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Dj Massimino - Energia e grinta [torna indietro]

Da oltre vent’anni è tra i protagonisti
della scena house internazionale.
Nel 1988, con Sueno Latino, ottenne
un successo clamoroso ed ora il suo è uno
dei nomi di punta tra i dj italiani. Il segreto?
Lavorare con passione


[di Simona Cochi]
Massimino, al secolo Massimo Lippoli, è un milanese d.o.c. Classe 1960, inizia la sua carriera nei più celebri club milanesi e, agli inizi degli anni Ottanta, aumenta la sua notorietà dalla consolle del Byblos di Riccione, ma è con il disco Sueno Latino che arriva il grande successo. è stato tra i primi italiani a suonare ad Ibiza, aggiudicandosi il disco d’oro come miglior dj della stagione ’89/’90. Nel suo curriculum spiccano club di prestigio come il Ministry of Sound di Londra e il Pacha di Ibiza, solo per citarne alcuni. In Italia lo potete trovare all’Echos di Misano, al Fluid di Bergamo e all’Alter Ego di Verona.

Definisci te stesso
Mi sento di essere una persona fortunata. Sono riuscito a fare nella vita quello che volevo e mi diverto ancora molto con il mio lavoro da dj.

Il fatto che tu sia nato in una metropoli come Milano, ti ha aiutato a iniziare questa carriera?
Milano mi ha dato la grinta. Nascere in una città dove c’è molta competizione ti aiuta a perseguire con decisione certi obiettivi. Trovarsi subito in una specie di giungla ti insegna a tirar fuori il carattere. Questo mi ha permesso di avere una marcia in più nell’affrontare le difficoltà che questo lavoro comporta.

Come hai iniziato?
Da bambino ero frustrato dai tanti tentativi di mixaggio falliti a causa del mangiadischi: dovevo aspettare che uscisse il primo disco prima di mettere quello successivo. E ci rimanevo malissimo. Poi ho provato a lavorare in una radio dove dovevo solo fare degli annunci al microfono ma, anche lì, non ero granchè. Ho pensato allora che forse quella non era la mia strada ma, nonostante tutto, non mi sono arreso. Anzi. Mi sono imposto di continuare a provare nel mondo della musica.

Il primo passo importante quando è stato?
Nel 1978, a Milano, quando ho iniziato a lavorare in alcuni locali importanti come il Mandala (l’attuale Hollywood, n.d.r.) e Le Mouche. Poi, nel 1982, il salto nelle discoteche più importanti di Riccione...

Sei stato uno dei primi dj house italiani che si è proposto, nel 1988, a livello mondiale con una sua produzione: “Sueno Latino”. Un pezzo che è entrato a far parte della storia della musica house. Come è nato questo grande successo?
Ero in un locale di New York dove suonavano su una base senza ritmica.
Il brano andava avanti per dieci minuti sempre uguale ma mi piaceva. Mi sono fatto dare il titolo dal dj. Sono tornato in Italia e ho iniziato a lavorarci in studio ed è nato, quasi per magia. Mi ha dato enorme soddisfazione.

Se non avessi fatto il dj cosa ti sarebbe piaciuto fare?

Mi piace l’architettura. Probabilmente mi sarei occupato di design d’interni. Andy Warhol, diceva “Fare denaro è un’arte. Lavorare è un’arte. Un buon affare è il massimo di tutte le arti” .

Massimino Lippoli è esoso?
Non credo di essere esoso. Penso alla riconoscenza economica quando è giusta e necessaria. Trovo, però, che a volte non ci sia un giusto rapporto tra ciò che si fa e quel che si guadagna. In Italia si giudica il valore professionale di un dj in base a quanti soldi chiede. Più ne guadagna e più viene giudicato valido, anche se un altro che chiede la metà dei soldi è, magari, più bravo.

Hai scelto come scrittore Hermann Hesse, noto alla cronaca per essere un po’ squilibrato e per i suoi problemi con le donne. Senti di avere qualcosa in comune con questo scrittore anche se sei considerato tra i dj più affascinanti?
Ho qualcosa in comune con Hesse. Mi sono soffermato sempre poco su una donna e ciò significa che qualcosa non va in me. Non perché le donne che ho avuto non andassero bene ma ho delle difficoltà. Non gravi ma dipende da qualcosa che ho dentro.

Quattro parole per definire la tua musica e la tua personalità.
Avanguardia, sentimento, energia, modulazione.

I tuoi progetti futuri?
Sono tornato a lavorare in studio e mi sto scontrando con tutte le nuove tecnologie. Di conseguenza vado un po’ a rilento ma appena esco da questa empasse...

La tua estate musicale?
Girerò l’Europa. Andrò alle isole Baleari ma anche a Mykonos.
 
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