Isa
Iaquinta, ventottenne, nata a Crotone ma residente a
Roma, ha iniziato come modella per l’agenzia “Fashion
Model”, ma la sua passione è la dance da
quando era adolescente. Ex concorrente della sesta edizione
del Grande Fratello, continua ad animare le notti italiane
ed europee con la sua musica, ma anche a far sognare
il pubblico con la sua sensualità.
Come hai cominciato con questo lavoro?
Un po’ per caso: mio padre aveva una discoteca,
in Calabria. Mio fratello, nel tempo libero, si dilettava
con il mixer e io osservavo incuriosita. Poi, intorno
ai 15-16 anni, ho cominciato con l’attrezzatura
di mio padre. Il resto lo hanno fatto la passione e
la dedizione.
Cosa determina i tuoi criteri quando scegli
la musica da proporre?
Cerco di seguire il mio gusto personale, l’istinto,
di proporre cose nuove. La tendenza del momento a volte
va assecondata, in base al pubblico che hai davanti,
ma personalmente cerco di evitare il più possibile
la commerciale e altre cose di moda. Le mie scelte si
muovono comunque nel panorama della house.
L’esperienza televisiva de “Il Grande
Fratello” cosa ha cambiato nel tuo lavoro?
Sarebbe sciocco dire che non ha avuto nessuna influenza.
Ovviamente la risonanza mediatica ha aiutato ad attirare
un pubblico più ampio, però poi quel pubblico
devi portarlo con te, cercare di farlo affezionare con
il tuo lavoro e con la professionalità, altrimenti
come lo hai raccolto, altrettanto in fretta lo perdi.
Bisogna dimostrare di avere delle doti reali e non fittizie.
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Spesso si additano le discoteche nel tentativo
di cercare un colpevole per le stragi del sabato sera.
Cosa ne pensi?
è ovvio che il problema stia altrove. Credo che,
negli anni, sia cambiato il modo in cui i giovani ricercano
il divertimento e lo sballo, mentre proprio adesso serve
più responsabilità da parte loro. In questo
senso, la legge che vieta la somministrazione di alcolici
dopo le due ha aiutato a mettere un freno, ma non basta.
C’è qualche soluzione che vorresti
suggerire?
Anche i gestori devono intervenire, magari allestendo
qualche spazio per mangiare qualcosa e smaltire l’alcool
prima di andare via; oppure, come fanno in alcuni paesi,
mettersi d’accordo con le compagnie di taxi per
fare delle tariffe convenzionate e un servizio dedicato,
in modo da riportare a casa chi non è in grado
di guidare pur mantenendo i costi accessibili per i
ragazzi.
Torniamo a parlare di musica. Quali sono le
novità che ci aspettano?
Sicuramente il ritorno al melodico e al cantato. Si
comincia già a sentire in giro. Immagino un ritorno
al genere cantato degli anni ’90, unito all’elettronica
che sta spopolando. Penso che possano nascere delle
cose molto interessanti.
E i tuoi progetti per il futuro?
A breve, forse già in estate, uscirà un
cd con alcuni miei lavori e, cosa più importante,
sarà cantato da me. Mi piacerebbe provare l’esperienza
di far sentire il mio canto in una discoteca affollata.
I ragazzi che ballano sui miei pezzi e cantano insieme
a me: non vedo l’ora di provarlo!
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