Per
la sfida rispetto a se stesso e ai personaggi da lui interpretati
fino ad ora”. Questa la motivazione per l’assegnazione
della Coppa Volpi come Miglior Interprete Maschile a Brad
Pitt nella scorsa edizione della Mostra del Cinema di
Venezia.
“L’assassinio di Jesse James per mano del
codardo Robert Ford” è un western crepuscolare
che deve buona parte della sua riuscita a due attori in
stato di grazia: Brad Pitt - inquietante, pauroso, romantico
Jesse James - e Casey Affleck - mellifluo, ambiguo e tenero
Robert Ford. Senza però dimenticare la suggestiva
regia di Andrew Dominik, che sa infondere un senso di
ineluttabilità agli eventi illuminati dalla preziosa
fotografia di Roger Deakins. Un risultato niente male
per un film (prodotto da Pitt insieme a Ridley Scott)
che ha avuto una gestazione alquanto travagliata. Due
anni di fermo per arrivare alla stesura finale dalla durata
di 152 minuti per un western decisamente atipico.
Siamo nel 1881, un anno dopo James morirà colpito
alle spalle da uno della sua banda, il Robert Ford del
titolo. Non aspettatevi duelli all’ultimo sangue
o la celebrazione del mito della frontiera; qui non c’è
traccia di atti eroici ma si parla di agguati e di sfide
|
soprattutto
psicologiche tra grandi praterie assolate e innevate e
scene madri tra le pareti domestiche. Jesse James è
un sudista e, a Guerra di Secessione terminata, non si
arrende e continua con la sua banda, diventata ben presto
mitica, a commettere rapine e assalti ai treni come segno
di opposizione ai nordisti vincitori. Canzoni, fumetti,
opuscoli, nascono sulle gesta di Jesse e compari. Ma la
domanda è: si trattava di azioni giustificate dalla
guerra in corso o erano solo volgari reati? Un interrogativo
ancora aperto. Da tutto ciò si può comunque
capire perché Robert Ford (Casey Affleck), il più
piccolo della gang di James (appena 19 anni), fosse completamente
soggiogato, rapito e schiacciato da quell’uomo.
Il film di Dominik è incentrato sulla sfida psicologica
tra un uomo, di acuta intelligenza ma che si sente finito
e un ragazzo che, fin da piccolo, vive la frustrazione
di sentirsi inferiore e nutre un rabbioso senso di rivalsa
tanto da arrivare a far morire il suo mito.
Una leggenda dice che nelle notti di luna piena, nel Midwest,
può capitare di udire un rumore, una sorta di brusìo
lontano: gli anziani dicono che sia Jesse che va a cavallo
con la pistola in pugno… |