E
venne il giorno che anche Mercedes si mise a fare auto
“belle” da guidare. In effetti, se eccettuiamo
le sportive AMG, la caratteristica principale delle vetture
con la stella a tre punte è sempre stata la souplesse
di marcia, non certo il divertimento. Per colmare il gap
che si sono prese nel mentre BMW Serie 3 e Lexus IS, la
nuova Classe C aumenta anzitutto le dimensioni, 55 millimetri
in lunghezza e 42 in larghezza (4.581 x 1.770 mm); ciononostante,
grazie all’impiego di materiali sofisticati, è
più leggera di ben otto chili.
Ma è il design a testimoniare l’avvenuto
cambio di ritmo rispetto al passato, con una linea che
si ispira alla recente coupé CL - specialmente
nel frontale - ed abbandona la “leggerezza”
del vecchio modello in nome di un’eleganza che è,
volutamente, ostentazione. Molto particolari le luci posteriori,
caratterizzate da sottili feritoie che emettono aria per
spezzare i flussi aerodinamici delle fiancate e ridurre
le turbolenze. All’interno, invece, fonte ispiratrice
sembra essere la semplicità, evidenziata dalla
rinuncia a qualsiasi invenzione stilistica, fatta eccezione
per il navigatore satellitare che fuoriesce da un vano
sopra la console centrale (optional).
Gemelle diverse
Ma il leit motiv della nuova serie è la contrapposizione
tra la versione sportiva Avantgarde e le più tradizionali
Elegance e Classic, perché le differenze non sono
solo di allestimento come avveniva in passato. Basta osservare
il frontale per accorgersi che Avantgarde si caratterizza
per l’enorme stella a tre punte incastonata tra
i listelli della calandra, mentre le altre due versioni
seguono lo styling della Classe S con listelli sottili
e stella sopra il cofano. Alla guida, la nuova Classe
C sorprende: la “noia” delle precedenti versioni
è bandita. Con questa ci si può davvero
divertire. L’assetto più rigido e la prontezza
di sterzo della versione sportiva, contribuiscono poi
al piacere di guida a cui facevamo riferimento, trasformando
il comportamento “mite” e votato al comfort
di Classic ed Elegance, verso qualcosa di inedito per
una berlina Mercedes.
Per chi vuole di più c’è anche la
possibilità di dotarsi dell’Advanced Agility
Control che, al solo tocco del pulsante “Sport”
sulla console, è in grado di variare le logiche
di gestione degli ammortizzatori per ogni singola ruota
e del cambio, oltre alla risposta dello sterzo parametrico
e dell’acceleratore elettronico.
Di serie su tutte le versioni è l’Adaptive
Brake, un sistema che tiene i freni in pressione in salita
per facilitare le partenze, asciuga i dischi in caso di
pioggia e precarica l’impianto quando avanza l’eventualità
di una frenata di emergenza.
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Più
potenza, meno consumo
I propulsori, per quanto rinnovati, sono gli stessi della
serie precedente. Ma potenza e coppia aumentano in maniera
consistente: per quanto riguarda i quattro cilindri a
benzina, C180 ha ora 156 cv e 230 Nm, mentre C200 Kompressor
sprigiona 180 cv con 250 Nm a 2.800 giri. Invariati i
sei cilindri con la C230 da 204 cv, la C 280 da 231 cv
e la C 350 da 272 cv.
Anche i motori a gasolio si aggiornano, con l’introduzione
di quasi 100 nuovi componenti che hanno portato ad un
aumento delle potenze e ad una diminuzione dell’1%
dei consumi (meglio di niente). La potenza della C200
CDI passa da 122 cv a 136 cv mentre la C220 CDI arriva
a quota 170 cv con 400 Nm di coppia a partire dai 2.000
giri. Al top di gamma c’è sempre la C320
CDI da 224 cv. Cambio a sei marce manuale per tutte, mentre
l’automatico a sette rapporti 7G-Tronic, azionabile
anche attraverso due alette poste dietro il volante, è
appannaggio della sola C350.
I prezzi di listino sono allineati a quelli delle concorrenti
più prestigiose: la più economica è
la C180 Classic che viene via per 31.610 euro, mentre
per una C220 CDI - motorizzazione più equilibrata
e ambita - si spendono dai 35.040 euro della base ai 39.360
dell’Avantgarde. |