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Lo scrigno delle meraviglie

Lavoro, amori e passioni. Rosaria Cannavò, dalla gavetta in tv fino al successo
del reality “Uno, due, tre... Stalla”, si mostra in tutto il suo splendore

[di Gabriele Marcello]

Dopo una chiacchierata con Rosaria Cannavò, l’unica parola che può venire in mente è grinta, anche perché questa venticinquenne siciliana ne ha da vendere. Dimenticate tutti i preconcetti di chi, dopo un reality o un’improvvisa ventata di popolarità, risponde con le solite frasi ad effetto e con la finta ingenuità di chi cade dalle nuvole. Dimenticate questo e spulciate nei meandri della vostra memoria una celebre battuta cinematografica: “Gli eventi non piovono dal cielo, vanno provocati...”. Il film era Una donna in carriera e Rosaria Cannavò è davvero una stella in ascesa, pronta a misurarsi con le sfide che le si presenteranno. Reduce da una sofferta love story (il calciatore Antonio Cassano) che l’ha portata nella caliente Spagna, Rosaria è una ragazza semplice ma, allo stesso tempo, determinata. Parole d’ordine: studio e disciplina. Ha le idee ben chiare sul suo futuro e sa benissimo che non basta solo essere belle per arrivare in alto ma c’è bisogno di una dura preparazione e senso del rigore, quello che ti permette di rispondere con un sorriso anche alle critiche più ingiuste. Nata in Sicilia, nel 198,1 sotto il segno dello scorpione, si affaccia allo spettacolo fin da bambina, studiando con dedizione danza classica e specializzandosi, poi, in quella moderna. Ancora giovanissima, Rosaria inizia a lavorare in televisione come ballerina in i Raccomandati, Paperissima, Sarabanda, fino alla consacrazione e alla vera notorietà con il reality-show Uno, due, tre… Stalla. Qui, insieme ad altri concorrenti, ha dimostrato di essere davvero una tipa tosta in grado sia di ammaliare con la sua bellezza, ma anche di lavorare nei campi.
Con lei parliamo di tutto, a ruota libera, ed è un piacere ascoltarla mentre ci racconta dei suoi sogni, dei suoi studi passati e recenti, di come vive l’amore e dei bambini che vorrebbe. Bella lo è davvero ma, accanto ad un’innata sensualità, ha conservato intatta quella semplicità che le appartiene.

Sei richiestissima, giornali e Tv si contendono la tua presenza, come ti senti in questo momento?
A dirti la verità non mi sembra nemmeno vero. La gente mi ferma per strada e mi riconosce, ma non mi passa per la mente di rilasciare un autografo. Rimango allibita perché è tutto nuovo ma è innegabile che provi piacere.

Reality o non reality, questo è il dilemma… Come mai questo genere ha ancora tanto successo?
Il reality è il mezzo che utilizzano alcune persone per uscire da un guscio e per mostrarsi per quello che sono. La cosa più difficile è questa: essere se stessi. Poi viene la difficoltà della convivenza, le prove da superare. Non è semplice. Per me non lo è stato, ma ho tentato di dare il meglio di me. Ho ricevuto molti complimenti e ho dimostrato di valere, fino alla fine.

Non credi che i reality siano un’ arma a doppio taglio?
Certamente, ti offre la popolarità ma, allo stesso tempo, non vuol dire che sia duratura. Si può sparire da un momento all’altro, ma dipende da noi. Di bellezze in giro ce ne sono tante, ma bisogna saper fare qualcosa, studiando e impegnandosi.

Quali sono gli effetti negativi di un reality sul pubblico?
Molti tra quelli che partecipano ai reality sono dei perfetti sconosciuti che vogliono emergere e, spesso, ci riescono, illudendo il pubblico da casa che tutti possono andare in tv a lavorare. Io avevo già fatto la mia gavetta in tv e ho studiato danza classica da bambina. Avevo una mia formazione.

Come ti senti quando vedi la tua vita privata diventare materiale per i giornali?
Vivo tutto in maniera positiva perché è il prezzo che si paga per essere un personaggio pubblico. Non bisogna dimenticare che anche il gossip ti aiuta ad emergere.

