Logo Matrix



Caldonazzo, Badescu - Si alzi il sipario [torna indietro]

Rivali sì, ma solo sul palcoscenico.
Ramona Badescu e NatHalie Caldonazzo fanno rivivere
l’emozione della belle époque in “mr Musical romantico”

[di Ilaria Mollo]

È il loro momento. La bionda e affascinante Nathalie Caldonazzo e la mora e seducente Ramona Badescu sono oggi le stelle della Belle Époque. Da primedonne del Bagaglino a primedonne in teatro, con il musical MR, Musical Romantico. Sono determinate e ambiziose e questo lo conferma la loro carriera: da soubrette ad attrici in teatro, cinema e televisione. Due donne unite dalla grande passione per lo spettacolo, straordinarie professioniste che amano vestire abiti da scena sempre diversi. Questa volta lo sfondo è la Parigi ai tempi di Toulouse- Lautrec.
Le due stelle, nei personaggi di Avril e Ninì, in uno scintillio di luci e colori e costumi sfavillanti ci fanno rivivere una storia d’amore fuori dal tempo: quella tra Avril, splendida star, e Daniel, affascinante pittore. Un musical travolgente in cui le due attrici si cimentano in numeri affascinanti e coreografie coloratissime. Uno spettacolo nato dall'impegno e dall'amore per la musica, la danza e il teatro.
Un sentimento che traspare dalle parole delle protagoniste che a Matrix hanno raccontato in che modo si sono accostate ai loro seducenti personaggi.


Ninì (Ramona Badescu) eterna seconda ballerina del musical, nutre una logorante invidia nei confronti di Avril

Come ti sei preparata per questo musical?
Per prepararsi ad un musical non è sufficiente un mese o due di lavoro, si tratta di un impegno duro e faticoso, devi ballare, cantare, saper recitare, per questo serve una preparazione di anni. Io, infatti, ho iniziato quando avevo quattro anni e nasco in Romania come cantante. Nella mia vita ho però studiato canto, recitazione, danza. Ho fatto televisione, teatro. Ho sicuramente un bagaglio alle spalle che mi ha aiutata ad affrontare la sfida del musical e a dare il meglio di me. Tuttavia, nonostante l’esperienza, bisogna sempre perfezionarsi e crescere professionalmente.
Parlaci del tuo ruolo.
Nel musical le primedonne sono due: Ninì e Avril. Io interpreto Ninì che è messa in ombra dalla bionda Avril (interpretata da Nathalie Caldonazzo, n.d.r.). Entrambe affascinate dal giovane Daniel che però non ha occhi che per Avril.

Qual è la tua paura più grande?
Perdere la memoria. Un tuo pregio. L’educazione che ho ricevuto dai miei genitori.

Da che cosa ti lasci sedurre?
Dalle sorprese, da qualsiasi cosa che non è scontata e che mi può stupire. Può trattarsi di uno sguardo, di un odore, di un semplice gesto.

Il look che ti fa sentire più seducente?

Mi piace essere elegante ma amo anche un look semplice, come un jeans e una camicia. Sicuramente un accessorio può aiutare e dare quel tocco finale ma penso che la seduzione sia interiore. è un’attitudine innata.

La bellezza ti ha dato una spinta nella tua carriera?
Dal momento che lavoro in televisione e non in radio, l’immagine è sicuramente importante e penso che mi abbia comunque agevolata. Credo che la bellezza deve essere intrigante e completa. E poi comunque si sa… non è bello ciò che bello ma è bello ciò che piace. Io non ho mai messo in primo piano la bellezza. Ho sempre pensato che le mie armi seduttive erano altre: il mio modo di esprimermi, di vedere le cose, però ho sicuramente faticato per curare anche l’immagine. è importante averle tutte e due, infatti, cerco di tenere una linea giusta, stare attenta a ciò che mangio, faccio danza, mi curo molto, ma non è la cosa su cui insisto di più. Voglio essere presa in considerazione per la mia bellezza interiore.

Che cosa ricordi degli inizi della tua carriera?
è passato un pò di tempo, ma ricordo sicuramente con piacere e simpatia la mia prima apparizione in una trasmissione televisiva in Romania, dove uscivo da una torta. E da qui ho iniziato la mia gavetta e il mio sogno: quello di fare spettacolo. Infatti, a soli 4 anni, mi preoccupavo già di firmare gli autografi.

