Le
moto si dividono in due categorie: quelle che si comprano
con la ragione e quelle che si scelgono per passione.
Ed è assai raro che si scelga una “Guzzona”
senza prima aver ascoltato le ragioni del cuore, ricordando
magari il vecchio Falcone del padre o le fiammanti California
dei poliziotti americani Chips. Questo vale anche per
la nuova Bellagio tanto più che i designer sembrano
essersi sforzati al massimo per dare a questa custom una
parvenza da moto d’epoca. E allora cosa distingue
la Bellagio dalle altre creature di Mandello? Anzitutto
la guida, agile e divertente che fa sentire il “pilota”
sempre a proprio agio, merito del peso contenuto (solo
224 kg) e dell’intelligente posizione di guida.
E poi c’è l’importante questione del
“posizionamento strategico”, ovvero in quale
categoria di mercato collocare la nuova Guzzi. A Mandello
non devono essersi posti il problema, in fondo quando
si crea una moto da sogno perché porsi dei vincoli?
Efficienza prima di tutto
Per quei pochi centauri dal cuore gelido che guardando
una moto non vedono altro che un comune mezzo di trasporto
(orrore), informiamo dell’ottimo livello qualitativo
raggiunto da Moto Guzzi negli ultimi anni. Il costante
sviluppo tecnologico ha permesso alla Casa italiana di
preparare nel giro di due anni ben quattro nuovi propulsori,
ultimo dei quali è il raffinato bicilindrico a
V di 90° da 935 cc che equipaggia la Bellagio. La
potenza di 75 cv a 7.200 giri e soprattutto la coppia
78 Nm a 6.700 giri, fanno si che la guida risulti particolarmente
fluida e corposa, come si conviene ad una custom, ma
al tempo stesso briosa e discretamente “cattiva”
specie ai regimi intermedi.
La ciclistica è adeguata alle prestazioni, con
una forcella anteriore a steli tradizionali da 45 mm regolabile
ed un monobraccio con cardano CARC al posteriore. La frenata
è assicurata da due dischi di 320 mm con pinze
flottanti, più un disco di diametro contenuto al
posteriore. Sorprendenti le dimensioni dei pneumatici,
che misurano 120/70 all’anteriore - fin qui niente
di strano - e 180/55 con cerchio da 17 pollici al posteriore,
come una moto sportiva. Se a ciò si accoppia la
brillante idea di rialzare le pedane, non è difficile
immaginare le pieghe che questa custom è in grado
di compiere. |
La
Sportster nel mirino
D’accordo, la Harley è sempre la Harley,
ma questa Bellagio qualche grattacapo alla 1.200 Sportster
lo può senz’altro dare, forte di una dinamica
di marcia superiore e di un miglior comfort.
E se il rombo del bicilindrico di Milwaukee è per
definizione inimitabile, quello della Guzzona mette ugualmente
i brividi. E poi è made in Italy... |