Terzo
capitolo delle avventure di Jason Bourne che, dopo
The Bourne Identity e The Bourne Supremacy, chiude la
serie
dell’antieroe della CIA, rivelandoci, finalmente,
la sua identità
[di Mia Marmiroli] |
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ei
primi due film - ha affermato il regista Greengrass -
funzionavano, come motore della vicenda, le domande: Chi
sono e chi ha ucciso la mia ragazza? E le risposte nei
primi due film sono soddisfacenti ma non complete. In
questo terzo film dovrete capire come Jason Bourne sia
diventato Jason Bourne”. E tra i tanti eroi di film
di azione dotati di poteri sovrannaturali, lui merita
proprio un posto a parte: una spia intelligente, credibile,
con tratti molti umani, sempre al centro di storie intense,
raccontate con stile e humour.
Per tutte queste caratteristiche Bourne, pur lavorando
per la Cia, quindi per i servizi segreti, è stato
definito l’anti-007. E non solo per il look e per
il carattere ma anche per il suo modo di essere maschile
e mai maschilista.
Nel nuovo capitolo Bourne insegue le radici del suo passato
con l’aiuto di un giornalista (Considine). A sua
volta, la Cia cerca di toglierlo definitivamente di mezzo
per evitare che getti luce su un nuovo programma segreto.
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Tuttavia,
dopo l’assassinio della sua amata Marie da parte
di un killer, tutto ciò che Bourne desiderava era
vendicarsi e, una volta raggiunto il suo scopo, ciò
che voleva era scomparire per sempre e dimenticare la
vita che qualcuno gli aveva sottratto.
Ma la prima pagina di un quotidiano londinese in cui si
pongono interrogativi in merito alla sua esistenza, vanifica
tale speranza e Bourne si trova ad essere nuovamente un
bersaglio. Per questo terzo e, per ora, ultimo episodio
della serie, si rivedono Julia Stiles e Joan Allen, compaiono
David Strathairn, Scott Glenn e il grandissimo Albert
Finney. E poi c’è lui, Matt Damon, da dieci
anni sulla cresta dell’onda da quando arrivò
al grande successo come protagonista e co-sceneggiatore
(insieme al suo amico Ben Affleck) in Will Hunting, genio
ribelle: da ragazzo-prodigio a vero divo. |
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