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Don' t stop the dance [torna indietro]

Siete stanchi delle solite mete? Se, come noi, vi sentite
dei veri Indiana Jones del Piacere, ecco ciò che fa per voi:
3 città che, a sorpresa, regalano divertimento e brividi a 360°,
24 ore su 24. Ma bisognerà dimostrare di avere fisico:
del resto, qui si parrà la vostra virtute…

[di Roberto Piccinelli]

Che sia bella ciascun lo dice, se sia brava (musicalmente parlando) nessun lo sa. Anzi, si sa ma non si dice, perché il culto dell’immagine ha superato in tromba la tecnica del missaggio, la scelta del sound e la sequenza dei dischi o cd. L’araba fenice in questione è la dj Niky Belucci e non Bellucci come molti addetti ai lavori ed uffici stampa nostrani si ostinano a ripetere, quasi a voler giocare su una certa qual vicinanza con la nostra, splendida Monica Bellucci, che tanto bene sta facendo anche in Francia. Proprio in Francia, al Queen Club di Parigi, hosted by Dan Marciano, Niky si è esibita lo scorso 22 settembre riscuotendo molti, meritatissimi consensi per l’aspetto fisico, un po’ meno per l’ambito puramente disco-professional. Fatto sta che l’11 ottobre ha inaugurato il giovedì “Supalova” al Tocqueville di Milano, avendo come partner di consolle il bravo e ritmico padrone di casa, Joe T. Vannelli (di cui ricordiamo con piacere le albe dance al Contatto). Tanto per capire bene di chi stiamo parlando, Niky Belucci è una bionda ragazza ungherese, ex ginnasta ed ex attrice di film porno, che ama mixare mostrando le sue grazie. Speriamo possiate incontrarla, extra disco però, perchè agli appassionati di house consigliamo di tornare al “Supalova” giovedì 15 novembre, per ballare sulle proposte sonore di Hector Romero. Consigli dance a parte, riprendiamo a discettare sulla bellezza e vitalità dei locali di fresca apertura. Partendo con il Caffé Concerto di Modena, la cui festa inaugurale mi ha visto coinvolto con la proposizione della versione nostrana, anzi emiliana del Body Sushi, moda lanciata negli States da Gary Arabia e portata al successo dal Bonzai di Seattle. Trattasi di versione riveduta e corretta, al punto da rivelarsi perfetta, almeno quanto ad anatomia. Ma giudicate voi. La fin troppo frenetica moltiplicazione dei ristoranti giapponesi ha fatto sì che, per spettacolarizzare le cene, il sushi venga proposto, posizionato ad arte, sul corpo di belle ragazze in deshabille. Ebbene, a Modena si è visto per la prima volta il Body Turtlein (tortellino, in dialetto), che prevede il posizionamento di tortellini appena scottati, praticamente crudi, sul corpo di una top model. La loro posizione naturale, verrebbe da dire, visto che i tortellini paiono esser nati proprio ad immagine e somiglianza dell’ombelico di Venere! Ma non basta, perchè il Caffé Concerto, chez Andrea Camurri, ha avuto l’autorizzazione da Chicco Cangini di intitolare il suo venerdì Pacifico Dinner in Town e di riproporre in loco le cene festanti e musicali del celebre locale di Milano Marittima. Per di più, il trasferimento notturno dei festaioli alla mitica discoteca Snoopy (dove il giovanissimo Vasco Rossi fece il dj) avviene con i nuovi minibus elettrici griffati Enerblu, nati per risolvere gravi problemi sociali quali l’inquinamento atmosferico e, soprattutto, il pericolosissimo surplus di alcolisti al volante. Detto che Modena si fa bella anche con la programmazione qualitativa voluta da Marco Panini al Baluardo della Cittadella, frizzante risto-disco ricavato da un’area fortificata eretta da Francesco I e usata nel 1831 come carcere del cospiratore liberale Ciro Menotti, è necessario spostarsi a Torino per incensare a dovere la VIIa edizione di Club To Club, Festival Internazionale di Musiche e Arti Elettroniche, creato da Xplosiva, gemellato con Barcellona ed in calendario dall’8 al 10 novembre. Le sedi torinesi sono Hiroshima Mon Amour, Jam Club, Spazio 211 e The Beach, mentre la città delle ramblas risponde con club del calibro di Loft e Lolita. Cartellone? Da paura, viste le presenze di dj quali il finlandese Mika Vainio by Pan Sonic, lo statunitense William Basinski e lo staff irlandese Fovea Hex, guidato da quella Clodagh Simonds che ha guadagnato le attenzioni di Brian Eno, Underworld e David Lynch. E non basta, perché sono della partita anche la leggenda della techno di Detroit Jeff Mills, il mago della progressive/trance, James Holden, l’eccentrico esponente della Chicago-house Green Velvet e l’innovatore canadese Akufen. Gli altri artisti internazionali previsti sono il tedesco di origine bulgara Stefan Goldmann, il turco Onur Ozer, lo svizzero Kalabrese, i francesi D-I-R-T-Y ed il catalano Undo.

