La
Casa di Coventry ha voltato pagina. Ora ha un nuovo
proprietario, il colosso Tata (indiano per giunta!)
ed una nuova filosofia costruttiva che taglia i ponti
con quelli che erano i canoni stilistici delle precedenti
Jaguar, da sempre simbolo di classicità, per
abbracciare nuove correnti di design decisamente improntate
alla sportività.
Una svolta che potrebbe andare di traverso ai clienti
della frangia conservatrice, ma che appare del tutto
in linea con le richieste del mercato e con la naturale
evoluzione di un marchio il quale - è bene ricordare
- deve buona parte della sua fama proprio ai suoi modelli
più sportivi, E-Type in primis.
Come una coupé
Detto che dal vivo infonde sensazioni ancora più
forti che in foto, la XF si contraddistingue per la
linea filante ed aggressiva, che ha nel posteriore la
sua parte più innovativa e controversa, dal momento
che il terzo volume è solo accennato, un po’
come accade per la coupé XK. Davanti ruba l’occhio
per la bella calandra cromata e gli enormi gruppi ottici
dalla forma allungata, mentre di lato si fa notare la
feritoia verticale con scritta Jaguar, altro retaggio
della XK.
L’abitacolo è un vero e proprio salotto,
rifinito con cura maniacale ed insonorizzato a dovere,
così da rendere piacevoli anche i viaggi più
lunghi. Anche la plancia segue il nuovo corso stilistico:
niente più radiche e cromature, ma una sobria
e funzionale modernità, come testimonia la “sconcertante”
manopola del cambio (che si ritrae a vettura spenta)
in luogo del classico pomello con griglia a J. Lo schermo
al centro della plancia, raccoglie tutte le principali
funzioni del veicolo: GPS, computer di bordo, diagnostica
e controlli Hi-fi, mentre ai lati trovano posto le bocchette
d’aerazione che si aprono all’accensione
del veicolo. Il fatto che Jaguar tenga molto alla clientela
americana è testimoniato dalla quantità
di vani portabibite presente sul tunnel centrale: ma
chi avrà il coraggio di bere coca-cola con il
rischio di macchiare la preziosissima pelle?
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Da
un estremo all’altro
La scelta della motorizzazione dipende da molti fattori,
anche di carattere economico. Fatto salvo che chi spende
60.000 euro o più per una Jaguar non si spaventa
di certo a far visita dal benzinaio, va detto che il
2.7 V6 bi-turbodiesel da 208 cv, oltre ad essere il
più parco nei consumi è anche quello che
mantiene meglio il valore nel tempo. E poi sa anche
essere piacevole da guidare e decisamente prestante,
come testimoniano i 230 km/h di velocità massima.
Per gli allergici al gasolio ci sono anche un 3 litri
V6 da 238 cv ed un 4,2 litri V8 da 298 cv. Ma per chi
vuole il top, la scelta è solo una: l’SV8
4.2 con compressore volumetrico che eroga ben 416 cv.
Con questo propulsore la XF diventa una vera granturismo,
capace di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 5,6 secondi
e di raggiungere (autolimitati) i 250 km/h, il tutto
avvolti dal cupo “ruggito” che esce dai
terminali di scarico.
Tre gli allestimenti in gamma: Luxury, Premium Luxury
ed SV8 (quest’ultimo disponibile con motore V8
sovralimentato), accoppiati a quattro motorizzazioni.
I prezzi partono dai 51.000 euro della 2.7 V6 Diesel
e della 3.0 V6, passando per i 67.800 della 4.2 aspirata,
per arrivare ai quasi 85.000 euro della top di gamma
SV8.
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