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Tutti frutti [torna indietro]

Voglia di mare e di divertimento.
Dall’Italia al resto del Mediterraneo,
le aperture estive dei locali più belli dove godersi,
dall’alba al tramonto, il meglio della musica.
Ballare diventa, così, un’esperienza indimenticabile


[di Roberto Piccinelli]
Con l’arrivo dell’estate, esplode la voglia di mare, anzi di divertirsi sulla sabbia. Ballare e socializzare, bere e folleggiare, mangiare e sognare. Tanto intorno a semplici chiringuitos quanto in stabilimenti balneari superaccessoriati. Non solo in Italia, ma anche nel resto del Mediterraneo, andando alla ricerca dei tramonti e delle albe più fascinose. Ma la voglia di soddisfare i gusti di tutti ci porta ad abbracciare anche giardini lussureggianti, terrazze e masserie in versione dance, piste da ballo con una marcia in più, in quanto capaci di spezzare il tran tran del bagnasciuga. Comunque scegliate, andate sul sicuro: buon divertimento!

Chiringuitos!
Dici chiringuito e ti viene in mente una baracca di legno e paglia innalzata su una splendida spiaggia caraibica, inondata di musica e piena zeppa di giovani intenti a bere, ballare, cantare a piedi nudi… Attenzione però, perché chi pensa che in Italia non esista un posto selvaggio dove scatenarsi sulla sabbia fra torce, mare e vegetazione incontaminata deve assolutamente ricredersi. Una serie di chiringuitos piazzati a pochi metri dal delta del fiume Isonzo, nell’ultimo tratto di spiaggia prima del Parco Naturale, sono in grado di spalancare le porte su una realtà unica. Una realtà fatta di panorama fiabesco sull’intero golfo di Panzano, musica dance fino all’alba e totale libertà nell’espressione delle proprie sensazioni vitali. Qua la trasgressione è di casa, soprattutto nei magici Full moon party in cui nulla parrebbe programmato ma tutto accade, perché la luna sa fare miracoli...
Certo, per raggiungere il Jeko Bay bisogna percorrere un tratto di strada sterrata e parcheggiare le auto in mezzo al bosco, ma il gioco vale la candela, vieppiù presentandosi in loco fin dall’ora dell’aperitivo, quando davanti agli occhi si para un fantastico tramonto su un mare piatto come l’olio, attraversato da insolite specie di animali e uccelli, in libera uscita dalla riserva naturale. Ambientazioni fascinose e atmosfere da brividi sulla pelle anche al Ficodindia, al Beach Bar e al Barlovento che, rispettivamente, regalano notti a picco sulla scogliera, party dedicati a sub e velisti nonché intriganti gare di nascondino nella macchia mediterranea. Una chicca da non perdere, anche perché di brevissima durata (fine luglio-fine agosto) è il Controvento, voluto dal bravo Gianni De Blasi. Sembra sorgere dal nulla in un delizioso tratto di costa, ma si dimostra talmente attrezzato da vantare un pontile in legno disteso verso l’acqua capace di garantire l’attracco delle barche più festaiole. Per di più, il look è elegante, curato e di chiara matrice etnica, con cuscini, tende, letti e sprazzi coloniali pronti a risaltare come una specie di miraggio in una natura ribelle… Il momento topico è, ovviamente, l’ora dell’aperitivo, quando inizia il via vai serio, quello di un popolo trendy, ma selezionato. Sì, selezionato, perché un altro plus del locale è proprio quello di non accettare più di 400 persone a volta. Con tutto ciò, non si vuole negare che esistano versioni edulcorate dell’originale. Ma anche in questi casi l’immaginario collettivo non subisce battute a vuoto, poiché in aiuto arriva la grande fantasia degli imprenditori italiani.
Che trovano il modo di spiazzare la clientela tradizionale e old fashioned di Forte dei Marmi con un chiringuito all’interno del Bagno Annetta, di movimentare una Genova sonnacchiosa e indolente con il Blunt, vero e proprio ritrovo per surfisti e artisti e di proporre la versione modaiola e gourmet dello stesso con l’Anikò di Senigallia. Dove si palesa il celebrato chef Moreno Cedroni, deciso a creare la prima “salumeria di pesce al mondo” all’interno di un piccolo chioschetto stiloso, piazzato appena fuori del centro pedonale e votato a servire pesce, crostacei e veloci piatti caldi, accompagnati da un buon bicchiere di vino.
E dove lo trovate, ai Caraibi, un chiringuito per gastronauti?