Nonsolocinema
Dopo il grande successo della Terrazza Krug allestita dall’Hotel Bernini Bristol allestita in occasione della recente seconda edizione di “Cinema-Festa Internazionale di Roma” , la Capitale è ripartita lancia in resta anche in versione dance, potendo per di più assicurare una buona varietà di atmosfere e proposte musicali grazie a Gilda, Qube, Gloss, Modo e la novità assoluta, Jet Set. Aperta la stagione con Franco Oppini & Band, il locale di Giancarlo Bornigia punta come al solito sulla verve di Ciccio Nizzo, sull’animazione di Reo Confesso, sui missaggi di Walter Paoli e sulla domenica vipposa, gestita dai pierre Alex Nuccitelli, Massimo Martella e Gaetano Mangione. Il gigantesco Qube riparte con un sound system da 60.000 watt e con un Babylon, Obsession Party a base di sonorità minimal, tech ed electro. Il Gloss riporta alla ribalta un mostro sacro della trasgressione quale L’Alibi, proponendo un nuovo look imperniato su tre sale, due aree privè e una terrazza, inondati dal sound di Tino Venditti e Farag Fawcett. Il Modo di vicolo del Fico fa strike inaugurando la stagione autunnale con l’intrigante esibizione dei Phonorama, gruppo creato da Gianluca Cucchiara e Carlo Tedesco con l’intento di far riassaporare il gusto delle colonne sonore Anni 60/70 con bossa nova, mambo, jazz e funky a farla da padroni, al pari di ritmi sensuali e trascinanti, nonché strumenti rigorosamente vintage. Quanto al Jet Set, inaugurato da poco ai bordi del laghetto dell’Eur, siamo di fronte ad una struttura polifunzionale griffata Roberto Fantauzzi & Co: ristorante, terrazza, lounge area, proposte live e area benessere faranno parlare molto del locale, garantito! Più a sud, bene le “Remember” Night del Mirò Disco di Matera, con il dj Antonio Panzarino e il vocalist Mc Bart in veste di agitatori di folle, le

suggestioni sonore made in France proposte dal Mudejar di Sperlonga (LT), i giovedì “Planet Fashion” del Linea Notturna di Cagliari, che si fa notare per il privè a lume di candela, i party “Electroattack” al Titty Twister della vicina Selargius (CA), caratterizzati dalle manipolazioni visive della vj R.A.-dio-Attiva, sempre pronta ad ispirarsi al cinema fantascientifico, pieno zeppo di mostri e alieni, nonchè gli “Aperitango” sviluppati dal Salone Margherita di Napoli, gioiello di casa Barbaro. Vale però la pena di rimanere all’ombra del Vesuvio per segnalare la buona ripartenza dello 00 Club e, soprattutto, testimoniare l’ottimo calendario live appena proposto (30 e 31 ottobre) dal “Panorama Festival - The Sound of Imagination”, che ha portato nei padiglioni 5 e 6 della Mostra d’Oltremare due maestri del suono quali Sven Vath e Steve Bug.

