Lanciare
una pietra, lasciarla rotolare a terra e cercare di colpire
un oggetto facendolo cadere. Istintivo, semplice, primitivo
e accattivante.
Ecco come nasce il primo sport registrato nella storia
dell’umanità, il bowling. Il suo antesignano
è testimoniato già intorno al 5200 a.C.
presso gli antichi egizi, che usavano una roccia sferica
per abbattere un bastone posto a qualche metro di distanza.
Da allora, attraversando fasi storiche e continue rivisitazioni,
questo gioco popolare e accessibile si è evoluto
fino a diventare il fenomeno che oggi coinvolge milioni
di persone in tutto il mondo.
Un po’ di storia
La storia del bowling è affascinante, legata com’è
a riti religiosi, alle sorti di grandi imperi e alle usanze
ricreative dei nobili come dei popolani.
Già intorno al V secolo i tedeschi tenevano annualmente
una cerimonia spirituale nella quale un bastone, dalla
forma di un birillo - noto come kegel - era posto in piedi,
e ognuno cercava di buttarlo giù facendogli rotolare
contro una pietra rotonda. Chi riusciva a farlo cadere
era purificato dai suoi peccati da un sacerdote. I birilli
divennero più di uno e, con il passare dei secoli,
il loro numero cambiò costantemente.
A fissarlo a nove fu, strano a dirsi, Martin Lutero: tra
una lezione di teologia e una scomunica papale, il severo
e conservatore padre della Riforma Protestante si appassionava
tanto di questo gioco che, secondo le testimonianze, fece
costruire una pista per sé e la sua famiglia. Visti
i tempi e il personaggio, è un po’ come se
oggi il Papa si dedicasse allo snowboard: il contrasto
sarebbe curioso. È in questo periodo che il bowling
comincia ad assumere la sua forma a noi più familiare.
Grande diffusione di questo gioco si ebbe anche in Inghilterra,
e il primo scritto riguardante la pratica del bowling
risale al 1366, allorché il re d’Inghilterra
Edoardo I ne vietò la pratica alle sue truppe,
in quanto andava a scapito dell’addestramento militare.
La sua popolarità crebbe nei secoli, al punto che
lo stesso Enrico VIII ebbe il suo bel da fare a tale proposito:
nonostante le ampie licenze che il sovrano si concedeva
nella vita privata, si sentì in dovere di emanare
un editto in cui il gioco veniva proibito perché,
secondo lui, “ha cessato di essere uno sport, ed
è piuttosto una forma di gioco d’azzardo
vizioso”. Singolare coincidenza: anche Enrico VIII
ebbe i suoi guai con il Vaticano, fu scomunicato, e da
qui derivò lo scisma che portò alla nascita
della Chiesa Anglicana; ancora una volta l’incolpevole
bowling era spettatore in prima fila! Qualcuno deve aver
pensato che il re non fosse il più indicato a dare
lezioni di morale, tant’è che il bando ebbe
ben poco effetto sulle migliaia di appassionati che praticavano
il bowling, compresi duchi, baroni ed esponenti della
nobiltà varia: l’editto rimase in vigore
fino al 1845 ma nessuno se ne accorse. Si racconta addirittura
che Sir Francis Drake abbia rimandato l’attacco
contro la Grande Armata spagnola perché doveva
finire una partita.
Molto british! Inglesi e Olandesi esportarono quindi le
loro versioni del gioco nel Nuovo Mondo durante la colonizzazione,
e nei neonati Stati Uniti questo sport impiegò
poco tempo per diventare un successo contagioso, fino
a richiedere la costituzione di un’associazione
nazionale per unificarne le regole e le attrezzature.
La variante che conosciamo oggi, a dieci birilli, comparve
dopo la Guerra Civile, così come l’articolato
sistema di conteggio dei punti.
Negli anni ’80, solo negli USA, circa venti milioni
di persone giocavano a bowling almeno una volta al mese.
Oggi, intorno al bowling, c’è un universo
fatto di tornei, leghe, federazioni, abbigliamento tecnico,
marchi celebri e sale diventate veri e propri luoghi di
ritrovo, in cui il fragore dei birilli abbattuti e delle
bocce scagliate sul parquet si mescola alle voci e alla
musica degli avventori, che a volte giocano e a volte
si limitano ad osservare le piste con un cocktail in mano,
magari ballando dietro le piste. L’enorme diffusione
del bowling negli ultimi decenni è dovuta in particolare
a due fattori: da una parte la realizzazione delle macchine
automatiche per il riposizionamento dei birilli ed il
ritorno delle bocce (pinsetters), ha permesso di compiere
due attività, che prima erano svolte manualmente,
con tempi e costi di gran lunga superiori. In secondo
luogo c’è stata la diffusione delle gare
di bowling (particolarmente quelle tra professionisti)
in televisione. Grazie alla sua semplicità, ai
suoi spazi ridotti e alle sue regole facilmente intuibili,
il bowling è divenuto uno degli sport più
“televisivi” ed è entrato nelle case
di milioni di spettatori.
