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Espiazione - Un inferno privato [torna indietro]

Sono ritornati a lavorare insieme Joe Wright
e Keira Knightley dopo Orgoglio e Pregiudizio.
Ancora una volta si cimentano con un testo
letterario ma l’autore è contemporaneo:
Ian McEwan con il suo Espiazione, il film
che ha aperto il Festival di Venezia


[di Mia Marmiroli]
"Sing for absolution” cantano i Muse in una delle loro migliori canzoni. E quanto sarebbe piaciuto a Briony Tallis essere assolta! La sua vita sarebbe stata completamente diversa, invece le è toccata l’espiazione. Quella del titolo del libro di uno dei migliori autori inglesi, Ian McEwan, che risponde magnificamente “sì” alla domanda: “Può un errore condizionare un’intera esistenza?”
Da Espiazione, infatti, ha tratto il suo film interpretato da Keira Knightley (la Swann de I Pirati dei Caraibi), James McAvoy (L’ultimo Re di Scozia) e Romola Garai (Scoop).
Siamo nel 1935, un tuffo in piscina, una festa di famiglia, la noia tipica delle estati lunghe e vuote. Finché il cuore inizia a battere e si affaccia il sospirato primo amore. è quello che succede alla bella Cecilia Tallis (Keira Knightley), rampolla di una famiglia inglese upper-class. Il ragazzo che le ruba il cuore è Robbie Turner (James McAvoy), figlio di un domestico della tenuta di campagna. Ma il sogno di un futuro radioso insieme sta per essere infranto e non solo per colpa dell’imminente secondo conflitto mondiale. Gelosa di Robbie, la piccola sorella di Cecilia, Briony (Saoirse Ronan da bambina/Romola Garai da ragazza/Vanessa Redgrave da anziana), accusa il ragazzo di avere molestato un’amica, mettendo così fine alla relazione tra i due giovani innamorati.
Separati dalla guerra - lui è spedito sul fronte francese, lei come infermiera a Londra - i protagonisti restano vittime di un fraintendimento che comprometterà per sempre la loro felicità. Espiazione è il racconto di un errore fatale, di un amore impossibile, della storia universale e delle piccole storie individuali che condizionano la vita di ciascuno. Narrato, come nel libro, dalla voce di una Briony ormai anziana e pentita, il film è uno struggente melodramma di grande intensità e profondità, che ben preserva le caratteristiche fondamentali del libro: quelle di essere un’opera che tratta un tema degno della tradizione classica, dalla tragedia greca al romanzo russo, ed è, nel contempo, l’inusuale visione maschile di un’esistenza “femminile”. Tra le opere maggiori della narrativa mondiale troviamo molte storie incentrate sul tema dell’errore, anche involontario e, in Espiazione, non solo si racconta la genesi di uno sbaglio importante, ma anche quanto questo abbia inciso sulla successiva esistenza di colei che lo ha commesso e di tutti quelli che lo hanno subito.
Con la non secondaria caratteristica che Briony è un’adolescente in preda al pensiero visionario tipico di quella età in cui pare reale non ciò che lo è, ma ciò che sembra tale.

 
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