lire per un sorriso, che diventerà famoso
in tutte le città” era il refrain di un
motivetto legato al primo concorso di bellezza nato
in Italia nel lontano 1939 e che sarebbe più
tardi diventato “Miss Italia”. Ad idearlo
fu Dino Villani, pittore e amico di artisti e giornalisti,
considerato il maestro della pubblicità italiana,
in collaborazione con lo scrittore Cesare Zavattini.
La scelta della ragazza italiana più bella, il
più semplice dei giochi, nato come raccolta di
fotografie sui giornali prima della guerra, ha fatto
grandi passi, ma è rimasto se stesso e ha mantenuto
intatta la sua popolarità. Ha attraversato gran
parte del XX secolo accompagnando le ragazze del nostro
Paese fino ad oggi. Dai primi tempi delle Miss Sorriso
al dopoguerra, quando aiutò a dimenticare le
difficoltà quotidiane e della ricostruzione,
dal periodo del boom economico agli anni della contestazione.
Oggi Miss Italia è un evento televisivo e, insieme
al festival di Sanremo, rappresenta un appuntamento
imperdibile per gran parte degli italiani. Miss Italia
appartiene alla cultura italiana. “è un
fatto sociale”, scriveva Orio Vergani. Gli faceva
eco Gaetano Afeltra “è la gara di bellezza
che più ha inciso nella storia del nostro costume”.
Per Sofia Loren “Miss Italia è lo specchio
del nostro Paese, perché tutto si svolge alla
luce del sole”, mentre per l’ex direttore
del TG5 Carlo Rossella (oggi presidente della Medusa)
“è il concorso che si adatta al mondo italiano
che cambia”.
Miss Italia è soprattutto un appuntamento che
fa parte dell’immaginario collettivo, poiché
riesce a raccontare in maniera semplice la storia di
ragazze comuni che per qualche giorno diventano star:
una favola di tanti anni fa, ora vissuta davanti ai
riflettori della televisione, ma che, appunto come un
gioco, regala le stesse emozioni. “Un brivido
sconvolgente e irripetibile”, ricorda Anna Valle.
Le origini di Miss Italia
La prima ragazza a scrivere il suo nome nell’albo
d’oro del concorso è, nel 1939, la quattordicenne
Isabella Verney, eletta Miss Sorriso, che vince una
selezione fotografica ideata, come detto, da Dino Villani
e Cesare Zavattini, per sponsorizzare una marca di dentifricio:
le foto delle concorrenti vengono pubblicate sui settimanali
Il Milione ed Il Tempo e l’iniziativa diventa
quasi un fatto nazionale di cui si occupa anche la radio.
I soldati al fronte portano in trincea le foto delle
ragazze ritagliate dai giornali, conservando quei sorrisi
come un dono e forse anche innamorandosene.
Nel 1946, dopo la pausa della guerra, Villani riprende
il Concorso, questa volta non più solo fotografico,
ma con il raduno delle ragazze e la sfilata in passerella:
così, in coincidenza con la costituzione della
Repubblica, nasce Miss Italia.
è il periodo di Stresa (dal ’46 al ’49
e poi nel ’58) che può ospitare la manifestazione
non avendo subito danni dalla guerra e perché
facilmente raggiungibile da Milano.
Le fotografie delle ragazze, scoperte per caso, arrivano
agli organizzatori dai professionisti di tutta Italia:
Tosi, Bonori, Villani, Cantera, Luxardo, Pedrotti. Alla
fine viene selezionato un gruppo di 40 concorrenti che
rappresentano ogni regione: per tutte, un fine settimana
in un ambiente esclusivo, anche se alcune non si presentano
per “comprensibili ritrosie di famiglie e fidanzati”.
La zona è piacevolmente sconvolta dall’avvenimento
e le ragazze sono seguite ovunque, sia dalla giuria,
sia dai curiosi e dai dongiovanni locali, dal centro
della cittadina alle Isole Borromee. Durante un pranzo
all’Isola dei Pescatori, il proprietario del ristorante,
per far fronte alla massa degli invitati, chiede la
collaborazione delle stesse concorrenti. A servire i
tavoli sono la romana Silvana Pampanini e l’empolese
Rossana Martini, proprio le due miss che, insieme a
Lilia Landi, sono le favorite per la vittoria finale.
