Si
presenta all’incontro in una perfetta mise alla
“parisienne”. Maglia alla marinara, jeans
aderentissimi e vertiginose scarpe blu. Anche il caffè
dove parliamo riecheggia l’atmosfera avantgarde
di Parigi, senza contare che piove a dirotto. Invece siamo
a Napoli e la ragazza sorridente, che sembra un sole d’agosto,
è Maria Mazza. Occhi intensi, pelle bruna e liscissima,
capelli corvini e due labbra carnose, talmente belle che
non baciarle sarebbe un reato: una donna che lascia il
segno, davvero. Napoletana doc, genuinamente passionale
e terrena, ha un fascino che solo chi è nato all’ombra
del Vesuvio possiede, il fascino di chi sa vivere la vita
e sa cavarsela in ogni situazione. Sempre con il sorriso
e la battuta pronta. L’appellativo per definirla
sarebbe “na’ femmina esagerata”, ovvero,
una donna eccezionale, e lei lo è davvero. Nata
in America ma cresciuta a Napoli, fin da bambina cresce
con l’amore per la danza, che la porterà
a sacrifici di “più di tre ore al giorno
di esercizi” e a nuove sperimentazioni artistiche
che l’hanno resa un volto noto della televisione
e non solo. Avrebbe potuto ballare una sola stagione,
quella in cui era la fidanzata di Totti, e sfruttare quell’
opportunità per una notorietà che, come
lei stessa afferma, “dura il tempo di una copertina
su una rivista di gossip”, invece ha deciso in maniera
diversa. Non vuole essere ricordata come la classica ex
fidanzata di una celebrity, ma come una che si è
fatta le ossa, studiando tantissimo e rinnovandosi anche
in quelle forme artistiche difficili e affascinanti come
la recitazione e la conduzione, insime a Paolo Bonolis
in una delle edizioni più sperimentali e ricordate
di Domenica In. Di partner lavorativi importanti ne ha
avuti tanti, da Gianfranco Magalli a Carlo Conti, come
anche le gratificazioni, e non solo in ambito lavorativo.
E’ stata, infatti, designata madrina di un’associazione
umanitaria- la Fondazione Cannavaro/Ferrara- che si occupa
di “ragazzi difficili” che vivono nel napoletano,
perché, per lei, la sua città e la sua gente
hanno un valore incredibile. Mentre parliamo, il direttore
del caffè, le chiede una fotografia, e lei accetta
con l’entusiasmo e la gioia di chi sa che è
bello coltivare i rapporti umani. È particolarmente
felice perché ha fatto un provino importante e
spera sia andato bene, ma, da buona napoletana scaramantica,
non ne vuole parlare fino a quando non si avranno risultati
concreti. Maria Mazza è davvero una donna pratica.
Lei sogna il grande cinema e, pur avendo già preso
parte a tre film (tra cui Ti lascio perché ti amo
troppo) , dichiara che l’emozione di stare davanti
alla macchina da presa è sempre più forte,
ogni volta come la prima. Non le si può che augurare
tutto il bene del mondo a questa ragazza, legatissima
alla sua famiglia, che ha scelto di vivere a Napoli e
non a Roma, dove si muove la macchina dello show bussines,
perché senza vedere il mare le sembrerebbe di morire.
Perché lei è una mina vagante di energia
e buon umore. Fortunato è suo marito (un pubblicitario,
n.d.r.) che deve tenersela ben stretta. Tra un caffè
e una risata, parla di tutto e lo fa trattandoti come
una persona di famiglia, facendoti sentire parte del suo
mondo, mentre i minuti scivolano via veloci...
Sei nata in America e sei cresciuta a Napoli,
non ti sembra un po’ un controsenso, visto che tutti
sperano di andare a vivere a New York?
In effetti sì. La storia della mia vita è
un po’ particolare. I miei vivevano lì con
le rispettive famiglie, poi si sono conosciuti e hanno
deciso di sposarsi. Siamo nate io e mia sorella e, quando
avevo cinque anni, ci siamo trasferiti a Napoli. Devo
ammettere che all’inizio è stato un po’
traumatico.
Perché?
Provenivo da una realtà diversa. Nell’asilo
dove studiavo si parlavano tre lingue ed ero a contatto
con una realtà multietnica molto forte. Anche negli
studi mi sentivo un pò spaesata. In America c’erano
materie che qui non erano previste, come danza e recitazione.
Spesso il mio pensiero ritorna a New York e, quando ho
la possibilità, ci ritorno anche perché
quella città è la patria della vera danza
e, quando mi sono trovata a qualche provino, pensavo:
“Che sarebbe sucesso se fossi rimasta lì?”
Sei cresciuta in una città dove
i bambini crescono, purtroppo, molto in fretta, non ti
pare? È vero, ma ho avuto la fortuna
di essere stata molto impegnata fin da bambina: scuola,
corsi di danza e poi i compiti. Mio padre è un
uomo “vecchio stampo” e i miei orari erano
ferrei: quando le mie amiche uscivano, io stavo a casa.