Happybeach
Vi ricordate gli stabilimenti balneari di una volta? Quelli in cui si prendeva il sole e si faceva il bagno, cercando di disturbare il meno possibile il vicino di ombrellone, anche a costo di andare a sbattere l’asciugamano a venti metri di distanza? Quelli in cui l’unica musica che si sentiva era quella dei bambini che piagnucolavano, perché si erano persi e volevano la mamma? Dimenticateveli.Il Terzo Millennio si è aperto con una nuova concezione dello stay on the beach, il bagno non bagno. Nelle spiagge attrezzate dei giorni nostri ci si dedica ormai a tutto, salvo che a tuffarsi in acqua e rosolarsi al sole.
Si fa ginnastica, si balla, si prende l’aperitivo, si gira fra le bancarelle, si comprano libri, si partecipa a reading poetici, ci si sottopone a sedute di agopuntura, si scoprono le nuove tecniche estetiche, si gioca, si canta, si cena, si assiste a concerti, si pratica lo sport agonistico e si sperimenta perfino il bungee jumping. La formula è quella del tutto compreso, in salsa modaiola.La parola d’ordine è “Accalappiare Vi ricordate gli stabilimenti balneari di una volta? Quelli in cui si prendeva il sole e si faceva il bagno, cercando di disturbare il meno possibile il vicino di ombrellone, anche a costo di andare a sbattere l’asciugamano a venti metri di distanza? Quelli in cui l’unica musica che si sentiva era quella dei bambini che piagnucolavano, perché si erano persi e volevano la mamma? Dimenticateveli. Il Terzo Millennio si è aperto con una nuova concezione dello stay on the beach, il bagno non bagno. Nelle spiagge attrezzate dei giorni nostri ci si dedica ormai a tutto, salvo che a tuffarsi in acqua e rosolarsi al sole. Si fa ginnastica, si balla, si prende l’aperitivo, si gira fra le bancarelle, si comprano libri, si partecipa a reading poetici, ci si sottopone a sedute di agopuntura, si scoprono le nuove tecniche estetiche, si gioca, si canta, si cena, si assiste a concerti, si pratica lo sport agonistico e si sperimenta perfino il bungee jumping.La formula è quella del tutto compreso, in salsa modaiola. La parola d’ordine è “Accalappiare il cliente di mattina e tenerselo stretto fino all’alba del giorno dopo, costi quel che costi”, anche se ciò significa sfidare bar, palestre, discoteche, ristoranti, beauty farm, centri sportivi, live club e mercati rionali sul loro stesso campo. Siamo di fronte a veri e propri centri polifunzionali sulla sabbia. Del resto, cosa meglio di uno stabilimento balneare può regalare quelle emozioni che soprattutto i giovani vanno cercando per sfuggire, almeno in estate, a quel grigio tran tran giornaliero che pare aver contaminato anche le ore libere? Non c’è dubbio che ballare nottetempo fra le dune naturali dell’Itaparica, peraltro salvaguardate da canne basse unite a nido d’ape e illuminate in modo da farne risaltare la bellezza, regali brividi davvero unici. Come pure partecipare agli aperitivi danzanti simil-rave allestiti dal Papeete Beach, ogni sabato e domenica. Immaginate la scena: ore 17.30, caldo torrido, decine di vassoi di pizzette, piadine e tacos profumano l’aria, il dj e il vocalist iniziano a dettare il ritmo, centinaia di giovani si alzano dalla sabbia e ballano utilizzando i lettini a mo’ di cubi… Uno spettacolo davvero particolare, che riesce a coinvolgere fino a 2.000 persone, tutte insieme! Dove sta il trucco? Nel coraggio del titolare, Massimo Casanova, di riservare i lettini davanti al chiringuito-consolle ai ragazzi e alle ragazze più belle e fashion, senza cedere alle richieste di chi, di prima mattina, si presenta alla cassa disposto a pagare qualsiasi cifra pur di averli. Del resto, ballare sulla sabbia, a pochi metri dal mare, non importa se prima o dopo cena, pare essere diventato letteralmente un must. Anzi, a volerla dire tutta, quanto più scenografico è il luogo tanto più facile è il successo. Basti pensare ai pienoni realizzati dal Calamoresca Beach, che si può vantare di essere incastonato fra mare e pineta e da Gli Archi, che fa ballare su una piattaforma a pelo d’acqua, alla luce di tanti piccoli lumini. Non c’è che dire, ne è passato del tempo da quando il non plus ultra fra le spiagge attrezzate era quel Bagno Piero che, in Versilia, andava noto con il soprannome di Sabbie Nobili per la grande quantità di vip che vi prendevano il sole! Quegli stessi vip che, adesso, sono fermamente intenzionati a cavalcare l’onda modaiola frequentando Gilda on The Beach, Twiga e Panasia Beach. Forse meno chiacchierati, ma certamente altrettanto fascinosi sono il nuovissimo Malemi, Essaouira, Punta della Suina e Capo Nord. Il primo è caratterizzato da un’oasi di benessere che offre massaggi anti-stress di matrice shiatzu, reiki e deewa, il secondo da un grande tendone marocchino/balinese e il terzo da una serie di calette-gioiello e il quarto da una struttura a palafitta, che altro non è se non lo spogliatoio delle suore di una vecchia, sovrastante abbazia… Particolarmente movimentati, anche perché votati a colonne sonore di ottimo livello sono La Ciucculella, Lido Salsello, Capannina Beach e Lido Gandoli. Dulcis in fundo, una citazione d’obbligo, fra gli stabilimenti più giusti della Penisola se la merita anche il Fantini Club che, con i suoi undici, regolamentari campi-gioco sulla sabbia, si è regalato il titolo di bagno più sportivo d’Italia.
 
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