Prima
di iniziare la prova per le suggestive strade della
Val d’Elsa, faccio un giro attorno alla Stelvio:
è alta e imponente, incute quasi timore con quei
due fari circolari e il serbatoio bombato. La personalità
non le manca di certo, ma ciò che sorprende in
positivo sono le finiture, davvero di alto livello,
nulla a che vedere con le Guzzi della vecchia generazione.
In sella si domina la strada, la posizione di guida
è perfetta per affrontare ogni tipo di percorso,
ma i meno alti avranno non poche difficoltà a
manovrarla negli spazi più stretti, nonostante
la possibilità di abbassare l’altezza da
terra da 84 ad 82 cm.
Motore con sorpresa
Il primo tratto di strada che vado ad affrontare è
uno sterrato, non particolarmente impegnativo a dire
il vero, ma sufficiente per saggiare il perfetto equilibrio
della Stelvio che, grazie all’elevata escursione
degli ammortizzatori anteriori e l’ottimo bilanciamento
del mono posteriore, infonde grande sicurezza anche
quando il terreno si fa impervio.
Il propulsore, derivato da quello della Griso 8v, è
un bicilindrico di 1.200 cc il quale si rivela - a sorpresa
- di intonazione spiccatamente sportiva, visto che il
meglio di sé lo offre superati i 5.000 giri,
quando inizia a spingere con forza sfoggiando una progressione
davvero inaspettata. Buono il cambio, un po’ duretta
la frizione che tende a staccare a fine corsa. Di alto
livello l’impianto frenante che vede all’anteriore
un doppio disco flottante in acciaio inox da 320 mm
con pinze radiali a 4 pistoncini contrapposti e al posteriore
disco fisso in acciaio inox da 282 mm con pinza flottante
a 2 pistoncini paralleli. Note positive anche sul fronte
della protezione aerodinamica, dove a fare da “scudo”
ci pensa un bel cupolino regolabile, in grado di proteggere
il guidatore fino a 150-160 km/h, oltre i quali è
necessario “spalmarsi” al serbatoio.
|
Tanti
optional
Moto fatta per viaggiare, dunque, specialmente in coppia
e in questo caso il proprio compagno (o compagna) avrà
ben poco da lamentarsi quanto a comfort della sella
e protezione aerodinamica. Unico appunto, le leggere
vibrazioni sulle pedane che diventano un pochino fastidiose
dopo un’ora o due di viaggio, ma va detto che
l’esemplare in prova era ancora un pre-serie.
Per integrare l’utile vano portaoggetti ricavato
a mo’ di branchia a lato del serbatoio, è
possibile customizzare la Stelvio con borse laterali
e sacca morbida sul serbatoio. Tra gli altri optional
spicca l’ABS, le manopole riscaldabili e il sempre
più indispensabile navigatore satellitare.
|