Si
parte! L’adrenalina sale e la voce più
carismatica di Radio Kiss Kiss vi tiene compagnia. è
quella di Mauro Marino. Esuberante, divertente, frizzante…
“incolla” ogni giorno alla radio milioni
di ascoltatori. Sono passati 15 anni dalla sua prima
diretta e strada ne ha fatta tanta: dalle serate in
discoteca, alla radio, alla televisione, e fra poco
lo vedremo anche nelle vesti di attore nel film di Alfonso
Bergamo, 25/12 Natale in disco insieme ad Alessia Fabiani,
Linda Santaguida, Francesco Arca, Alessandro Genova
ed Andrea Iervolino. Non ha lasciato niente al caso,
la sua bravura e professionalità lo hanno portato
lontano. Chi lo segue da tempo lo ricorderà sicuramente
nel programma Estate al Luna Park con Pippo Baudo, a
Roxy Bar, nel cast del musical Grease con Lorella Cuccarini,
a Top Parade, Girofestival, Striscia la notizia, Domenica
in. E non finisce qui. Oggi il suo appuntamento è
con Baciami e Retromix.
Chi è Mauro Marino?
È un ragazzo rimasto bambino. Nato alcuni anni
fa in un piccolo paesino in provincia di Cuneo, con
tanti sogni nel cassetto. Uno fra tanti? Quello di fare
l’architetto. Ha iniziato la sua carriera a 15
anni in una discoteca del cunese. Invece di studiare
preferiva ascoltare la musica. Ha fatto e fa ancora
il dj e si è cimentato nelle vesti di attore
e conduttore. Si è sempre divertito e continua
a farlo tutt’oggi.
Chi è Mauro Marino artista?
L’artista, se cosi si può dire, nasce dalla
culla. Da piccolo costruiva case, distributori di benzina,
auto, camion, il tutto rigorosamente di cartone. A 15
anni si è ritrovato su un mixer con due giradischi
ed ha iniziato a mettere a tempo le canzoni. Tutto è
iniziato per caso. Da quel giorno ha deciso che da grande
avrebbe fatto il dj. Allora era timido e forse anche
un po’ riservato. Ha studiato dizione e comunicazione
e pian piano si è fatto strada. Dal mixer è
passato alla telecamera. Ha iniziato nel 1995 con Pippo
Baudo nel programma Estate al Luna Park e poi si è
ritrovato a vestire i panni di Vince Fontaine nel musical
Grease con Lorella Cuccarini.
Un aneddoto sui tuoi esordi?
Ho iniziato perché il dj del locale dove andavo
era a letto con la febbre. Così i proprietari,
rischiando di chiudere definitivamente il locale, mi
mandarono al mixer… E da lì è iniziata
la mia storiella. Sono un dj nato per caso!
I tuoi hobby?
Il mio lavoro, chiacchierare con persone
intelligenti, i buoni ristoranti, il mare, il sole e…
le donne!
Definisciti con quattro aggettivi.
Preciso, genuino, onesto e, soprattutto, modesto.
Un pregio che ti ha danneggiato?
Sono principalmente due: dire sempre ciò che
penso e non aver mai “massaggiato” i piedi
a Lele Mora.
Un difetto che ti ha aiutato?
Il “non sapere” perché mi ha spronato
a studiare e documentarmi.
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Per “Una su tutte” hai scelto Moana Pozzi.
Perché?
Perché con lei ho capito cos’è il
sesso…
Un esempio da evitare?
Adolf Hitler.
Pensi che ci siano dei surrogati in giro?
Purtroppo l’erba cattiva non muore mai.
Come simbolo della Resistenza?
Andreotti.
Perché?
Perché ha governato per 40 anni e ancora oggi
un suo voto può far cadere un governo. Più
resistenza di così!
E Padoa-Schioppa?
Mi sta rovinando la vita…
Le persone fondamentali per la tua carriera?
I miei genitori che mi hanno sempre permesso di fare
ciò che volevo. Claudio Astorri che mi ha scoperto
in radio. Pippo Baudo, il primo ad avermi fatto fare
televisione. Silvio Testi e Lorella Cuccarini che mi
hanno voluto in teatro nel musical Grease e tutti quelli
che ancora oggi hanno fiducia in me.
Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni
professionali?
Sicuramente la trasmissione Estate al Luna Park di Rai1
nel 1995, il Girofestival di Rai3 nel ’97 e il
musical Grease e, naturalmente, il successo attuale
di Radio Kiss Kiss con tutti gli ascoltatori che ogni
giorno seguono la mia trasmissione.
Qual è, secondo te, il miglior messaggio
che hai lanciato alla radio?
Messaggio, non saprei… Sono però particolarmente
legato ad un fatto accaduto circa due anni fa. Una ragazza,
incinta dopo una relazione occasionale, mi chiamò
in trasmissione disperata perché i genitori non
volevano che tenesse il bambino. Mi ha chiesto, durante
il programma cosa fare. Ho girato la domanda agli ascoltatori
e alla fine l’abbiamo aiutata a prendere la decisione
più difficile della sua vita: tenere il bambino,
sfidando ogni ostilità.
I mali dell’attuale “nightlife”?
La poca professionalità di alcuni pr e la musica
tutta uguale.
Le maggiori difficoltà per uno speaker?
Inventarsi un programma di contenuto di 2 o 3 ore. Una
fatica...
Se non avessi fatto il conduttore?
Mi sarebbe piaciuto fare l’architetto.
Progetti futuri?
Vivere serenamente. Cosa che auguro anche a tutti i
lettori.
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