| Dopo
diciannove, lunghissimi anni, torna il supereroe più
umano del cinema contemporaneo; niente poteri paranormali
alla Spider-Man o alla Batman, niente arti magiche come
Harry Potter: le sue “armi” sono solo un cappello,
una giacca di pelle, una frusta e tanta ironia. Nelle
prime tre avventure, tutte ambientate nello stesso periodo
(gli anni ’30) Indiana Jones combatteva contro i
nazisti, questa volta, invece, i nemici sono i sovietici.
Sì, sovietici, perché siamo nel 1957, l’azione
si è spostata di vent’anni, per consentire
ad Harrison Ford di continuare ad interpretare il ruolo
del protagonista ma anche per narrare una storia che si
svolge in piena Guerra Fredda, dove Indiana Jones è
sulle tracce di alcuni teschi di cristallo nascosti nella
foresta centroamericana, che fanno gola anche ai cattivissimi
russi. Gli oggetti in questione, infatti, sarebbero fatti
di cristallo di quarzo, scolpiti senza strumenti né
di metallo né di legno, ma con qualcosa di simile
al laser, pur appartenendo ad un’epoca pre-colombiana.
I segreti di questa avanzatissima tecnologia farebbero
allora pensare ad una provenienza extraterrestre. I teschi
avrebbero enormi poteri, tali da permettere a chi li possiede
di arrivare alla conoscenza, al potere e al dominio del
mondo. In questo modo la saga, nata sotto il segno del
retrò, questa volta si sposta ai confini della
fantascienza, genere molto amato sia da Steven Spielberg
sia da George Lucas, rispettivamente regista e produttore
della serie. |
Oltre
a Harrison Ford, che all’età di 65 anni torna
ad indossare i panni di Indiana Jones, un cast eccellente
(unica defezione Sean Connery, il padre di Indy, che ha
cortesemente declinato l’invito a partecipare),
che vede il giovane talento Shia LaBeouf nei panni di
Mutt Williams, figlio del Professor Jones. Insieme a lui,
un’altra new entry: Cate Blanchett nel ruolo dell’agente
Irina Spalko, temibilissima spia sovietica, che sfoggia
un look da dominatrice con tanto di capelli neri a caschetto.
E poi Karen Allen che interpreta Marion Ravenhood, primo
amore di Indy dai tempi de I Predatori dell’Arca
Perduta e madre di Mutt; John Hurt nei panni del padre
di Marion; Ray Winstone come spalla dell’archeologo
e Jim Broadbent nei panni di un professore universitario
di Yale. Top secret la trama ma già molte leggende
circolano sul film (che debutterà a Cannes il 18
maggio e uscirà in contemporanea in tutto il mondo
il 23) e si parla di una adrenalinica sequenza in cui
Spalko tortura Indiana Jones. Il sessantacinquenne protagonista
ha il volto segnato da qualche ruga ma, per il resto,
non è cambiato molto: sempre ironico e caustico
anche nelle situazioni più drammatiche e pericolose.
“L’aspetto che più mi stupisce di questo
progetto - ha affermato Ford - è che gli Studios
abbiano permesso di infrangere una delle regole d’oro
di Hollywood, l’immutabilità temporale. E
così mi posso mostrare come sono: invecchiato!”. |