Che ne pensi dei finti scoop creati per avere successo?
La falsità non fa parte dei miei principi. Che bisogno c’è di inventarsi una storia d’amore o un flirt? L’amore è una cosa tanto seria che trovo ripugnante chi l’utilizza per avere maggiore pubblicità. Alla fine, poi, non è che queste “bufale” smuovano le montagne, quello che rimane è solo uno “strillo”in prima pagina.

Per resistere nella giunga dello spettacolo, in Italia, quanto conta che il privato di un personaggio diventi pubblico?
Ci sono personaggi creati appositamente dai giornali di gossip ma è troppo lontano dal mio modo di pensare. Voglio essere vera e arrivare alla gente per quello che sono, dimostrando le mie qualità. Solo così vengono premiati i miei sacrifici.

Come reagisci quando antepongono la bellezza alla bravura?
Non reagisco, mi limito a sorridere ascolto quella vocina interna che mi sprona a non dare ascolto a certe provocazioni. Vorrei che le persone sapessero che ho anche un cervello e del talento. Ripeto: le ragazze belle sono ovunque, ma la bravura?
La bellezza non è che la ciliegina sulla torta.

È indubbio che la bellezza ti ha aiutata…
Non voglio essere ipocrita e ammetto serenamente che la mia bellezza mi ha aiutata, è stata il biglietto da visita. Ma nella vita non basta. Io nasco come ballerina televisiva, quindi ho studiato tanto e continuo ancora a farlo..

Se potessi essere un’altra persona chi vorresti essere?
Ti direi che ho sempre ammirato la grinta di Simona Ventura, il suo modo di condurre e di tenere in pugno la situazione. Ammiro la Hunziker, lo charme della Bellucci e l’intelligenza di Lilli Gruber, una giornalista bravissima e coraggiosa. Tutti questi personaggi li considero completi professionalmente e anche persone straordinarie.

Cosa sognavi da bambina?
Volevo essere la prima ballerina dell’Opera di Parigi perché studiavo danza classica e vedevo il mio futuro con tutù e scarpette. Poi il mio fisico è cambiato e ho iniziato a ballare per la tv, ma mi ritengo fortunata.

Lo studio e la disciplina sono fondamentali per te?
Certo, senza non si va avanti. Avrei voluto approfondire molte più cose ma i precoci impegni di lavoro mi hanno tenuta occupata.

Se il cinema ti chiamasse, che cosa faresti?
Attualmente sto studiando dizione e recitazione a Milano e se arriva un’occasione spero solo di essere pronta e preparata. Non mi perdonerei mai una figuraccia.

Come consideri i sacrifici della danza rispetto a quelli della recitazione?
Paralleli. Forse un giorno, se arrivasse la grande occasione, potrò tirare le somme e comprendere meglio sia le differenze che le similitudini.

C’è un film che avresti voluto interpretare?
Attualmente no, ma apprezzo le pellicole recenti come Ho Voglia di te o Come tu mi vuoi. Rispecchiano bene il mondo di noi giovani e amo la commedia: ho un debole per Leonardo Pieraccioni.

Una canzone per un momento speciale?
Un grande classico. Ascolterei in continuazione Il cielo in una stanza di Gino Paoli. è una canzone meravigliosa e mi fa sognare.

Credi che l’amore ci scelga oppure siamo noi che lottiamo per averlo?
Non c’è dubbio, l’amore ci sceglie ed è bellissimo. Ogni rapporto è unico ed irripetibile. Quando arriva bisogna solo sentire, rimanere in silenzio e lasciarsi trasportare.

Sei innamorata?
Non ora ma lo vorrei tanto. L’amore ci rende migliori, più buoni e ci aiuta a vedere con occhi diversi la vita.

Trovato l’uomo, trovato l’amore... ti piacerebbe avere un figlio?
Mica uno solo! Almeno tre. Ora, con il lavoro che faccio e con i miei ritmi, la vedo difficile ma, in futuro, essere una mamma con una bella squadra di bambini mi piacerebbe molto.

Pensi che in una relazione matura il sesso si trasformi con il tempo?
Non credo proprio. Il sentimento si può trasformare e da passione divenire amore, ma l’attrazione crea una maggiore complicità, l’isola felice per i partner.

Cosa c’è nel tuo futuro?
Senza dubbio lo studio. Ho voglia di migliorarmi per essere pronta a cogliere le occasioni.
Ho dei progetti, sì, ma, per il momento, preferisco lasciare un velo di mistero su ciò che mi attende in futuro.


 
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