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Ferrari F430 [torna indietro]

Storia di una giornata speciale al volante della splendida coupé del cavallino, emozionante come poche, esclusiva come nessuna

[di Tony Colomba]
Varcati i cancelli della storica sede di Maranello, il pensiero scorre veloce sulle immagini, i ricordi
di eroi e miti della meccanica e dello sport passati in quel preciso punto e divenuti leggenda sotto l’egida della scuderia più famosa del mondo. E l’emozione cresce ancora, pensando a ciò che avverrà di lì a poco. Avere una Ferrari tra le mani - anche solo per un giorno - è uno di quegli eventi che un appassionato di auto difficilmente cancellerà dalla memoria. La supercar è una F430 coupé con cambio F1, gialla, come il sole che riscalda Maranello in questa splendida giornata d’autunno.
Entriamo in auto, ascoltiamo distrattamente le ultime, accorate, raccomandazioni
di chi sta per affidarci un oggetto da quasi 170.000 euro. La voglia di provarla è tanta, perciò senza perdere altro tempo inserito
il folle, tirando entrambe le palette
del cambio F1 poste dietro la corona del
volante, spingiamo il tasto rosso “start”, sfioriamo l’acceleratore e l’interno dell’abitacolo viene invaso dal cupo brontolio del V8 che si avvia. Tiriamo la leva destra del cambio e, innestata la prima, l’F430 con morbidezza si muove...
Guidare un mito
L’indifferenza di veder passare una Ferrari è circoscritta all’interno della fabbrica stessa, perché basta dirigersi verso il paese per assistere alle classiche espressioni ammirate dei passanti, i quali paiono non volersi fare una ragione della “fisiologica densità” di Rosse in zona. Ma non c’è da sorprendersi, i motori qui ce l’hanno nel sangue e il rumore di un otto cilindri è un po’ come il suono delle campane, fa parte di questa terra. I cavalli a disposizione si rivelano più docili di quanto non avremmo osato pretendere: si può viaggiare a 50 km/h in VI, a poco più di 2.000 giri, senza la minima esitazione o “vuoto” di carburazione. La strada si apre, il traffico svanisce, le curve si susseguono, non c’è più tempo per le considerazioni sociologiche, è ora di fare sul serio. Il manettino sul volante viene spostato dalla posizione “rain” (dove l’ESP è molto presente) a quella “sport” e subito dopo in “race”; l’auto si fa più reattiva, senza però mai diventare eccessivamente impegnativa, i rettilinei diventano sempre più corti, la progressione è impressionante. La zona alta del contagiri (8.500 rpm) si raggiunge in un attimo accompagnata dall’urlo del possente V8. Affrontiamo un misto stretto, sinistra, destra, l’avantreno non perde mai aderenza, accelerazione, decelerazione violenta, affondo deciso in uscita di curva, le traiettorie sono precise, la stabilità ottima e grazie ai pneumatici posteriori da 285/35 ZR accoppiati ai cerchi da 19” e all’esclusivo differenziale attivo (E-Diff), non si ha difficoltà, anche al limite, a trasferire a terra tutta l’enorme potenza a disposizione senza ricevere scarti violenti della coda. Non vediamo l’ora di poter scatenare tutti e 490 i cavalli in un tratto chiuso al traffico.
Come in F1
L’occasione ci viene data all’Aeroporto “Paolucci” di Pavullo, dove ci aspetta un chilometro e 200 metri di rettilineo, che di lì a poco verrà letteralmente “divorato” dall’esuberanza della nostra supercar. “Torre di controllo, chiediamo autorizzazione al decollo!” La risposta è negativa, l’aeroporto è chiuso al traffico e nessun velivolo può muoversi. Oggi è il giorno della Rossa, pardon, della Gialla e gli addetti della pista sono in chiara fibrillazione. Prendiamo le misure: la pista pare infinita, il nastro asfaltato è pressoché perfetto, ci sono un po’ di foglie ai lati, ma vengono spazzate via non appena iniziamo a fare sul serio. Launch Control, acceleratore giù, l’F430 schizza come una fionda. In 4 secondi siamo a 100 all’ora, altri 10 secondi e tocchiamo i 200. La pista sembra restringersi, le linee sull’asfalto indicano che è il momento di frenare. Abbiamo toccato i 255 all’ora, ma si può fare di più, molto di più. Nei successivi passaggi arriviamo a sfiorare i 300 km/h, i freni carbo-ceramici sono irreprensibili, nonostante le

continue violente decelerazioni, e potrebbero essere “spremuti” per altre 100 frenate senza dare segni di fading. Ma avranno un limite?
Che handling!

Ultimo scatto sul manettino (“CST barrato”): ora l’auto non ha più ausili elettronici. L’ampiezza della pista ci permette di testare tenuta e stabilità, con risultati sorprendenti. Ad un iniziale sottosterzo, segue una progressiva perdita di aderenza del posteriore, che innesca uno spettacolare sovrasterzo di potenza, agevolmente contrastabile con un repentino controsterzo. Il divertimento è alle stelle, l’auto risponde a meraviglia, pare cucita addosso al pilota e non mette mai in soggezione. In ogni caso è consigliabile tenere attivi i controlli quando si è in strada, dal momento che in posizione “race” l’ESP lascia già un buon margine di intervento al pilota. Inutile spendere parole sulla prontezza dello sterzo o la rapidità del cambio (150 millisecondi per il passaggio di marcia), basta dire che rasentano la perfezione e dimostrano come l’esperienza in Formula 1 possa portare degli effettivi benefici anche sulle auto di serie.
Ultimo tango a Fiorano
Volge al tramonto. Sulla strada del ritorno si riflette sul fatto che questa F430 coupé susciti emozioni decisamente più corsaiole rispetto a quelle trasmesse dalla F430 Spider provata lo scorso anno. Merito del tetto rigido? Merito dei freni carbo-ceramici? La discussione si accende: la spider è sempre la spider, è il massimo dell’esclusività. Quale scegliere? Afflitti dal dubbio amletico ci troviamo - quasi per caso - davanti alla pista di Fiorano. Le monoposto sfrecciano in un frastuono assordante prima che il buio metta fine ai test. Osserviamo con orgoglio la targhetta commemorativa posta sotto la bocchetta d’aerazione del passeggero: c’è scritto il numero di matricola e le sei vittorie nel campionato costruttori dal 1999 al 2004. Rientriamo in fabbrica, e prima di scendere dall’auto, diamo un ultimo sguardo al cavallino rampante sul volante. Ci manca già.




LA SCHEDA TECNICA

Motore

8 cilindri a V

Cilindrata

4.308 cc

Potenza

490 cv a 8.500 giri/min

Coppia

465 Nm a 5.250 giri/min

Massa

1.450 kg

Velocità

oltre 310 km/h

0-100 Km/h

4 s

Consumo

18,3 litri/100 km

Prezzo

156.300 euro


 
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