Di pari passo alla valutazione della giuria, l’Azienda
di Soggiorno promuove un “referendum” per
designare la vincitrice, anche se con l’intento
di non influire sul verdetto. E qui nascono i contrasti.
Il voto popolare è infatti quasi unanime per
la Pampanini che, nella votazione ufficiale, è
invece a pari merito con la Martini. La giuria, composta
tra gli altri da Arrigo Benedetti, Vittorio De Sica
e Luchino Visconti, alla fine preferisce la Martini
perché corrisponde “al tipo di donna italiana
che i maggiori artisti del nostro Paese hanno scelto
a modello ed hanno fatto conoscere a tutto il mondo
nei loro capolavori”. Silvana ottiene comunque
l’incoronazione a furor di popolo.
Nel salone delle feste i suoi sostenitori sono scatenati,
volano sedie e devono intervenire i carabinieri.
Subito dopo Stresa la Pampanini, 21 anni, simbolo della
bellezza procace, inizia una fortunatissima carriera
cinematografica e ammette: “Miss Italia mi ha
cambiato la vita”. Silvana infatti, che prima
di questa esperienza studiava danza classica, canto
e pianoforte all’Accademia di Santa Cecilia, interpreta
il suo primo film, L’apocalisse di Giuseppe Scotese
e da quel momento gira più di tre-quattro film
l’anno: da I pompieri di Viggiù al celebre
Bellezze in bicicletta, da Processo alla città
di Luigi Zampa (’52), protagonista con Amedeo
Nazzari, Paolo Stoppa e Mirella Lotti a La tratta delle
bianche di Luigi Comencini, accanto a Vittorio Gassman,
da La Presidentessa di Pietro Germi, con Carlo Dapporto,
a Bufere con Jean Gabin.
1947-1950. Dall’anno d’oro al ciclone
Sofia Loren
Ma è il 1947 l’anno d’oro
di Miss Italia e del cinema italiano. Diventa reginetta
la sedicenne Lucia Bosè, commessa a 18.000 lire
al mese nella pasticceria “Galli” di Via
Victor Hugo, a Milano, al banco dei marrons glàces.
Luchino Visconti le aveva già proposto di tentare
la carriera cinematografica, ma è un ammiratore
a creare le premesse del futuro dell’attrice.
Invia infatti alla segreteria del Concorso una sua fotografia
e il gioco è fatto. Accanto a lei, sulla passerella
di Stresa, future star del cinema italiano: Gianna Maria
Canale, seconda classificata, Gina Lollobrigida, terza,
Eleonora Rossi Drago (sposata e madre di una bambina,
poi esclusa dalla graduatoria) e Silvana Mangano (Miss
Roma, che rinunciò alla selezione finale). Una
foto che ritrae la Bosè in sottoveste e con la
sigaretta fra le labbra, seduta sul letto, fa il giro
d’Italia e suscita scandalo. Solo più tardi
viene chiarito che Lucia ha posato per il provino del
film Cronaca di un amore.
Anno di emozioni anche il 1948, quando Miss Italia diviene
un concorso a carattere nazionale, con l’arrivo
dell’Enit al fianco degli organizzatori. Giuria
composta da grandi nomi, tra i quali il grande Totò,
presente a Stresa per girare un film con la vincitrice
del Concorso, Totò al Giro d’Italia. Tre
le favorite alla vittoria finale Anna Visconti, Ornella
Zamperetti e Fulvia Franco. Vittoria che arrise però
a quest’ultima, triestina, rappresentante della
bellezza “acqua e sapone”, poi moglie del
pugile Tiberio Mitri. La ragazza, 17 anni, fu festeggiata
al grido di “Viva Trieste” poiché
il suo successo ebbe un particolare significato nel
momento di tensione per la rivendicazione d’appartenenza
di Trieste all’Italia.
Scrive Dino Villani: “Il suo ritorno a casa, in
un giorno di ottobre, fu un trionfo. Un corteo di automobili
accompagnò Miss Italia al posto di blocco del
Territorio libero di Trieste e il percorso dal confine
alla città vide la folla ferma lungo le strade
ad applaudire e a salutare con bandiere e fazzoletti
tricolori. Un aereo seguiva il corteo, gettando fiori,
e l’arrivo in città suscitò un tripudio
incredibile”.