Poi ho vissuto nelle provincia, in un’atmosfera
molto più ovattata rispetto a quella di Napoli
città e, quindi, più sicura, senza contare
mio padre.. Quanto ti senti napoletana?
Al 100%. Amo il calore della gente, ti fa sentire sempre
a casa. Non credo che i problemi di questa città
siano da imputare solo ai napoletani, anche se una parte
di loro ha rovinato questa città e continua a rovinarla.
I giovani qui hanno voglia di cambiare, di rinnovarsi,
ma la città è un po’ dimenticata dalle
istituzioni, sempre in bilico tra la tragedia e la cartolina
dove affiorano gli stereotipi della pizza e del mandolino.
In realtà c’è molto di buono.
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Sembri
molto appassionata di sport, ne pratichi qualcuno?
Non ho mai considerato la danza uno sport, ma un’
arte. Nel corso degli anni ho iniziato a praticare nuoto
e yoga perché sono pigra e in qualche modo debbo
tenermi in forma visto che sono una vera buongustaia.
Rimanendo nell’ambito sportivo, tu
con il calcio hai avuto anche un rapporto molto più
ravvicinato...
Io non ne parlo di solito perchè tutto ciò
è legato alla mia sfera privata. Se fai spettacolo
e ti accompagni ad una persona molto famosa, viene naturale
essere ricordata come “la fidanzata di…”
piuttosto che per ciò che vali. Viviamo in un paese
molto distratto da questo punto di vista, e, inoltre,
in giro di talento se ne vede poco. Vorrei essere ricordata
per il mio lavoro e non per altro. Sia chiaro che non
rinnego nulla, ma quella era la storia tra due ragazzi
innamorati, non un servizio di copertina.
Pensi davvero che in Italia manchi talento o,
forse, lo strapotere della tv ha innalzato alla gloria
le cosiddette “persone della porta accanto”?
Personalmente non mi preoccupano le “persone della
porta accanto”, quelle arrivate al successo con
il reality di turno, per il semplice fatto che svolgono
un ruolo che non mi tocca e che io non farei mai. In tv
voglio fare qualcosa e non occupare una sedia, ne sciorinare
opinioni che lasciano il tempo che trovano. Ho sempre
ballato, presentato e recitato e voglio continuare a farlo.
Ho avuto l’onore di poter lavorare con persone come
Magalli, Bonolis e Conti e voglio continuare a mostrare
quello che so fare, per cui ho studiato, e non essere
un’attrazione muta. Se poi, grazie ad un reality,
riescono ad emergere persone che hanno dei valori artistici
seri da proporre, ben vengano. Se
tu potessi scegliere tra televisione e danza, intesa come
balletto classico, per quale opteresti?
La danza è la mia grande passione e ho fatto molti
sacrifici per studiare e migliorarmi costantemente. Poi,
crescendo, ti rendi conto che, con un fisico come il mio,
è difficile andare sulle punte ed emulare Carla
Fracci. Mi sono allora indirizzata verso la danza moderna
e, da lì, ho iniziato a lavorare, mutando un po’
le mie passioni. Tra Pina Bauch e
Carla Fracci, chi preferisci?
Le ammiro entrambe, ma la mia preferita rimane Alessandra
Ferri. E, invece, tra Heather Parisi
e Alessandra Martinez?
Heather, senza dubbio. Abbiamo lavorato insieme a Domenica
In e, oltre ad essere simpaticissima, è davvero
un vulcano. Che rapporto hai con
la moda?
Come tutte le napoletane, amo vestirmi bene. Anzi, non
sono molto oculata nello shopping. Se sono nella giornata
giusta mando in rosso la carta di credito.
Com’è il tuo rapporto con il cinema?
Lo adoro. Quando ero bambina mia madre mi faceva vedere
tutti i grandi film italiani e stranieri e, a sette anni,
il mio attore preferito era Mastroianni. Il cinema è
una magia assoluta e quando ho avuto l’opportunità
di recitare in un film sono rimasta stregata.
Parlando dei tuoi studi, perché hai scelto
la facoltà di giurisprudenza?
Mi piaceva molto e ho iniziato a lavorare mentre studiavo.
Poi la vita mi ha portato altrove e ho iniziato la mia
carriera. Sei madrina di un’associazione
umanitaria, che ci dici a riguardo?
Ti dico che sono orgogliosa. La fondazione Ferrara-Cannavaro
si occupa di Napoli e, in particolar,e tenta di aiutare
i bambini a fare in modo che non si perdano nella malavita.
E da napoletana d.o.c. non potevo rifiutare di dare, nel
mio piccolo, un contributo alla mia città.
Sei molto passionale quando parli delle
cose che ti appartengono, sei così anche in amore?
A volte lo sono troppo. Sono sempre carica di energia
e quando non riesco ad incanalarla nel lavoro, la riverso
nell’amore e nel sesso. Sono molto innamorata di
mio marito. Cosa è per te
l’amore?
Un elemento fondamentale nella mia vita. È
la mia priorità. Quando mi sveglio il mio primo
pensiero va a mio marito, poi alla mia famiglia. Penso
sempre prima a quelli che amo e poi a me stessa. |