Come ti definisci?

Una persona normale con una grande fortuna, quella di essere riuscita a fare quello che ho sempre desiderato.

Cosa ti manca del tuo paese?
Sicuramente la mia famiglia, anche se quando sono arrivata in Italia, sono stata accolta benissimo e non ho avuto nessun problema di integrazione. L’Italia, è un Paese ospitale e caloroso e penso che sia giusto perché cultura vuol dire amalgamo di culture diverse, solo così un Paese può crescere.

Sei una donna impegnata anche politicamente, parlaci della tua attività.
Io, in realtà, faccio una politica dell’animo e delle emozioni. Amo il mio Paese e in questi diciotto anni in Italia ho sempre cercato di sostenere il suo valore culturale e umano. Tutto quello che dico nasce dal mio animo. E soprattutto in seguito a vicende spiacevoli che, hanno visto coinvolto il popolo rumeno, ho fatto sentire la mia voce, perché penso che non è giusto generalizzare. Ci sono malfattori ma c’è anche tanta gente che lavora dignitosamente. Sono membro onorario di Identità Rumena, il Partito dei Rumeni in Italia. In futuro potrò ricoprire anche un ruolo più ufficiale, ma per il momento faccio le cose non dal punto di vista strettamente politico ma umano.

Teatro, televisione e cinema, qual è la tua più grande passione?
Amo tutti e tre anche se tanto diversi.
Il teatro è sicuramente molto più faticoso, stabilisci un rapporto diretto con il pubblico, che è molto critico, esigente e ogni sera diverso. Nella fiction il pubblico non si vede ma ti “assaggia” a puntate e ti vede dopo, gli tieni compagnia per più sere o settimane. Il cinema, invece, rimane sempre il sogno di un artista e se sei fortunato riesci ad arrivare in alto.
Penso che per il cinema italiano bisognerebbe fare di più, la Festa del Cinema di Roma è già un buon inizio.

C’è un ruolo che, invece, ti piacerebbe interpretare?
Mi piacerebbe interpretare un ruolo dove, dovrei imbruttirmi, rasarmi i capelli. Un ruolo sicuramente insolito che può darmi però la possibilità di mettere in primo piano il mio animo e tirare fuori le emozioni che ho dentro, visto che la mia vita è stata costellata da diversi episodi, tanto belli quanto brutti.

Un sogno nel cassetto?
Per essere sincera la vita mi ha dato tanto. Ho avuto tante soddisfazioni ma anche delusioni, momenti belli e brutti. Per considerami una donna completa, però, desidererei una figlia. n

Avril (Nathalie Caldonazzo) è una danzatrice francese di café-chantant, Jeanne Richepin (Parigi 1868-1943), popolarissima a Parigi alla fine dell’Ottocento e ricordata da Toulouse-Lautrec.

Oggi sei impegnata nel musical MR Musical Romantico. Come ti trovi?
Mi piace moltissimo. Sono 12 anni che faccio teatro passando dai classici alle commedie. Ho avuto già sette anni fa un “assaggio” di musical con lo spettacolo Deus ex machina di Woody Allen insieme a Pino Quartullo. Lì cantavo un po’, mi muovevo e già mi piaceva tanto, mi sentivo a mio agio, l’adoravo. Ora con questo musical, dove canto, recito, ballo, ho la sensazione di stare al posto giusto e al momento giusto. Con questa esperienza non posso desiderare di più, mi si è aperto un nuovo mondo, sono molto entusiasta e felice per quello che sto facendo.

Che ruolo interpreti nel musical? Pensi che ci sia qualcosa del tuo carattere nel personaggio che interpreti?
Sono Avril, la stella del palcoscenico. Nella storia, prima di lei il ruolo di primadonna era di Ninì (interpretata da Ramona Badescu n.d.r.), che ora è diventata la mia antagonista, la ballerina che si vede sfilare il posto al locale e che è innamorata del mio stesso uomo. Avril, pur avendo numeri provocanti è però sempre alla ricerca dell’amore. Penso che in ogni donna ci sia qualcosa di Avril e di Ninì. Io ho un po’ di tutte e due. Di Avril mi rispecchia la pulizia che ha dentro, una persona sexy ma allo stesso tempo piena di valori, di principi. Mi appartiene il suo lato romantico ma non sono alla ricerca spasmodica dell’amore e mi appartiene anche un po’ la freddezza del personaggio di Ninì.