Le concorrenti di Miss Italia sono studentesse, figlie
di impiegati, stenodattilografe, sartine, commesse.
Nel 1950 Miss Italia, dopo quattro edizioni svoltesi
a Stresa, scopre Salsomaggiore, una città termale
non distante da Parma, che in futuro diventerà
la sede naturale del concorso per la capacità
di accogliere le miss con il loro seguito via via sempre
più massiccio, per la sua ospitalità e
la sua efficienza. è un anno che passa alla storia
del concorso per la presenza di Sofia Scicolone, in
arte Lazzaro, futura Loren: si classifica quarta dopo
giudizi impietosi di alcuni giurati (“Una spilungona
troppo magra e male impostata!”). Sofia si irrita
molto e, per non mandarla via a mani vuote, viene istituito
per lei il titolo di “Miss Eleganza”.
Scrive anni dopo Giuseppe Marotta, deluso per la mancata
vittoria di Sofia: “Quanti anni aveva la gemma
degli Scicolone? Forse nemmeno 16. A Nabokov, il romanziere
di Lolita, gli sarebbero venuti i rescenzielli, (attacchi
epilettici,n.d.r.), se avesse fatto parte della giuria”.
La proclamazione delle vincitrici va in onda per la
prima volta alla radio e vede la vittoria di Anna Maria
Bugliari che, dopo qualche film, preferirà sposarsi
rinunciando al mondo del cinema. Tra le partecipanti
del ’50 figura Giovanna Ralli che si presenta
con il titolo di Miss Sorriso Lazio, ma passa inosservata
(ah, quella giuria!). Racconterà molti anni dopo:
“Me ne tornai a casa un po’ triste, in treno,
in terza classe…”.
Giovanna, grande attrice, si è poi presa le sue
rivincite.
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1951. Miss Italia cresce… e arriva Mirigliani
Dopo il “ciclone Sofia Loren” il
1951 si segnala per la levata di scudi da parte di alcuni
sacerdoti contro i concorsi di bellezza, ma Miss Italia
riesce a fare la sua strada e ad affermarsi come manifestazione
popolare e rispettosa delle concorrenti. Vince Isabella
Valdettaro, famiglia dei marchesi Fani-Ciotti, che partecipa
all’insaputa dell’austero padre il quale,
informato, ordina alla moglie e alla figlia di tornare
subito a casa. Ma Isabella, per non sciupare la festa,
accetta la fascia che le offre Silvana Mangano. Quattro
anni dopo sposerà un diplomatico peruviano, mettendo
da parte sia il titolo, sia la carriera cinematografica.
Il 1953 è l’anno della più sfortunata
ragazza della storia del Concorso, Marcella Mariani. Cassiera
in un cinema, bruna, occhi verde-azzurri, 17 anni, eletta
Miss Roma e Miss Lazio, vince il titolo di Miss Italia
con voto unanime della giuria. Il cinema si accorge subito
di lei. Luchino Visconti le affida una piccola parte nel
film Senso e, nel 1954, il debutto vero e proprio nel
film Il cantante misterioso
di Mario Girolami. In breve tempo diventa la ragazza più
famosa d’Italia e gira sette film, tra i quali Le
ragazze di San Frediano di Valerio Zurlini, Donne e soldati
di Roberto Rossellini e Villa Borghese di Vittorio De
Sica. “Con quel viso straordinario potrebbe
diventare la mia erede”, pronosticò una rapita
Anna Magnani. L’anno dopo, in febbraio, è
ospite di una manifestazione cinematografica a Bruxelles.
Ha fretta di tornare a Roma, corre all’aeroporto
ed arriva quando il portellone dell’aereo è
già chiuso, ma il comandante lo fa riaprire (“non
si può lasciare a terra Miss Italia”). Ironia
della sorte, l’aereo si schianta poco prima di atterrare
a Roma, sul monte Terminillo: muoiono tutti! Il corpo
di Marcella viene ritrovato incastrato in un lastrone
di ghiaccio, con gli occhi rivolti al cielo…
1954. Miss Italia cresce ed attira grande attenzione:
non mancano attacchi moralistici e interpellanze parlamentari.
