Nella
finzione del film di e con Renato Pozzetto Un amore perfetto
è Elettra, la donna che rasenta la perfezione,
fisicamente e non solo. Un essere decisamente irreale
tanto da essere puro frutto dell’immaginazione “robotica”.
Nella dimensione concreta e reale quel fisico statuario
e quegli occhi profondi rispondono al nome di Camilla
Sjöberg: modella svedese prestata al cinema e in
passato anche alla televisione, dove qualche anno fa ha
affiancato Giorgio Panariello nel programma di RaiUno
Torno sabato... e tre.
Come ci si sente ad interpretare la persona che
tutte le donne vorrebbero essere e che tutti gli uomini
vorrebbero avere?
Sinceramente non lo so. Non credo che tutti gli uomini
vorrebbero avere al loro fianco una donna che dice solo
sì e che fa tutto, ma proprio tutto, in funzione
del suo uomo. O almeno spero che non la vogliano. E spero
anche che tutte le donne non vogliano essere in questo
modo. Elettra in fondo è una persona senza estrogeni,
senza ormoni. Anche se in questo modo, forse, per noi
donne la vita sarebbe più facile.
Ma è meglio essere perfette o avere qualche
difetto?
La perfezione secondo me è noiosa e, comunque,
non esiste. Ci sono persone che vorrebbero esserlo ma
poi diventano inevitabilmente rigide e non sanno lasciarsi
andare. Se bisogna arrivare a questo sono felice di non
essere perfetta.
E i tuoi difetti quali sono?
Di difetti ne ho, ma non ci penso e quindi non li dico.
Una cosa, invece, mi viene rimproverata, anche se non
so se è realmente un difetto; quando non conosco
le persone le osservo molto prima di parlare, di socializzare
e di lasciarmi andare. Nel mio lavoro questo atteggiamento
viene frainteso e interpretato come un comportamento da
diva mentre io non mi ci sento affatto.
Quali sono invece i tuoi pregi?
Mi piace avere le persone intorno a me, mi piace che stiano
bene e faccio loro dei regali. Cerco di non pensare solo
a me stessa, ma anche agli amici, alle mie sorelle.
Quando sei più giovane pensi soltanto a viaggiare
per il mondo e può capitare che non chiami casa
per quattro mesi perché vuoi stare da sola a godertela.
Ora, invece, ho trovato un equilibrio.
Se ti dico Giorgio Panariello, cosa rispondi?
Che è super divertente e super bravo. Mi ricordo
l’emozione nel lavorare con lui e con il gruppo
di Torno sabato... e tre: l’imprevedibilità
e l’inconsapevolezza della diretta, il calore del
pubblico e poi la prima volta che sono salita sul palco.
L’applauso che mi hanno fatto è stato una
cosa pazzesca. Quell’adrenalina non si dimentica.
Se ti dico Svezia?
Magari tornerò. Mi manca tanto, mi manca la natura,
l’aria pulita, camminare nel bosco e fare i falò.
E poi mi mancano le mie due sorelline e mio fratello più
piccolo.
E se ti dico Milano?
È la mia casa, insieme a Londra.
Come mai hai scelto di venire proprio in Italia, dove
aver vissuto a San Francisco, in Sud Africa e in tanti
altri paesi europei?
Perché ho incontrato un talent scout di Milano
che mi ha visto e mi ha detto di venire in Italia. E questo
è un paese bellissimo.
Finora hai sfilato come modella, hai fatto da testimonial
per la pubblicità, hai recitato nel film di Pozzetto
e in quello dei Vanzina “Vacanze di Natale”.
Cosa c’è nel futuro lavorativo di
Camilla?
Io resto sempre e comunque una modella, è questa
la base. Mi diverto, guadagno bene anche se mi piacerebbe
recitare in un altro film. Ci sono dei progetti nell’aria,
sia in Italia che all’estero, ma per ora non posso
dire molto.
C’è qualcosa che non ti piace in
quello che fai?
Sì, non mi piacciono tutte le ragazzine che scendono
a compromessi per avere successo. Qui è troppo
facile, invece di studiare basta uscire con un calciatore
o puntare sull’aspetto fisico. Mi piacerebbe vedere
il mondo dello spettacolo italiano più limpido
dove non ci siano solo super fighe, ma donne di talento,
brave e “pulite”. Anche gli uomini che hanno
il potere dovrebbero cambiare, però. Per esempio,
quando sono stata scelta per il film di Pozzetto, lui
non mi ha vista e mi ha offerto il ruolo vedendo il mio
provino. Troppe volte non è così e i lavori
si fanno solo attraverso le conoscenze.
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A differenza di molte ragazze italiane, infatti,
sei riuscita a non far parlare di te per i tuoi flirt
con calciatori e simili...
Non mi sono mai innamorata di un calciatore o di un regista
e non so se succederà mai, non si può dire.
Ma non sono una che riesce a sfruttare una persona solo
per avere successo. Guadagnerei di più, è
vero, ma non è proprio da me. I soldi non sono
la cosa più importante e se devo avere successo
è perché sono brava e perché qualcuno
crede in me, altrimenti preferisco cambiare professione.
C’è qualcosa che non faresti mai?
La valletta che sta in tv solo per ballare. Come farmi
vedere nuda se non si trattasse di pose artistiche.
E se ti proponessero di partecipare a un reality-show?
Non mi piacciono molto i reality, credo che non parteciperei.
A meno che non mi si offrano tanti soldi e che sia un
concept del tutto nuovo.
Favorevole o contraria alla chirurgia estetica?
Favorevole, ma solo quando serve a risolvere un problema.
Che musica ascolti?
Musica pop: gli U2, i Red Hot Chily Peppers. Basta che
non sia troppo commerciale o troppo di nicchia.
Un film che ti piace particolarmente?
“La vita è bella” di Roberto Benigni.
A parte quelli che ti hanno già diretto, c’è
un regista italiano con cui ti piacerebbe lavorare?
Con Tornatore.
Meglio il cinema italiano o quello svedese?
Sono troppo diversi per essere paragonati.
Un’attrice a cui ti ispiri?
Meryl Streep.
Il set del film d’altri tempi in cui saresti
voluta essere?
“Via col vento”.
Un libro che rileggeresti o che regaleresti a un’amica?
“Zahir” di Paulo Coelho.
Hai un uomo ideale?
Sì, il mio.
E il tuo fidanzato, Mikael Kenta, come ti ha conquistato?
Con tutte le sue qualità: è autentico, tranquillo,
generoso, coraggioso e premuroso.
Tante ragazze arrivano in Italia dicendo che vogliono
un fidanzato italiano. Tu invece te ne sei scelto uno
svedese come te? Come mai?
È capitato così. In amore non sai mai dove
ti porta il cuore.
Quali sono i tuoi hobbies?
Stare a contatto con la natura, andare a cavallo e fare
shopping. Ma ora ho promesso di non comprare niente per
due mesi: sarà dura.
Definiresti la tua personalità più
svedese o più italiana?
Internazionale. In Svezia c’è uno spiccato
femminismo, forse eccessivo.
In Italia le donne sono indipendenti sì, ma vengono
comunque curate dai loro uomini. E a me piace essere coccolata
e mi piacerebbe dedicarmi ai miei figli, quando ne avrò,
e non tornare a lavorare dopo qualche mese che sono nati.
Sicuramente saro molto più selettiva nello scegliere
un lavoro e, se possibile, porterò anche loro sul
set. Sarò
una “supermamma”. |