Nel musical, canti, reciti e balli, come ti sei preparata a tutto questo?
Recito e ballo da sempre. Dodici anni di teatro, da Shakespeare a Molière a Goldoni. Ho sicuramente un bel curriculum e di gavetta ne ho fatta tanta. Ballo da quando ero bambina. Per il canto, ho già una buona intonazione ma sono mesi che studio e prendo lezioni.

Come ti senti nel ruolo che è stato portato al cinema da Nicole Kidman?
Il film è una cosa, il teatro è un’altra. Non mi pongo il problema del confronto con Nicole Kidman perché lei è unica. Io cerco solo di dare il mio meglio, studiando e interpretando il mio ruolo nel miglior modo possibile e poi ci metto un po’ di Nathalie.

Che rapporto hai con il pubblico?
Buono. In questo momento della mia vita “me lo mangio”. Agli esordi non era così, ero sicuramente molto più timida. Ora però dopo tanti anni di teatro, dopo le tante tournée in giro per città e paesi diversi, arrivo sulla scena con grande sicurezza e tranquillità. Ho capito il pubblico e ho capito quello che vuole. Quando sono sul palcoscenico, infatti, cerco di creare una sinergia con gli spettatori e mi accorgo di ogni cosa: vedo l’espressione dei loro volti, guardo chi applaude, chi, invece, si addormenta. Il pubblico va tenuto vivo, accompagnato. Noi attori siamo lì per lui che per noi è tutto.

Nathalie, cosa ricordi degli inizi della tua carriera?
Ho tanti bei ricordi ma una cosa è certa, mi sono sempre rimboccata le maniche e quanto a fatica non mi sono mai risparmiata. Sono soddisfatta perché mi sono costruita da sola pezzetto per pezzetto. Non mi ha mai regalato niente nessuno. A questo punto della mia carriera spererei però di trovare la strada un po’ più spianata. Avrei bisogno di un po’ di fortuna.

Esiste un ruolo che ti piacerebbe interpretare al cinema o in teatro?
Sicuramente ruoli interessanti. Mi sto avvicinando ai quarant’anni e con l’esperienza che ho alle spalle, mi sento pronta per interpretare qualsiasi ruolo: donna, madre, ruoli drammatici.

Televisione, cinema e teatro. Cosa ti affascina di più e dove ti senti più a tuo agio?
Ovunque. Tolta la timidezza degli esordi, son pronta per tutto. Uso la televisione per promuovere il teatro. Con il musical c’è molto più interesse. Merita di essere visto. Anche se al cinema ho fatto poco, sul set mi sono sentita sempre a casa mia.
Cosa ci dici a proposito della tua esperienza al Bagaglino?
è stata un’università, una palestra. Mi è servita tanto perché è lì che ho imparato tutto: a muovere i primi passi sul palcoscenico, ho acquisito la sicurezza sul palco e ho imparato anche a sentirmi donna (visto che interpretavo il ruolo di primadonna)e non più bambina.

Qual è il tuo rapporto con la bellezza?
Mi curo molto. Amo la buona cucina ma sto attenta a ciò che mangio. Seguo una dieta dissociata, sto attenta ai condimenti. Curo molto il mio aspetto. Prestare attenzione al proprio corpo credo sia il dovere di ogni donna e diventa necessario soprattutto quando non si hanno più 20 anni.
Se dovessi fare un bilancio della tua vita in questo momento?
è un bellissimo momento. Mi sento felice, serena, tranquilla, appagata.

Che cosa desideri, ora, dalla vita?

Dalla vita desiderei fortuna.
Vorrei che le cose dipendessero meno da me e più dal Fato. Il musical è comunque già un bel regalo, un buon inizio. n


 
LA RIVISTA | LA REDAZIONE | LAVORA CON NOI | PUBBLICITA' | ABBONAMENTI | CONTATTI

© Al.Fa. Edizioni srl