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MINI
COOPER
Piccola, sportiva e sempre di moda |
SUZUKI
SWIFT SPORT
Piccolo prezzo, grande divertimento |
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Prestazioni:
120 cv sono più che sufficienti per tutte
le situazioni, anche quando c’è da alzare
il ritmo... Ma prendete in considerazione anche la rinnovata
versione a gasolio, finalmente all’altezza della
situazione. Oppure c’è la velocissima Cooper
S con motore turbo da 175 cv, fa da zero a cento in
6,8 secondi ed è una vera goduria a tutti i regimi.
Su strada:
La Mini si compra per lo stile e per come riesce a divertire.
Ha limiti di tenuta elevatissimi e con L’ESP non
mette mai in difficoltà, a dispetto del passo
corto. Ottimi anche i freni, che oltre a rallentare
la vettura in spazi corretti, danno anche una piacevole
sensazione al pedale.
Capacità di carico:
Ed ecco le note dolenti. Anzitutto si sta comodi solo
in due, perché i posti dietro non sono certo
adatti ad ospitare due adulti, specie se alti. E poi
c’è la questione bagagliaio che, con 165
litri, non invoglia certo a partire per le vacanze.
Al più si possono mettere le buste della spesa,
pardon, dello shopping.
Costi:
Seconda nota dolente. L’esclusività costa
cara, a volte anche carissima (vedi listino della top
di gamma John Cooper Work). Ma di solito chi compra
una Mini è disposto a pagare qualcosa in più
per avere un oggetto di grande fascino e sicura rivendibilità.
C’è anche in versione cabrio, ma costa
22.650 euro. |
Prestazioni:
Non sono tanto i 200 km/h o i 9 secondi nello scatto
da zero a 100 ad impressionare. In fondo, molte berline
a gasolio sanno fare di meglio. Ma è il modo
in cui questa Swift Sport sale e scende di giri ad entusiasmare,
creando un sound che alla lunga può anche stancare,
ma rimane pur sempre un gran bel baccano.
Su strada:
Vedi Mini, nel senso che valgono le stesse considerazioni
fatte per l’avversaria: tenuta irreprensibile,
stabilità eccellente, frenata potente. Risultato:
divertimento alle stelle. Anche sulla Suzuki l’ESP
è di serie, così come l’antipattinamento,
necessario nelle partenze da fermo.
Capacità di carico:
Con 234 litri si inizia a ragionare,
almeno così un paio di valige si riesce a farle
entrare. La panca si abbatte, ma al contrario di quanto
avviene sulla Mini non è frazionabile. Peccato!
L’abitabilità, invece, è buona sia
avanti che dietro, basta non arretrare troppo i sedili.
Costi:
Il maggior difetto della Mini Cooper è anche
il miglior pregio della Suzuki Swift Sport: 16.100 euro
sono una cifra assolutamente abbordabile, tenuto conto
anche degli accessori presenti di serie e del buon livello
di finitura ed assemblaggio. C’è un solo
optional: la vernice metallizzata. Niente navigatore
satellitare. |
Non vogliamo anticiparvi le considerazioni finali di
questo stuzzicante confronto, ma ci limitiamo a dire
che Mini Cooper e Suzuki Swift Sport, oltre ad essere
due auto divertenti ed appaganti, sono molto più
simili di quanto prezzo di listino e blasone facciano
pensare. Anzi, sembrano fatte l’una per dar battaglia
all’altra, con l’inglese nel ruolo di “ambasciatrice”
dello status symbol cittadino e la giapponese a fare
da guastafeste, attaccando la rivale con armi diverse
ma altrettanto efficaci. Della Mini si sa tutto o quasi:
ha “DNA” BMW, un’antenata mitologica
ed è stata il più grande successo di marketing
della storia dell’auto che si ricordi, dando vita
ad una vera e propria moda, per non dire mania. L’ultimo
restyling ha limato quelle piccole imperfezioni (tipo
dettagli di finitura) che per una vettura da oltre ventimila
euro un po’ disturbava. Ora, invece, ha raggiunto
la piena maturità, come testimoniano gli indici
di affidabilità che danno il marchio Mini in
piena ascesa. La rivale dagli occhi a mandorla, dal
canto suo, non ha mai fatto mistero di essersi ispirata
alla rivale per ciò che riguarda il trend dei
potenziali acquirenti. Macchina stilosa, dunque, ma
con una personalità ben marcata ed un design
assolutamente riuscito.
Città o kartodromo?
Saliti a bordo delle due vetture, viene da chiedersi
se vale la pena rimanere in città oppure fare
una “capatina” in un circuito di kart, dove
queste piccole bombe sarebbero in grado di compiere
dei numeri davvero incredibili. Si guidano con molta
naturalezza, ma tengono la strada in maniera divina
e soprattutto danno la possibilità di mettere
le ruote dove si vuole, assistite da sterzi pronti e
progressivi. Per quanto riguarda il cambio, meglio il
sei rapporti della Cooper che non il cinque marce della
Swift, che obbliga il motore a girare sempre alto, specialmente
in autostrada. In compenso la ripresa della Suzuki è
fulminea, mentre sulla Mini la scalata è inevitabile.
I propulsori, entrambi da 1.600 cc, erogano rispettivamente
120 cv per la Cooper e 125 per la Swift Sport e permettono
alle due vetture di superare i 200 km/h, accelerando
da 0 a 100 in circa 9 secondi. Stesse prestazioni ma
caratteri diversi: l’inglese è fluida e
abbastanza silenziosa, la giapponese è scalpitante
e avvolge l’abitacolo con un sound micidiale.
Anche la Cooper ha un bel rumore, ma solo ai regimi
più alti. La Swift Sport, invece, è sempre
in tiro, come a voler rivendicare in ogni situazione
la propria anima sportiva. Insomma, due auto all’apparenza
simili ma ognuna con una personalità ben distinta,
entrambe portatrici di sogni (per chi non ce l’ha)
e di divertimento (per chi ce l’ha!), con una
sostanziale differenza: il prezzo. La Mini Cooper in
versione Chili (con ESP di serie) viene 22.200 euro,
mentre la Suzuki Swift Sport (parimenti equipaggiata),
16.100 euro. Seimila euro di differenza sono tanti se
badate al sodo, oppure pochi se il cuore vi dice “Mini”.
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