Il Paradiso c’è e balla con noi
Il Latin Lover di Prato ha appena inaugurato l’Aperitivo in Musica della domenica, reso interessante dall’elettrizzante organizzazione di Alessandro Palma. Sempre in Toscana, ma a Monte San Savino (AR) risplende la luce de Le Mirage, che si fa bello con gli appassionati dj set di Gianluca Ghezzi. Il Naima Club di Forlì ha messo a punto un’ottima programmazione a base di blues, swing e cabaret nell’ambito della quale consigliamo la presenza il 16 novembre per Tuxedomoon ed il 1 dicembre per l’abbinata Kid Kombo/Burlesque Sick Girl, fermo restando l’apprezzamento per i lunedì con entrata dalla stradina laterale, via Mostarda, imperniati su band fuori di testa quali I Brillanti Sparsi e Ghiaccio Bollente: l’ideale per ballare, dalle 21.30 alla mezzanotte, sulla musica più ironica e demenziale che ci sia.
Il Mediterraneo di Isola d’Asti si fa notare per la nuova verve delle sale, che prendono i nomi di Medi (dance), Glamour (revival) e Latinando (tango, salsa e merengue), lasciandosi gestire al meglio dallo staff Dreamevents, subito pronto a fare arrivare in loco Elisabetta Canalis.
Il Betise Club di Ospedaletti (IM) punta forte sui giovedì musicati da Master dbj&Michelino, facendosi forte della recente visita della bella e brava vocalist Lady Trisha. Nel Veneto, in attesa della riapertura in pompa magna dell’Area City di Mestre (VE), vale davvero la pena di fare una visitina al delizioso Klub 59 di Verona. Guarda al vintage per gli arredi e ad installazioni e proiezioni per garantirsi atmosfere da club underground, salvo poi proporsi come american bar, sede di dj set e arena live.
In Riviera Romagnola, va sottolineato il ritorno sulla scena notturna di due cattedrali del ballo, Peter Pan di Riccione e Paradiso di Rimini. Il primo, rilevato dai fratelli Buffagni e ridisegnato da Giovanni Cenni, aprirà i battenti a fine mese, mentre il secondo, rimasto chiuso a lungo, ha acceso le luci in pista lo scorso sabato 20 ottobre, appena in tempo per festeggiare a dovere il cinquantennale dalla data di inaugurazione.
Il locale terrà aperto anche il venerdì, a partire dal 9 novembre.

Moda, modi e leggi
Anche quest’anno, ad inizio autunno, è andata in scena la kermesse milanese legata alla moda donna. Con tutta la sua pletora di serate un po’ belle un po’ brutte, un po’ ben organizzate un po’ confusionarie. Anzi, se il buon giorno si fosse dovuto vedere dal mattino saremmo stati freschi, visto che l’iniziale Fabolous Fete, griffata Moet&Chandon, al Castello Sforzesco, ha lasciato molto a desiderare quanto ad arte di ricevere. Surplus di inviti, conferme impossibili e liste improbabili hanno causato code e rabbia a centinaia di persone in abito da sera, risolte in parte, per quanto di sua competenza, dall’unica persona raziocinante presente all’ingresso, Alessia Fattori Franchini, ufficio stampa di Tiziana Maiolo, assessore alle Attività Produttive del Comune di Milano, fortunatamente parte in causa dell’evento. Che, location fascinosa e spettacolo garantito da artisti e acrobati internazionali a parte, ha raggiunto il clou alle 23.15 (inizio 21.30) quando sono incredibilmente terminati i flute e ci si è accorti che non c’era la possibilità di lavare quelli sporchi: lo scenario era a dir poco felliniano, visto che di Champagne ce n’era a iosa, mentre di bicchieri utilizzabili davvero pochi, la maggior parte dei quali non aveva peraltro più il basamento, curiosamente sbriciolabile con irrisoria facilità… Chissà, poi, quanto il grande Federico sarebbe rimasto estasiato dalla scena che ci ha accolto all’uscita dal Castello e dalla festa: un gruppo di turisti erano impegnati in un gigantesco girotondo a ritmo di mazurca! Per il resto, curiosa l’idea di Alviero Martini di sfilare e festeggiare gli esordi di Alv in un circolo di boxe in cui spiccava la presenza di Ornella Vanoni; allegra l’inaugurazione del nuovo negozio di Casadei, che ha potuto contare sulla presenza di belle donne quali Emanuela Folliero, Juliana Jerugan e Federica Moro; praticamente inevitabile la cena domenical/notturna andata automaticamente in scena da Giannino, con Sergio Valente, Arianna Marchetti, Manuele Malenotti e Pippo Inzaghi, sempre pronti a farsi strappare un sorriso dal travolgente Diego Abatantuono e musicalmente vincente la scelta di Giorgio Armani di ingaggiare, quale dj per il suo After Show Party all’Armani Privè, quel geniaccio di Dimitri von Paris. Ricordate la bella mostra dedicata ad Anna Magnani ed allestita al nuovo Revel, nonché l’inaugurazione del negozio DSquared con champagneria annessa e ospiti calcisitici di primo piano quali Ibrahimovic e Trezeguet, dobbiamo riconoscere che la palma del party più frizzante e divertente spetta senz’altro all’evento organizzato da Karla Otto pro The New York Times Style Magazine: alla Triennale si sono ritrovati, fra l’altro, Simona Ventura, Ennio Capasa, Alberta Ferretti e il nuovo direttore generale di Louis Vuitton, Benoit De Crane d’Heysselaer.

 
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