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Giunta
alla sua terza generazione, la Ford Mondeo abbandona
le vesti di paciosa auto da padre di famiglia e strizza
l’occhio al dinamismo delle forme e al piacere
di guida. Un vero e proprio inno al “kinetic design”,
di cui la media di Casa Ford è fiera esponente,
con quelle sue forme tese e slanciate che delineano
una silhouette aggressiva ma al tempo stesso equilibrata.
Non sembra neanche un’auto lunga 4,84 m e larga
1,84, eppure basta cercare un parcheggio in città
per rendersi conto che le dimensioni sono ormai quelle
di un’auto di categoria superiore: la station,
ad esempio, è grande al millimetro come una BMW
Serie 5 Touring. Fortuna che anche i contenuti vanno
di pari passo con i centimetri, ma per accorgersi di
questo è necessario accomodarsi nel “salotto”
della Mondeo ed iniziare ad orientarsi tra i numerosi
comandi e display.
Un carico di tecnologia...
A dire il vero, sarebbe meglio dare una letta al manuale
di istruzione prima di mettersi al volante, altrimenti
si rischia di non partire proprio, dal momento che la
chiave d’accensione non c’è. Grazie
al KeyFree System, infatti, è possibile avviare
il propulsore premendo l’apposito Ford Power Start
Button, a patto di tenere il telecomando all’interno
dell’abitacolo. La sensazione di trovarsi su una
specie di navetta spaziale è amplificata dallo
spettacolare display a colori (Ford Convers+) che fa
bella mostra di se al centro del quadro strumenti e
consente di gestire la radio, il navigatore, il telefonino,
il lettore CD e gli apparecchi audio collegati con la
presa ausiliaria.
Questo sistema, denominato HMI (Human Machine Interface),
è disponibile in tre versioni a seconda dell’allestimento
e delle dotazioni richieste.
Tra le altre diavolerie disponibili da segnalare i fari
alogeni adattativi (optional a 440 euro), il controllo
della velocità adattativo con allarme preventivo
(1.000 euro) e l’IVDC+ CCD ed HLA, alias sospensioni
attive a controllo delle oscillazioni, più assistenza
alla partenza in salita (850 euro). Al festival degli
acronimi partecipano anche gli innumerevoli sistemi
di sicurezza attiva e passiva come: l’IPS (Intelligent
Protection System), l’ABS con EBD ed il controllo
di frenata in curva (CBC), 7 airbag, ESP con TCS ed
EBA e piantone dello sterzo e pedaliera collassabili,
tutte dotazioni presenti di serie fin dal modello base.
Quasi scontato il risultato del crash test EuroNCap:
5 stelle (c’era da chiederselo?).
...e un carico di bagagli
Va bene la tecnologia, ma un’auto di questo tipo,
specie se station, deve essere prima di tutto spaziosa
e confortevole. Perciò, come da tradizione Mondeo,
il bagagliaio di questa terza generazione è una
vera e propria caverna da 550 litri che |
diventano oltre 1.700 abbattendo la panca posteriore.
E poi è rifinito con grande cura, come si evince
dalla qualità della moquette che riveste il pavimento
e dall’intelligente rete elastica che permette
di bloccare gli oggetti più piccoli. Anche l’abitacolo
è ben assemblato - fatta eccezione per qualche
plastica dall’aspetto un po’ dimesso - e,
ciò che più conta, è in grado di
ospitare cinque persone nel massimo comfort, con abbondanza
di spazio in tutte le direzioni. Alla guida, la nuova
Mondeo si rivela gradevole e ben assettata, con uno
sterzo diretto e sufficientemente pronto ed un impianto
frenante dal mordente immediato. A dispetto di un rollio
abbastanza marcato, l’auto tiene le traiettorie
impostate in modo fedele e non si scompone mai, nemmeno
se sollecitata con repentini cambi di direzione. L’esemplare
oggetto della nostra prova era equipaggiato con l’ottimo
2.0 TDCi da 140 cavalli (con filtro antiparticolato
di serie) e 320 Nm di coppia a 1.750 giro, un propulsore
potente ed affidabile, che permette prestazioni di rilievo,
come testimoniano i 210 km/h di velocità massima
ed i 9,5 secondi nello scatto da 0 a 100 km/h, con consumi
nell’ordine dei 5,9 litri per 100 km. Fosse un
po’ più silenzioso, sarebbe davvero perfetto.
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