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Grindhouse [torna indietro]

Grindhouse, opera al nero di tre ore,
nasce dalle vulcaniche menti di Tarantino e Rodriguez.
In Italia, però, esce in due film separati: prima Quentin e poi Robert. Benvenuti nel loro psicopatico mondo!


[di Mia Marmiroli]
Si sono conosciuti nel 1992 al Festival di Toronto e non si sono più lasciati. A quel tempo Quentin Tarantino presentava uno dei suoi capolavori, Le Iene, mentre Robert Rodriguez aveva “dato alla luce” El Mariachi. Poi, dieci anni fa, hanno realizzato insieme Dal tramonto all’alba, e da allora hanno collaborato in altri cinque film, producendo l’uno per l’altro, scrivendo e componendo le rispettive colonne sonore. Grindhouse nasce così: Planet Terror è il primo episodio, di 60 minuti, poi arriva Death Proof, altri 60 minuti e, nel mezzo, finti trailer girati dagli autori più cult del momento. Eli Roth (il regista di Hostel) ha girato Thanksgiving; Rob Zombie (autore de La casa del diavolo) ha realizzato Werewolf Women of The SS; Edgar Wright (quello de L’alba dei morti dementi) ha firmato Don’t e lo stesso Rodriguez ha diretto Machete.
Protagonisti di questi trailer troviamo attori come Nicolas Cage; Sheri Moon Zombie; Naveen Andrews (il Said di Lost), Bruce Willis, Freddy Rodriguez, Udo Kier, tanto per citarne alcuni.
Ma veniamo a Death Proof, l’episodio di Quentin Tarantino. Il protagonista è Kurt Russell (anche se si vocifera che Quentin voleva Mickey Rourke), alias Stuntman Mike, un killer psicopatico col viso segnato da una profonda cicatrice che compie i suoi crimini a bordo di una potente auto truccata. Le “vittime” sono tre bombe sexy capitanate da Jungle Julia (Sydney Tamiia Poitier, figlia di Sydney Poitier), la dj più affascinante di Austin, che adora fare le ore piccole in compagnia delle sue migliori amiche Shanna (Jordan Ladd) e Arlene (Vanessa Ferlito). Le tre ragazze, che non passano certamente inosservate, trascorrono le serate tra il “Guero’s” e il “Texas Chili Parlor” attirando l’attenzione dei presenti. Quello che non sanno è che Mike le ha prese di mira e che la sua arma mortale è parcheggiata a soli pochi metri di distanza da loro. E quel che succederà non ve lo possiamo raccontare...

 
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