Ma è il momento di una commessa dal viso dolce
e pulito, Eugenia Bonino, catanese, papà impiegato
che nei suoi biglietti da visita scrive: “padre
di Miss Italia”. La ragazza viene accolta in Sicilia
con tutti gli onori. Il Commissario di P.S. di Rimini,
dove si svolge la manifestazione, viene informato che
alcune concorrenti non hanno compiuto i 18 anni previsti
dal regolamento; alcune ragazze devono fare la valigia
e ripartire. Fra loro c’è Marisa Zocchi,
toscana di Pratolino, sopra Firenze, una delle protagoniste
(come esperta di ciclismo) della trasmissione di Mike
Bongiorno “Lascia o raddoppia” e che sposerà
il corridore Guido Boni. Alle ragazze escluse fu promesso
che sarebbero state invitate a Miss Italia l’anno
dopo, ma così non avvenne e alcune non l’hanno
mai perdonato agli organizzatori.
è il 1959 quando l’organizzazione del concorso
viene affidata ad Enzo Mirigliani, destinato a diventarne
il “patron”. Mirigliani avrà il merito
di rinnovare il concorso, mantenendolo vivo anche durante
gli anni della contestazione e in altri periodi di incertezze,
fino al boom televisivo.
Suo lo slogan “Miss Italia è la ragazza della
porta accanto”, in contrasto con la star o la top
model irraggiungibile. Nell’anno della sua investitura
vince Marisa Jossa la cui figlia, Roberta Capua (unico
caso nella storia del concorso) diventerà a sua
volta Miss Italia nel 1986. Episodi di quest’anno:
Angela Abruzzini, Miss Lazio, imbarazzata nell’indossare
il costume da bagno, lascia Ischia, sede della Finale,
senza informare nessuno e ad un giornalista rivela: “Ho
uno zio monsignore in Vaticano e temo la scomunica!”.
Una miss della Campania, Lyda Frera, è squalificata
perché risulta sposata, da quattro anni, e con
un figlio.
1960-1971. Dalle prime vallette della tv alla
contestazione
1960. Si torna definitivamente a Salsomaggiore
per un’edizione del concorso alla quale partecipano
candidate che si affermeranno nel mondo dello spettacolo,
come le attrici Stefania Sandrelli (Miss Viareggio) e
Maria Grazia Buccella, oltre a Miss Genova, Ombretta Cocumelli,
ovvero Ombretta Colli, che si affermerà come cantante
prima e come politica poi. Vince la lombarda Layla Ragazzi
che stupisce tutti dichiarando di non essere mai andata
a dormire più tardi delle 10 di sera, di non essersi
mai truccata e di non aver mai messo piede in una sala
da ballo. In futuro rifiuterà ogni contatto con
il mondo dello spettacolo. Cinque anni dopo vince il titolo
la sorella, Alba.
Alba farà la valletta di Mike Bongiorno in tv nella
Fiera dei sogni, ma si stancherà subito. Preferirà
sposarsi e diventare una perfetta madre di due figlie.
