Speciale,
come il suo bicilindrico, il suo telaio a traliccio e
il marchio impresso sul serbatoio. Unica, perché
non si fa problemi ad affrontare le “altre”
supersportive made in Japan nonostante i due cilindri
in meno, anzi, ne fa motivo di vanto, ben sapendo che
il suo desmodromico non è un semplice motore ma
un vero e proprio monumento. La nuova 1098, come suggerisce
il nome, guadagna quasi 100 cc rispetto alla “vecchia”
999 e la supera sotto tutti i punti di vista, a partire
dalla potenza, pari a 160 cv erogati a 9.750 giri, con
una mostruosa coppia di 12,5 kgm a 8.000 giri. Se i freddi
numeri non dovessero rendere l’idea, aggiungiamo
che si tratta della più potente bicilindrica di
serie mai prodotta, superiore anche alla versione più
estrema della precedente serie denominata 999 R.
Battito accelerato
Nonostante la maggiore cubatura, il peso del bicilindrico
scende di ben 5 kg rispetto al precedente, inoltre adotta
dei corpi farfallati ellittici che gli regalano 5 cv in
più. Anche l’impianto di scarico (-1,7 kg)
e il telaio (-1,5 kg) sono stati sottoposti ad una ferrea
dieta dimagrante, con il risultato che la nuova 1098 risparmia
quasi 20 kg rispetto alla vecchia 999 con 173 kg a secco.
Parlando di ciclistica, va detto che il telaio a traliccio,
grazie al diametro dei tubi aumentato da 28 a 34 mm, ha
giovato di un incremento della rigidità del 14%
ed un aumento dell’interasse di circa 10 mm.
Le sospensioni sono firmate Showa con una forcella anteriore
da 43 mm trattata all’ossido di Titanio e un ammortizzatore
pluriregolabile. Assolutamente straordinari i freni, realizzati
- nemmeno a dirlo - dalla Brembo: per la prima volta su
una moto di serie, ecco le pinze radiali monoblocco con
doppia pastiglia, accoppiate a dischi da 330 mm. Al posteriore,
invece, trova posto un più comune disco da 245
mm.
Pole position
Per gli assidui frequentatori delle piste, sulla 1098
trova posto un innovativo sistema di acquisizione dati
denominato Ducati Data Analyzer (DDA), in grado di memorizzare
su una scheda di memoria da 2 MB, tutti i dati riguardanti
distanza percorsa, tempi sul giro, intertempi, velocità
media, regime del motore e temperatura dei liquidi.
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Tutte
le informazioni acquisite possono essere scaricate sul
proprio computer, esattamente come avviene sulle moto
da competizione, in modo da poter monitorare sia lo stato
di funzionamento del mezzo, sia i propri progressi nell’arco
di una sessione di prove. Il DDA è di serie sulla
1098 S mentre per averlo sulla “base” occorre
sborsare 250 euro. Oltre a questo, la versione “S”
può vantare numerosi particolari in carbonio, cerchi
Marchesini forgiati e sospensioni Ohlins. Il tutto per
un prezzo di listino di circa 21.000 euro, 3.000 in più
rispetto alla “base”. Ma per chi vuole il
massimo, ecco la speciale versione “Tricolore”
verniciata verde, bianca e rossa, con telaio e carena
nel tradizionale “Oro racing” e kit scarichi
racing Termignoni con centralina dedicata. |