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Strike! [torna indietro]

Alla scoperta di uno degli sport più antichi dell’umanità,
popolare da sempre e oggi ancor più amato.
Grazie anche a Martin Lutero e Homer Simpson

[di Leonardo Leonardi]
Lanciare una pietra, lasciarla rotolare a terra e cercare di colpire un oggetto facendolo cadere. Istintivo, semplice, primitivo e accattivante.
Ecco come nasce il primo sport registrato nella storia dell’umanità, il bowling. Il suo antesignano è testimoniato già intorno al 5200 a.C. presso gli antichi egizi, che usavano una roccia sferica per abbattere un bastone posto a qualche metro di distanza. Da allora, attraversando fasi storiche e continue rivisitazioni, questo gioco popolare e accessibile si è evoluto fino a diventare il fenomeno che oggi coinvolge milioni di persone in tutto il mondo.

Un po’ di storia
La storia del bowling è affascinante, legata com’è a riti religiosi, alle sorti di grandi imperi e alle usanze ricreative dei nobili come dei popolani.
Già intorno al V secolo i tedeschi tenevano annualmente una cerimonia spirituale nella quale un bastone, dalla forma di un birillo - noto come kegel - era posto in piedi, e ognuno cercava di buttarlo giù facendogli rotolare contro una pietra rotonda. Chi riusciva a farlo cadere era purificato dai suoi peccati da un sacerdote. I birilli divennero più di uno e, con il passare dei secoli, il loro numero cambiò costantemente.
A fissarlo a nove fu, strano a dirsi, Martin Lutero: tra una lezione di teologia e una scomunica papale, il severo e conservatore padre della Riforma Protestante si appassionava tanto di questo gioco che, secondo le testimonianze, fece costruire una pista per sé e la sua famiglia. Visti i tempi e il personaggio, è un po’ come se oggi il Papa si dedicasse allo snowboard: il contrasto sarebbe curioso. È in questo periodo che il bowling comincia ad assumere la sua forma a noi più familiare. Grande diffusione di questo gioco si ebbe anche in Inghilterra, e il primo scritto riguardante la pratica del bowling risale al 1366, allorché il re d’Inghilterra Edoardo I ne vietò la pratica alle sue truppe, in quanto andava a scapito dell’addestramento militare. La sua popolarità crebbe nei secoli, al punto che lo stesso Enrico VIII ebbe il suo bel da fare a tale proposito: nonostante le ampie licenze che il sovrano si concedeva nella vita privata, si sentì in dovere di emanare un editto in cui il gioco veniva proibito perché, secondo lui, “ha cessato di essere uno sport, ed è piuttosto una forma di gioco d’azzardo vizioso”. Singolare coincidenza: anche Enrico VIII ebbe i suoi guai con il Vaticano, fu scomunicato, e da qui derivò lo scisma che portò alla nascita della Chiesa Anglicana; ancora una volta l’incolpevole bowling era spettatore in prima fila! Qualcuno deve aver pensato che il re non fosse il più indicato a dare lezioni di morale, tant’è che il bando ebbe ben poco effetto sulle migliaia di appassionati che praticavano il bowling, compresi duchi, baroni ed esponenti della nobiltà varia: l’editto rimase in vigore fino al 1845 ma nessuno se ne accorse. Si racconta addirittura che Sir Francis Drake abbia rimandato l’attacco contro la Grande Armata spagnola perché doveva finire una partita.
Molto british! Inglesi e Olandesi esportarono quindi le loro versioni del gioco nel Nuovo Mondo durante la colonizzazione, e nei neonati Stati Uniti questo sport impiegò poco tempo per diventare un successo contagioso, fino a richiedere la costituzione di un’associazione nazionale per unificarne le regole e le attrezzature. La variante che conosciamo oggi, a dieci birilli, comparve dopo la Guerra Civile, così come l’articolato sistema di conteggio dei punti.
Negli anni ’80, solo negli USA, circa venti milioni di persone giocavano a bowling almeno una volta al mese. Oggi, intorno al bowling, c’è un universo fatto di tornei, leghe, federazioni, abbigliamento tecnico, marchi celebri e sale diventate veri e propri luoghi di ritrovo, in cui il fragore dei birilli abbattuti e delle bocce scagliate sul parquet si mescola alle voci e alla musica degli avventori, che a volte giocano e a volte si limitano ad osservare le piste con un cocktail in mano, magari ballando dietro le piste. L’enorme diffusione del bowling negli ultimi decenni è dovuta in particolare a due fattori: da una parte la realizzazione delle macchine automatiche per il riposizionamento dei birilli ed il ritorno delle bocce (pinsetters), ha permesso di compiere due attività, che prima erano svolte manualmente, con tempi e costi di gran lunga superiori. In secondo luogo c’è stata la diffusione delle gare di bowling (particolarmente quelle tra professionisti) in televisione. Grazie alla sua semplicità, ai suoi spazi ridotti e alle sue regole facilmente intuibili, il bowling è divenuto uno degli sport più “televisivi” ed è entrato nelle case di milioni di spettatori.
Il bowling si pratica in diversi modi, in quanto possono essere appunto diverse le misure e le forme delle piste di scorrimento, le dimensioni delle bocce nonché il numero e la forma dei birilli.
Il più noto a livello internazionale ed il più praticato in assoluto è il Tenpin Bowling, il bowling con dieci birilli, mentre gli altri hanno una diffusione solo locale e circoscritta, per cui il termine bowling si usa comunemente per riferirsi esclusivamente a quello appunto a dieci birilli.

