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Energia mediterranea

E' nata in America ma è cresciuta a Napoli. Maria Mazza ha in sé il vero spirito partenopeo,
la passione e la carica di chi vive le passioni fino in fondo. In amore e nel lavoro non si risparmia
ed incontrarla non può che essere un colpo di fulmine!

[di Gabriele Marcello]


Si presenta all’incontro in una perfetta mise alla “parisienne”. Maglia alla marinara, jeans aderentissimi e vertiginose scarpe blu. Anche il caffè dove parliamo riecheggia l’atmosfera avantgarde di Parigi, senza contare che piove a dirotto. Invece siamo a Napoli e la ragazza sorridente, che sembra un sole d’agosto, è Maria Mazza. Occhi intensi, pelle bruna e liscissima, capelli corvini e due labbra carnose, talmente belle che non baciarle sarebbe un reato: una donna che lascia il segno, davvero. Napoletana doc, genuinamente passionale e terrena, ha un fascino che solo chi è nato all’ombra del Vesuvio possiede, il fascino di chi sa vivere la vita e sa cavarsela in ogni situazione. Sempre con il sorriso e la battuta pronta. L’appellativo per definirla sarebbe “na’ femmina esagerata”, ovvero, una donna eccezionale, e lei lo è davvero. Nata in America ma cresciuta a Napoli, fin da bambina cresce con l’amore per la danza, che la porterà a sacrifici di “più di tre ore al giorno di esercizi” e a nuove sperimentazioni artistiche che l’hanno resa un volto noto della televisione e non solo. Avrebbe potuto ballare una sola stagione, quella in cui era la fidanzata di Totti, e sfruttare quell’ opportunità per una notorietà che, come lei stessa afferma, “dura il tempo di una copertina su una rivista di gossip”, invece ha deciso in maniera diversa. Non vuole essere ricordata come la classica ex fidanzata di una celebrity, ma come una che si è fatta le ossa, studiando tantissimo e rinnovandosi anche in quelle forme artistiche difficili e affascinanti come la recitazione e la conduzione, insime a Paolo Bonolis in una delle edizioni più sperimentali e ricordate di Domenica In. Di partner lavorativi importanti ne ha avuti tanti, da Gianfranco Magalli a Carlo Conti, come anche le gratificazioni, e non solo in ambito lavorativo. E’ stata, infatti, designata madrina di un’associazione umanitaria- la Fondazione Cannavaro/Ferrara- che si occupa di “ragazzi difficili” che vivono nel napoletano, perché, per lei, la sua città e la sua gente hanno un valore incredibile. Mentre parliamo, il direttore del caffè, le chiede una fotografia, e lei accetta con l’entusiasmo e la gioia di chi sa che è bello coltivare i rapporti umani. È particolarmente felice perché ha fatto un provino importante e spera sia andato bene, ma, da buona napoletana scaramantica, non ne vuole parlare fino a quando non si avranno risultati concreti. Maria Mazza è davvero una donna pratica. Lei sogna il grande cinema e, pur avendo già preso parte a tre film (tra cui Ti lascio perché ti amo troppo) , dichiara che l’emozione di stare davanti alla macchina da presa è sempre più forte, ogni volta come la prima. Non le si può che augurare tutto il bene del mondo a questa ragazza, legatissima alla sua famiglia, che ha scelto di vivere a Napoli e non a Roma, dove si muove la macchina dello show bussines, perché senza vedere il mare le sembrerebbe di morire. Perché lei è una mina vagante di energia e buon umore. Fortunato è suo marito (un pubblicitario, n.d.r.) che deve tenersela ben stretta. Tra un caffè e una risata, parla di tutto e lo fa trattandoti come una persona di famiglia, facendoti sentire parte del suo mondo, mentre i minuti scivolano via veloci...

Sei nata in America e sei cresciuta a Napoli, non ti sembra un po’ un controsenso, visto che tutti sperano di andare a vivere a New York?
In effetti sì. La storia della mia vita è un po’ particolare. I miei vivevano lì con le rispettive famiglie, poi si sono conosciuti e hanno deciso di sposarsi. Siamo nate io e mia sorella e, quando avevo cinque anni, ci siamo trasferiti a Napoli. Devo ammettere che all’inizio è stato un po’ traumatico.

Perché?
Provenivo da una realtà diversa. Nell’asilo dove studiavo si parlavano tre lingue ed ero a contatto con una realtà multietnica molto forte. Anche negli studi mi sentivo un pò spaesata. In America c’erano materie che qui non erano previste, come danza e recitazione. Spesso il mio pensiero ritorna a New York e, quando ho la possibilità, ci ritorno anche perché quella città è la patria della vera danza e, quando mi sono trovata a qualche provino, pensavo: “Che sarebbe sucesso se fossi rimasta lì?”

Sei cresciuta in una città dove i bambini crescono, purtroppo, molto in fretta, non ti pare?
È vero, ma ho avuto la fortuna di essere stata molto impegnata fin da bambina: scuola, corsi di danza e poi i compiti. Mio padre è un uomo “vecchio stampo” e i miei orari erano ferrei: quando le mie amiche uscivano, io stavo a casa. Poi ho vissuto nelle provincia, in un’atmosfera molto più ovattata rispetto a quella di Napoli città e, quindi, più sicura, senza contare mio padre..