Nel 1968, accompagnata da un grande tifo, scortata da
parenti e amici, la calabrese Graziella Chiappalone vince
battendo la favorita Mita Medici, eletta Miss Eleganza
ma, a differenza di quest’ultima, non è fatta
per il mondo dello spettacolo. Dopo qualche film girato
con il nome d’arte di Graziella Palmi, e un ruolo
di valletta al fianco del presentatore Corrado, Miss Italia
si laurea in filosofia con 110 e lode ed insegna Lettere
al liceo della sua città. Graziella è sposata
con un architetto ed ha due figli. Fra le partecipanti
di quest’anno figura Maria Pia Gianporcaro, Miss
Sicilia, che nel 1977, come in una favola, sposerà
un principe del casato Sforza Ruspoli. è
il 1969 e al clima della contestazione giovanile Miss
Italia non è immune, ma (a differenza di altri
grandi eventi di spettacolo, come il Festival di Sanremo,
o gli intrattenimenti della “Bussola”, in
Versilia) non si ferma e va avanti per la sua strada,
respingendo le accuse, di moda quell’anno, di mercificare
l’immagine femminile. Vince Anna Zamboni, biondina
dagli occhi verdi; nemmeno i lavori della giuria sono
fra i più tranquilli e solo dopo molte ore si decreta
il meritato successo della diciottenne di Campofilone
(AP). Il 1970 è un altro anno duro, con la polizia
che presidia le strade di Salsomaggiore durante le sfilate
per l’assegnazione del titolo. La contestazione
è ormai generale. Mirigliani accetta il confronto
con chi polemizza, ma dice:
“Miss Italia non si ferma”. Vince la triestina
Alda Balestra che si vedrà così aprire le
porte della moda. Per anni (si dice) è stata la
modella italiana più apprezzata e pagata. Siamo
al 1971. La protesta arriva questa volta dagli operai
della “Faini”, un’azienda del ramo confezioni
per donna che sponsorizza Miss Italia e al tempo stesso
fa ricorso ai licenziamenti. Si assiste a tafferugli,
lancio di lacrimogeni, arresti. L’elezione della
miss passa in secondo piano. Ed è un peccato per
Maria Pinnone, 17 anni, romana, la vincitrice, che meritava
un contesto diverso. Qualche anno dopo si laurerà
in Giurisprudenza.
1973-1979. Si affacciano le prime soubrette e…
Sua Emittenza
1973. A Vibo Valentia, in Calabria, è
il turno di Margareta Veroni, 17 anni, di Carrara, ultima
di sei sorelle, che sbaraglia il campo delle concorrenti,
tra le quali c’è la genovese Carmen Russo,
futura star televisiva, che si presenta però con
il titolo di Miss Emilia. Di Margareta, oltre alla sua
semplicità, colpiscono gli occhi particolari, uno
verde e l’altro marrone! “Non so se questo
titolo mi sarà utile - dice la Veroni - so soltanto
che è l’unica mia ricchezza e che, prima
di tornare povera, lotterò con tutte le mie forze”.
Qualche anno dopo ha sposato un facoltoso gioielliere
toscano. Volere è potere!
Nell’edizione del 1976 diventa popolare Annie Papa,
Miss Cinema, ma solo perché si scopre il seno,
in maniera scherzosa, davanti ai giurati. Un fotografo,
Ubaldo Bungaro, riprende la scena e nasce un caso di cui
si parla per giorni. La ragazza rischia la squalifica,
piange, si dispera, ma poi tutto finisce in una bolla
di sapone. Siamo a Scalea, in Calabria. Miss Italia è
un… centravanti. Paola Bresciano, 16 anni, che vive
a Trapani, gioca infatti nella locale squadra femminile
dalla quale passerà al Padova, in serie A, e in
nazionale. Oggi Paola collabora con il concorso come agente
della Sicilia Nord.
A Sant’Eufemia d’Aspromonte, nel 1977, si
afferma la quindicenne Anna Kanakis, catanese, padre greco,
ingegnere, e madre avvocato. La moda e il cinema la porteranno
sulla strada del successo. Un nome, una garanzia (scherzano
i cronisti) perché Miss Italia 1978 si chiama Loren
Cristina Mai, ha 17 anni ed è mantovana. è
al suo secondo tentativo. Non raccoglie l’invito
a tentare la strada dello spettacolo, ma si laurea in
Matematica e si dedica all’insegnamento. Si affaccia
al Concorso di Mirigliani anche Alba Parietti la quale,
nell’ambito di Miss Italia, vince la selezione nazionale
di Miss Universo, rinunciando però alla finale.
Siamo al 1979 e… arriva la televisione! A Viareggio,
dove si svolge la Finale, intorno alle miss si aggirano
per la prima volta delle telecamere. Sono quelle di “Tele
Alto Milanese”, tv privata di Silvio Berlusconi,
presente personalmente su autorizzazione di Mirigliani
per seguire le riprese e curare ogni dettaglio in sala
di regia. Da quell’anno e fino al 1987 la proclamazione
di Miss Italia sarà curata dalle reti Fininvest
che, non disponendo della diretta, la trasmettono in differita
il giorno dopo. La prima Miss Italia… televisiva
è Cinzia Fiordeponti, poi seconda a Miss Universo,
attrice e conduttrice tv. |