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Dita Von Teese - Strip teese [torna indietro]

Maliziosamente sexy, la bella Dita coniuga perfettamente
la seduzione della pin-up con il fascino glam delle dive d’altri tempi. Ex moglie di Marilyn Manson (del quale non ama parlare) è oggi un’icona adorata dagli stilisti e dai fotografi di mezzo mondo. E anche incontrarla diventa un’esperienza...

[di Federico Pontiggia]

Appare sul palco con un corpetto di lustrini, contornata da una nuvola di piume. Si toglie i guanti, la gonna, il corpetto. Sguardo malizioso, pelle d’alabastro, ondeggia voluttuosamente in calze, giarrettiere e biancheria intima. Poi, coperta solo da qualche brillantino, entra in una coppa gigante e si spruzza l’acqua sul corpo, con una spugna a forma di oliva. Lo spettacolo è il Martini Glass, la showgirl è Dita Von Teese, la regina del burlesque, lo strip ispirato al cabaret degli anni ’30 da lei rilanciato in tutto il mondo. Fino a toccare per la prima volta l’Italia, al Summer Jamboree di Senigallia, festival ispirato alla musica e cultura americana degli anni ’40 e ’50.
Nel primo dei tre numeri, vestita come un’amazzone d’altri tempi, Dita scende dal cavallo di un’antica giostra e, muovendosi al ritmo delle percussioni degli spogliarelli vintage, si libera del copricapo, il costume di piume rosa, guanti e corpetto, per risalire a cavallo celata solo dai lustrini. Nel secondo show, lo strip è centellinato da due enormi ventagli di piume di struzzo, in un gioco di vedo-non vedo che manda in visibilio il pubblico.
Ma chi è Dita Von Teese? Dita è nata a Rochester, Michigan, il 28 settembre 1972, vero nome Heather Renée Sweet. Famosa per gli striptease retro e il look da pin-up vintage, Dita è oggi un’icona fashion, ospite contesa dagli stilisti più glam e modella per illustri obiettivi fotografici, quali quelli di Playboy che le ha dedicato la copertina nel 1992. Recentemente ha aperto la sfilata di Moschino Cheap&Chic 06/07 e posato per la campagna di Vivianne Westwood (con la quale ha scritto Burlesque And The Art Of The Teese) insieme all’ex marito Marilyn Manson. Si è esibita per eventi e in locali esclusivi: l’Erotica Show di Londra, il New York Fashion Week’s Hottest Party, il Crazy Horse di Parigi. Giunta alla ribalta internazionale per la sua relazione con la rockstar Marilyn Manson, non ha subito contraccolpi dalla separazione, avvenuta agli inizi del 2007, dopo quattordici mesi di matrimonio: “So che qualcuno avrebbe sposato Manson per i suoi soldi - aveva detto, all’indomani della rottura - ma non è il mio caso. Ho messo tutta la fede del mondo nella nostra relazione. Lo amavo molto e ci ho creduto”.
“See what’s Manson missing” (Guardate cosa si è perso Manson), titolò Penthouse dedicandole la copertina, e c’è da sottoscrivere.
Pelle diafana, unghie e labbra scarlatte, eye-liner nerissimo, ciglia all’insù in stile Fifties, abitino bianco a pois neri, incontrare Dita è esperienza difficile da mandare in soffitta. Piace, molto, a uomini, donne - a Senigallia erano in maggioranza - e gay. Il segreto?
“Ci sono tanti modi - confessa Dita - per essere bella, anche la bellezza artificiale, se Marilyn Monroe fosse rimasta Norma Jean non sarebbe diventata quel che era. Spero davvero di essere una icona gay. Una donna artefatta, eccessiva ma di classe, alla Marlene Dietrich”.
Diciassette anni per plasmare a regola d’arte Dita von Teese, con fatica ma incassando il sostegno di mamma e papà.

La tua carriera è iniziata prestissimo: come reagirono i suoi genitori?
Ho iniziato a 18 anni a posare come pin-up, ma già dai 15 ero autonoma e indipendente: lavoravo in un negozio di biancheria intima, avevo la mia carta di credito. In realtà, all'inizio i miei non capivano molto di che si trattasse. Mia madre non aveva nulla in contrario, mio padre qualche riserva. Cambiò tutto quando mi vide sulla copertina di Playboy, che amava e collezionava. In fondo, era un po’ colpa sua: fin da bambina guardavo quelle riviste e sognavo di diventare bella come quelle donne... Da allora, mi hanno sempre sostenuto, spesso vengono a vedere i miei spettacoli.

Tempus fugit, e per te?
Non ho mai avuto l'ossessione di sembrare giovane a tutti i costi. Le donne che ammiro, e che mi hanno ispirato, erano famose per la loro eleganza, indipendentemente dall’età. Le rughe non mi spaventano più di tanto. Cerco di evitare di espormi al sole e poi ho dei buoni geni. Mia madre sembra ancora molto giovane.

Ti fa piacere che molte donne apprezzino il tuo personaggio e le
tue esibizioni?

Evidentemente sono donne che comprendono il potere di quest’arte, e forse vogliono portarsi in camera da letto qualcosa che vedono fare da me. Spero che le persone sempre più possano mettere a nudo le proprie fantasie e condividerle con i partner, senza vergogna, senza sentirsi soli al mondo. In camera da letto non ci sono regole.

Le femministe sono state meno entusiaste...
Si dimenticano la vera definizione di femminista: una donna che può scegliere e sta allo stesso livello di un uomo. Ci sono vittime nello strip tease come in ogni professione, ma conosco molte donne che si sono comprate una casa usando il loro corpo.

Tu ti senti emancipata?
Ditemi cosa c’è al mondo di più liberatorio che guadagnare 20.000 dollari in 10 minuti.

Del tuo ex marito Marilyn Manson non parli volentieri, perché?
Credo che quel che c’era da dire sia già stato detto.

E se il tuo uomo ideale ti dicesse di mollare tutto per amore, che faresti?
è un dilemma che sono stata costretta a pormi di recente...
Non sarebbe certo il mio uomo ideale chi mi chiedesse di lasciare tutto quello che ho realizzato in diciassette anni di lavoro. Per questo, sono ancora single. Felicemente single.

Qual è il tuo rapporto con il feticismo?
Uso ogni parte del mio corpo come qualcosa su cui zoomare: il corsetto, i collant a righe, i tacchi, i piedi. Tutto questo per creare un legame segreto con il pubblico, il mio pubblico.

Che cos’è il burlesque?
Un’arte, che permette di tenere vivo il glamour e di preservare lo strip tease. Non ci si trova di fronte a un semplice spogliarello.

Come lo hai rivisitato?
Gli spettacoli burlesque erano molto popolari nell’America degli anni ’30 e ’40. Sul palco c’erano sketches comici, ballerine e spogliarelliste, le vere protagoniste dello show. Io ci ho messo del mio, inserendo nello show ulteriori elementi spettacolari. Ho recuperato una tradizione, e l’ho fatta mia.

Qual è stato il primo approccio?
Nel 1990 ero una ballerina sulla scena rave di Los Angeles. Camminavo per strada, decisi di entrare in uno strip tease club: pensai sarebbe stato divertente ritrovarsi su quel palco. Lo feci, divertendomi. Ero diversa dalle altre strippers, bionde e palestrate: fu il mio successo. Affinai i miei show e, tre anni dopo, nel 1993, ci fu la mia prima autentica esibizione burlesque. Da allora, ricordo ogni singolo momento di ogni spettacolo.


 
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