A tredici anni da Bronx, Robert De Niro torna dietro la
macchina da presa per dirigere un dramma epico sulla storia
della nascita della CIA. Scritto dal premio Oscar Eric
Roth (Forrest Gump, Insider-Dietro la verità, Munich)
e fortemente voluto da De Niro il film, coprendo un’arco
di trent’anni (dal 1931 al 1961), porta allo scoperto
le fondamenta stesse dei servizi segreti e racconta al
pubblico in che maniera un manipolo di uomini, nella gran
parte dei casi coperti dall’anonimato, hanno controllato
con enormi costi personali e professionali il nostro mondo.
Uno di questi è Edward Wilson (figura fittizia
ispirata a quella reale di James “Jesus” Angleton,
capo del controspionaggio della CIA), idealista e sensibile
studente di Yale che in virtù della sua intelligenza,
della sua reputazione immacolata e della sua incrollabile
fiducia nei valori fondanti dell’America, diventa
il candidato ideale ad una carriera nel mondo dello spionaggio.
Reclutato dall’Ufficio Servizi Strategici (OSS),
antesignano della CIA, durante la Seconda Guerra Mondiale,
Wilson per la sua dedizione farà velocemente carriera,
entrando nel cuore dell’organizzazione, dove la
doppiezza è una dote fondamentale e dove nulla
è quel che sembra... Preparato accuratamente da
De Niro, che ha fatto precedere le riprese da anni di
meticolosa documentazione (supportato da Milt Bearden,
un veterano della CIA ormai in pensione, De Niro ha intrapreso
un viaggio tra Europa e Asia per comprendere i lati più
nascosti delle attività di intelligence e spionaggio
ed assicurare così veridicità e realismo
alla pellicola, n.d.r.), L’ombra del potere vuole
essere un’analisi dall’interno del mondo della
CIA, ma anche un ritratto dell’America. |
Delicatissima era dunque la
scelta dell’attore che sarebbe stato il perno del
film. Serviva “uno tranquillo, intelligente e che
non si fa prendere mai dal panico” e Matt Damon
si è rivelato perfetto.
Per prepararsi al ruolo della spia Damon ha trascorso
parecchio tempo con l’ex agente Bearden, ha fatto
sopralluoghi sui luoghi reali nei quali si sono svolti
i fatti raccontati dal film e ha letto molti libri sulla
CIA.
E per capire meglio l’impatto che una carriera nei
servizi ha sulla vita privata, ha incontrato le famiglie
di alcuni degli uomini che hanno fondato l’Agenzia.
“Edward vive in un mondo in cui le poste in gioco
sono altissime - spiega Damon - e non può permettersi
di fidarsi neanche delle persone che gli sono più
vicine.”
Vittime principali della sua vita all’insegna della
segretezza sono la moglie, Margaret, interpretata dall’irrequieta
attrice Angelina Jolie, che per il ruolo ha dovuto andare
a scuola di buone maniere, e suo figlio, Edward Jr., interpretato
dal giovane attore inglese Eddie Redmayne.
Il risultato è un film che riflette sull’America,
la sua storia, i suoi segreti ed ideali ma anche un’articolata
spy story che mostra come la realtà spesso superi
l’immaginazione.
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