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Isa Iaquinta - Musica per passione [torna indietro]

Dalla moda alla consolle, Isa Iaquinta fa ballare
il suo pubblico preparandosi al suo debutto cantato



[di Alessandro Viola]

Isa Iaquinta, ventottenne, nata a Crotone ma residente a Roma, ha iniziato come modella per l’agenzia “Fashion Model”, ma la sua passione è la dance da quando era adolescente. Ex concorrente della sesta edizione del Grande Fratello, continua ad animare le notti italiane ed europee con la sua musica, ma anche a far sognare il pubblico con la sua sensualità.

Come hai cominciato con questo lavoro?

Un po’ per caso: mio padre aveva una discoteca, in Calabria. Mio fratello, nel tempo libero, si dilettava con il mixer e io osservavo incuriosita. Poi, intorno ai 15-16 anni, ho cominciato con l’attrezzatura di mio padre. Il resto lo hanno fatto la passione e la dedizione.

Cosa determina i tuoi criteri quando scegli la musica da proporre?
Cerco di seguire il mio gusto personale, l’istinto, di proporre cose nuove. La tendenza del momento a volte va assecondata, in base al pubblico che hai davanti, ma personalmente cerco di evitare il più possibile la commerciale e altre cose di moda. Le mie scelte si muovono comunque nel panorama della house.

L’esperienza televisiva de “Il Grande Fratello” cosa ha cambiato nel tuo lavoro?
Sarebbe sciocco dire che non ha avuto nessuna influenza. Ovviamente la risonanza mediatica ha aiutato ad attirare un pubblico più ampio, però poi quel pubblico devi portarlo con te, cercare di farlo affezionare con il tuo lavoro e con la professionalità, altrimenti come lo hai raccolto, altrettanto in fretta lo perdi. Bisogna dimostrare di avere delle doti reali e non fittizie.

Spesso si additano le discoteche nel tentativo di cercare un colpevole per le stragi del sabato sera. Cosa ne pensi?
è ovvio che il problema stia altrove. Credo che, negli anni, sia cambiato il modo in cui i giovani ricercano il divertimento e lo sballo, mentre proprio adesso serve più responsabilità da parte loro. In questo senso, la legge che vieta la somministrazione di alcolici dopo le due ha aiutato a mettere un freno, ma non basta.

C’è qualche soluzione che vorresti suggerire?
Anche i gestori devono intervenire, magari allestendo qualche spazio per mangiare qualcosa e smaltire l’alcool prima di andare via; oppure, come fanno in alcuni paesi, mettersi d’accordo con le compagnie di taxi per fare delle tariffe convenzionate e un servizio dedicato, in modo da riportare a casa chi non è in grado di guidare pur mantenendo i costi accessibili per i ragazzi.

Torniamo a parlare di musica. Quali sono le novità che ci aspettano?
Sicuramente il ritorno al melodico e al cantato. Si comincia già a sentire in giro. Immagino un ritorno al genere cantato degli anni ’90, unito all’elettronica che sta spopolando. Penso che possano nascere delle cose molto interessanti.

E i tuoi progetti per il futuro?
A breve, forse già in estate, uscirà un cd con alcuni miei lavori e, cosa più importante, sarà cantato da me. Mi piacerebbe provare l’esperienza di far sentire il mio canto in una discoteca affollata. I ragazzi che ballano sui miei pezzi e cantano insieme a me: non vedo l’ora di provarlo!

 
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