Come si arriva allo strike
Il bowling è un gioco popolare. Ogni giorno ci sono circa un milione di persone che giocano in una competizione riconosciuta, a prescindere dalla pioggia, dalla neve, dal caldo o dal freddo, per gli otto o più mesi della stagione agonistica.
Nessun altro sport al mondo ha una partecipazione organizzata di questa durata. Se vi chiedete quale sia il segreto per avere successo in questo sport, la maggior parte degli appassionati delle piste vi risponderà che il bowling è un gioco mentale: richiede concentrazione, precisione, sincronia ed equilibrio. Dovete visualizzare il percorso che la vostra boccia dovrà compiere per abbattere i birilli, e poi dovete armonizzare i vostri movimenti in modo da realizzare quella traiettoria. Non è difficile, ma non è nemmeno immediato come a prima vista potrebbe sembrare. Le regole, tuttavia, sono abbastanza semplici.
Il bowling si gioca su una pista di circa diciotto metri, preceduta da una zona di lancio a sua volta lunga quattro metri e mezzo, che il giocatore sfrutta per prendere la rincorsa e lanciare la boccia.
Tralasciando i dettagli tecnici sui materiali, le rifiniture e i lubrificanti, le piste sono solitamente di legno o di sostanza sintetica, mentre le bocce, che pesano tra i 4,5 e i 7,5 Kg, sono costruite di resine sintetiche o poliestere. Al termine della pista, disposti a triangolo, ci sono i vostri bersagli: i dieci birilli. Lo scopo è ovvio: abbatterli tutti. Una variabile da tenere in considerazione, che può cambiare da pista a pista, è l’uso di alcuni materiali utilizzati per rivestire la pista: spesso la lane è ricoperta di uno strato di olio, gommalacca o nitrocellulosa al duplice scopo di modificare l’attrito della boccia e proteggere il legno dall’usura.
La partita si svolge in dieci frazioni, ognuna composta di due tiri: se riuscite a farli cadere tutti al primo colpo, realizzate uno strike e passate alla frazione successiva; in caso contrario, avete il secondo tiro per cercare di ottenere uno spare. Il calcolo del punteggio è articolato ma semplice da capire: uno strike vi dà dieci punti a cui sommare il risultato dei due tiri successivi (il massimo per un singolo strike è di trenta punti, nel caso in cui i due tiri successivi siano anch’essi due strike). Lo spare è calcolato con lo stesso meccanismo, ma al punteggio del tiro si aggiunge solo quello del lancio immediatamente successivo. Se nei due tiri della frazione non ottenete almeno spare, il vostro punteggio sarà semplicemente il numero di quelli abbattuti. E comunque non preoccupatevi troppo dei conti: da tempo, ormai, le sale bowling hanno i conteggiatori elettronici su ogni pista.

Un successo mondiale
È facile capire, dunque, perché il bowling è diventato uno sport così popolare, attualmente riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale: è un gioco semplice, accessibile a tutti, anche a chi è privo di particolari doti atletiche poiché, contrariamente a quanto si può credere, non richiede particolare forza fisica. Le leghe femminili contano decine di migliaia di lanciatrici di altissimo livello, e non è considerato uno sport “nobile” né “plebeo”.
è anche uno sport economico, se praticato a livelli amatoriali, considerato che una partita, solitamente, costa pochi euro a persona. Ovviamente anche intorno al bowling è fiorito un ampio mercato di accessori tecnici per professionisti o amatori di alto livello, che va dalle scarpe alle bocce, ai guanti, ecc. Con testimonial d’eccezione come Fred Flintstone e Homer Simpson, e con una serie di immagini cinematografiche e letterarie che lo associa al relax, alla compagnia e alla conversazione oziosa, il bowling è diventato un fenomeno di massa, e ogni giorno, circa un milione di uomini, donne e bambini, in tutto il mondo, cerca di abbattere dieci birilli di legno come faceva Martin Lutero nel XVI secolo.
 
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