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Il bowling si pratica in diversi modi, in quanto possono
essere appunto diverse le misure e le forme delle piste
di scorrimento, le dimensioni delle bocce nonché
il numero e la forma dei birilli.
Il più noto a livello internazionale ed il più
praticato in assoluto è il Tenpin Bowling, il bowling
con dieci birilli, mentre gli altri hanno una diffusione
solo locale e circoscritta, per cui il termine bowling
si usa comunemente per riferirsi esclusivamente a quello
appunto a dieci birilli.
Come si arriva allo strike
Il bowling è un gioco popolare. Ogni giorno ci
sono circa un milione di persone che giocano in una competizione
riconosciuta, a prescindere dalla pioggia, dalla neve,
dal caldo o dal freddo, per gli otto o più mesi
della stagione agonistica.
Nessun altro sport al mondo ha una partecipazione organizzata
di questa durata. Se vi chiedete quale sia il segreto
per avere successo in questo sport, la maggior parte degli
appassionati delle piste vi risponderà che il bowling
è un gioco mentale: richiede concentrazione, precisione,
sincronia ed equilibrio. Dovete visualizzare il percorso
che la vostra boccia dovrà compiere per abbattere
i birilli, e poi dovete armonizzare i vostri movimenti
in modo da realizzare quella traiettoria. Non è
difficile, ma non è nemmeno immediato come a prima
vista potrebbe sembrare. Le regole, tuttavia, sono abbastanza
semplici.
Il bowling si gioca su una pista di circa diciotto metri,
preceduta da una zona di lancio a sua volta lunga quattro
metri e mezzo, che il giocatore sfrutta per prendere la
rincorsa e lanciare la boccia.
Tralasciando i dettagli tecnici sui materiali, le rifiniture
e i lubrificanti, le piste sono solitamente di legno o
di sostanza sintetica, mentre le bocce, che pesano tra
i 4,5 e i 7,5 Kg, sono costruite di resine sintetiche
o poliestere. Al termine della pista, disposti a triangolo,
ci sono i vostri bersagli: i dieci birilli. Lo scopo è
ovvio: abbatterli tutti. Una variabile da tenere in considerazione,
che può cambiare da pista a pista, è l’uso
di alcuni materiali utilizzati per rivestire la pista:
spesso la lane è ricoperta di uno strato di olio,
gommalacca o nitrocellulosa al duplice scopo di modificare
l’attrito della boccia e proteggere il legno dall’usura.
La partita si svolge in dieci frazioni, ognuna composta
di due tiri: se riuscite a farli cadere tutti al primo
colpo, realizzate uno strike e passate alla frazione successiva;
in caso contrario, avete il secondo tiro per cercare di
ottenere uno spare. Il calcolo del punteggio è
articolato ma semplice da capire: uno strike vi dà
dieci punti a cui sommare il risultato dei due tiri successivi
(il massimo per un singolo strike è di trenta punti,
nel caso in cui i due tiri successivi siano anch’essi
due strike). Lo spare è calcolato con lo stesso
meccanismo, ma al punteggio del tiro si aggiunge solo
quello del lancio immediatamente successivo. Se nei due
tiri della frazione non ottenete almeno spare, il vostro
punteggio sarà semplicemente il numero di quelli
abbattuti. E comunque non preoccupatevi troppo dei conti:
da tempo, ormai, le sale bowling hanno i conteggiatori
elettronici su ogni pista.
Un successo mondiale È
facile capire, dunque, perché il bowling è
diventato uno sport così popolare, attualmente
riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale: è
un gioco semplice, accessibile a tutti, anche a chi è
privo di particolari doti atletiche poiché, contrariamente
a quanto si può credere, non richiede particolare
forza fisica. Le leghe femminili contano decine di migliaia
di lanciatrici di altissimo livello, e non è considerato
uno sport “nobile” né “plebeo”.
è anche uno sport economico, se praticato a livelli
amatoriali, considerato che una partita, solitamente,
costa pochi euro a persona. Ovviamente anche intorno al
bowling è fiorito un ampio mercato di accessori
tecnici per professionisti o amatori di alto livello,
che va dalle scarpe alle bocce, ai guanti, ecc. Con testimonial
d’eccezione come Fred Flintstone e Homer Simpson,
e con una serie di immagini cinematografiche e letterarie
che lo associa al relax, alla compagnia e alla conversazione
oziosa, il bowling è diventato un fenomeno di massa,
e ogni giorno, circa un milione di uomini, donne e bambini,
in tutto il mondo, cerca di abbattere dieci birilli di
legno come faceva Martin Lutero nel XVI secolo. |