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Jaguar XF - Rivoluzione felina [torna indietro]

Questa filante, aggressiva e sportiva berlina
va a sostituire la classica S-Type, dalla quale riprende le motorizzazioni, il marchio sul cofano e niente più.
Un cambiamento radicale anche per ciò che
concerne il piacere di guida, ora da vera granturismo


[di Tony Colomba]

La Casa di Coventry ha voltato pagina. Ora ha un nuovo proprietario, il colosso Tata (indiano per giunta!) ed una nuova filosofia costruttiva che taglia i ponti con quelli che erano i canoni stilistici delle precedenti Jaguar, da sempre simbolo di classicità, per abbracciare nuove correnti di design decisamente improntate alla sportività.
Una svolta che potrebbe andare di traverso ai clienti della frangia conservatrice, ma che appare del tutto in linea con le richieste del mercato e con la naturale evoluzione di un marchio il quale - è bene ricordare - deve buona parte della sua fama proprio ai suoi modelli più sportivi, E-Type in primis.

Come una coupé
Detto che dal vivo infonde sensazioni ancora più forti che in foto, la XF si contraddistingue per la linea filante ed aggressiva, che ha nel posteriore la sua parte più innovativa e controversa, dal momento che il terzo volume è solo accennato, un po’ come accade per la coupé XK. Davanti ruba l’occhio per la bella calandra cromata e gli enormi gruppi ottici dalla forma allungata, mentre di lato si fa notare la feritoia verticale con scritta Jaguar, altro retaggio della XK.
L’abitacolo è un vero e proprio salotto, rifinito con cura maniacale ed insonorizzato a dovere, così da rendere piacevoli anche i viaggi più lunghi. Anche la plancia segue il nuovo corso stilistico: niente più radiche e cromature, ma una sobria e funzionale modernità, come testimonia la “sconcertante” manopola del cambio (che si ritrae a vettura spenta) in luogo del classico pomello con griglia a J. Lo schermo al centro della plancia, raccoglie tutte le principali funzioni del veicolo: GPS, computer di bordo, diagnostica e controlli Hi-fi, mentre ai lati trovano posto le bocchette d’aerazione che si aprono all’accensione del veicolo. Il fatto che Jaguar tenga molto alla clientela americana è testimoniato dalla quantità di vani portabibite presente sul tunnel centrale: ma chi avrà il coraggio di bere coca-cola con il rischio di macchiare la preziosissima pelle?

Da un estremo all’altro
La scelta della motorizzazione dipende da molti fattori, anche di carattere economico. Fatto salvo che chi spende 60.000 euro o più per una Jaguar non si spaventa di certo a far visita dal benzinaio, va detto che il 2.7 V6 bi-turbodiesel da 208 cv, oltre ad essere il più parco nei consumi è anche quello che mantiene meglio il valore nel tempo. E poi sa anche essere piacevole da guidare e decisamente prestante, come testimoniano i 230 km/h di velocità massima. Per gli allergici al gasolio ci sono anche un 3 litri V6 da 238 cv ed un 4,2 litri V8 da 298 cv. Ma per chi vuole il top, la scelta è solo una: l’SV8 4.2 con compressore volumetrico che eroga ben 416 cv. Con questo propulsore la XF diventa una vera granturismo, capace di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 5,6 secondi e di raggiungere (autolimitati) i 250 km/h, il tutto avvolti dal cupo “ruggito” che esce dai terminali di scarico.
Tre gli allestimenti in gamma: Luxury, Premium Luxury ed SV8 (quest’ultimo disponibile con motore V8 sovralimentato), accoppiati a quattro motorizzazioni. I prezzi partono dai 51.000 euro della 2.7 V6 Diesel e della 3.0 V6, passando per i 67.800 della 4.2 aspirata, per arrivare ai quasi 85.000 euro della top di gamma SV8.



LA SCHEDA TECNICA

Motore

V6 turbodiesel biturbo

Cilindrata

2.720 cc

Potenza

207 cv a 4.000 giri/min

Coppia

475 Nm a 1.900 giri/min

Massa

1.771 kg

Velocità

230 km/h

0-100 Km/h

8,2 s

Consumo

7,8 litri/100km

Prezzo

da 51,000 euro


 
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