Quanto ti senti napoletana?
Al 100%. Amo il calore della gente, ti fa sentire sempre a casa. Non credo che i problemi di questa città siano da imputare solo ai napoletani, anche se una parte di loro ha rovinato questa città e continua a rovinarla. I giovani qui hanno voglia di cambiare, di rinnovarsi, ma la città è un po’ dimenticata dalle istituzioni, sempre in bilico tra la tragedia e la cartolina dove affiorano gli stereotipi della pizza e del mandolino. In realtà c’è molto di buono.
Sembri molto appassionata di sport, ne pratichi qualcuno?
Non ho mai considerato la danza uno sport, ma un’ arte. Nel corso degli anni ho iniziato a praticare nuoto e yoga perché sono pigra e in qualche modo debbo tenermi in forma visto che sono una vera buongustaia.

Rimanendo nell’ambito sportivo, tu con il calcio hai avuto anche un rapporto molto più ravvicinato...
Io non ne parlo di solito perchè tutto ciò è legato alla mia sfera privata. Se fai spettacolo e ti accompagni ad una persona molto famosa, viene naturale essere ricordata come “la fidanzata di…” piuttosto che per ciò che vali. Viviamo in un paese molto distratto da questo punto di vista, e, inoltre, in giro di talento se ne vede poco. Vorrei essere ricordata per il mio lavoro e non per altro. Sia chiaro che non rinnego nulla, ma quella era la storia tra due ragazzi innamorati, non un servizio di copertina.

Pensi davvero che in Italia manchi talento o, forse, lo strapotere della tv ha innalzato alla gloria le cosiddette “persone della porta accanto”?
Personalmente non mi preoccupano le “persone della porta accanto”, quelle arrivate al successo con il reality di turno, per il semplice fatto che svolgono un ruolo che non mi tocca e che io non farei mai. In tv voglio fare qualcosa e non occupare una sedia, ne sciorinare opinioni che lasciano il tempo che trovano. Ho sempre ballato, presentato e recitato e voglio continuare a farlo. Ho avuto l’onore di poter lavorare con persone come Magalli, Bonolis e Conti e voglio continuare a mostrare quello che so fare, per cui ho studiato, e non essere un’attrazione muta. Se poi, grazie ad un reality, riescono ad emergere persone che hanno dei valori artistici seri da proporre, ben vengano.

Se tu potessi scegliere tra televisione e danza, intesa come balletto classico, per quale opteresti?
La danza è la mia grande passione e ho fatto molti sacrifici per studiare e migliorarmi costantemente. Poi, crescendo, ti rendi conto che, con un fisico come il mio, è difficile andare sulle punte ed emulare Carla Fracci. Mi sono allora indirizzata verso la danza moderna e, da lì, ho iniziato a lavorare, mutando un po’ le mie passioni.

Tra Pina Bauch e Carla Fracci, chi preferisci?
Le ammiro entrambe, ma la mia preferita rimane Alessandra Ferri.

E, invece, tra Heather Parisi e Alessandra Martinez?
Heather, senza dubbio. Abbiamo lavorato insieme a Domenica In e, oltre ad essere simpaticissima, è davvero un vulcano.

Che rapporto hai con la moda?
Come tutte le napoletane, amo vestirmi bene. Anzi, non sono molto oculata nello shopping. Se sono nella giornata giusta mando in rosso la carta di credito.

Com’è il tuo rapporto con il cinema?
Lo adoro. Quando ero bambina mia madre mi faceva vedere tutti i grandi film italiani e stranieri e, a sette anni, il mio attore preferito era Mastroianni. Il cinema è una magia assoluta e quando ho avuto l’opportunità di recitare in un film sono rimasta stregata.

Parlando dei tuoi studi, perché hai scelto la facoltà di giurisprudenza?
Mi piaceva molto e ho iniziato a lavorare mentre studiavo. Poi la vita mi ha portato altrove e ho iniziato la mia carriera.

Sei madrina di un’associazione umanitaria, che ci dici a riguardo?
Ti dico che sono orgogliosa. La fondazione Ferrara-Cannavaro si occupa di Napoli e, in particolar,e tenta di aiutare i bambini a fare in modo che non si perdano nella malavita. E da napoletana d.o.c. non potevo rifiutare di dare, nel mio piccolo, un contributo alla mia città.

Sei molto passionale quando parli delle cose che ti appartengono, sei così anche in amore?
A volte lo sono troppo. Sono sempre carica di energia e quando non riesco ad incanalarla nel lavoro, la riverso nell’amore e nel sesso. Sono molto innamorata di mio marito.

Cosa è per te l’amore?
Un elemento fondamentale nella mia vita.
È la mia priorità. Quando mi sveglio il mio primo pensiero va a mio marito, poi alla mia famiglia. Penso sempre prima a quelli che amo e poi a me stessa.

 
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