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Istinto latino

Della sua Argentina conserva lo spirito caliente e la passione per la musica e in Italia è arrivata (e rimasta)
solo per amore. Belen Rodriguez, attualmente in tv con Fabrizio Frizzi,
si gode il successo ma resta con i piedi per terra.

[di Clarida Salvatori]


Si chiama Belen e viene dall’Argentina. Si sta affacciando ora nel mondo dello spettacolo italiano pur mantenendo intatta la sua spontaneità. E, nonostante il gossip l’abbia perseguitata per i suoi tre anni di fidanzamento con il calciatore del Milan Marco Borriello e anche perché è stata tirata in ballo nell’inchiesta di Paparazzopoli, Belen resta serena e non si sottrae a nessuna domanda.

Belen, ti sei lasciata sedurre anche tu da quella moda tutta italiana del calendario?
Non sono stata sedotta dalla proposta. E per la verità non era la prima volta che posavo nuda in vita mia. Ho iniziato quando avevo 17 anni. Ma in Italia c’è proprio una moda dei calendari sexy e provocanti. Per lavoro ho girato molto l’America: sono stata in Canada, in Messico, in Venezuela, in Cile. Credo che per noi sud americane sia meno imbarazzante fare questo tipo di foto. E tutto sta nelle intenzioni e nel modo in cui ti poni.

Poi, sempre quest’anno, è arrivato il salto in tv con la “Tintoria”?
È stata la mia prima offerta con il permesso di soggiorno. Non che prima fossi clandestina, ma non avevo il permesso speciale che serve per fare televisione. Quindi dovevo partire e tornare dall’Argentina e potevo fare solo prestazioni occasionali.

Ora hai altri progetti?
Sono impegnata con Circo Massimo Show, con Fabrizio Frizzi. Poi si vedrà.

E a sfilare non pensi più?
Sfilare mi diverte, mi è sempre piaciuto, ma dopo un po’ ti stanchi. Lo faccio da quando avevo 15 anni e ora ne ho 22. Mi diverto a fare da ospite o da madrina.

Ma com’è passare una giornata accompagnati da Belen?
Dipende dal periodo, la mia è una vita instabile. Capita che per un mese ci sia calma piatta, che stia a casa e che abbia molto tempo a disposizione. Poi quando lavoro cambia tutto. Lavorando in Circo massimo Show, per esempio, mi alzo alle 10, faccio colazione, studio il copione per due ore, possibilmente sotto il sole di Roma così ricarico le energie, e poi vado in studio a Cinecittà. Lì mi aspettano le prove, gli ospiti, il trucco. Conclusa la “trasformazione”, intorno alle 18,30, inizia lo spettacolo con 500 persone in studio. Finiamo tra le 22 e le 23, andiamo a cena, torno in hotel, parlo al telefono con mia mamma, col mio fidanzato che non vedo da un mese e vado a dormire perchè il giorno dopo si ricomincia.

Qual è la cosa che ti dà fastidio che dicano di te?
Tutte quello che dicono delle ragazze dello spettacolo in genere.
Mi dispiacerebbe se dicessero che sono una valletta qualsiasi, che non ha la possibilità o la capacità di parlare. Ma per fortuna non è l’impressione che suscito.
Nel periodo in cui avevo lasciato il mio fidanzato ho letto e sentito di tutto. Hanno inventato talmente tante cose che se io fossi realmente come mi hanno descritta non riuscirei neanche a guardarmi allo specchio. Il mondo dello spettacolo è pieno di gente cattiva che non gradisce il successo degli altri. L’invidia è una cosa brutta.

Avere sempre gli occhi dei curiosi e gli obiettivi dei fotografi puntati addosso è fastidioso o gratificante?
Premetto che è da gennaio che lavoro in tv. All’inizio quell’attenzione ti diverte, ti fa sentire importante soprattutto se hai 21 anni. Dopo però capisci il gioco, capisci che ti spiano in continuazione, che non puoi fare nulla che sia fuori dagli schemi, che non hai più una vita privata e che vieni giudicata dagli altri.

Il tuo nome è stato fatto nel filone milanese dell’inchiesta su Corona e Mora. Cosa dici?
Sono capitata nell’agenzia di Lele Mora prima che scoppiasse questo pasticcio. Non me lo aspettavo proprio, anche perché tutti mi hanno consigliato di andare da lui perché è il numero uno. Ed è vero. Secondo me tanta gente è stata tirata in ballo, proprio come è successo a me, non c’entrava niente e nell’inchiesta è entrata solo di riflesso. Chi mi conosce lo sa. Io non mi sono minimamente preoccupata.

Cosa vuol dire, per una ragazza che vuole fare spettacolo, essere la fidanzata di un calciatore?
Niente, a parte il fatto che parlano di più di te. All’inizio tutti mi chiamavano “la fidanzata di Marco Borriello”. Ma lui aveva appena iniziato e giocava a Reggio Calabria. Pensa che quando l’ho conosciuto io non sapevo neanche che facesse il calciatore. Se fosse stato un pallavolista o un nuotatore sarebbe stata la stessa cosa.

Tifi per il Milan? E allo stadio ci vai?
Non tifo per il Milan. Io mi affeziono alle squadre che danno spazio a Marco e che lo fanno giocare. E poi non amo andare allo stadio, lì è tutta una chiacchiera. Ma quando era al Treviso e alla Sampdoria non mi sono persa una partita. Ero in tribuna tutte le domeniche.
E ai Mondiali dell’anno scorso come hai fatto con l’Argentina?
Non c’era storia. Tifavo la mia Argentina, il mio paese ce l’ho nel cuore. Poi quando è stata eliminata, non sai quanto ho pianto! Dopo ho iniziato a tifare per l’Italia.
Alla finale avevo la pelle d’oca, saltavo dalla gioia.

Senti molto il legame con la tua terra?
Mi manca da morire. Per noi la famiglia è come per i napoletani. Sentiamo tantissimo il legame. Io non sono andata via da lì per cercare altro, sono venuta in Italia a lavorare e poi ho conosciuto Marco e sono rimasta. Ma appena posso, ritorno.

E Marco ha visto l’Argentina?
Non ci è ancor venuto, ha solo un mese di vacanze e a lui non piace allontanarsi. Sono più io lo spirito avventuriero.

Progetti per quest’estate?
Ancora no. Non sappiamo dove andremo ma quasi sicuramente nei soliti posti: Milano Marittima o la Sardegna.

Ti senti più argentina o più italiana?
Mi sento molto sud americana. Sono impulsiva, istintiva, faccio solo quello che mi va di fare.

Se dovessi descriverti a chi non ti conosce cosa diresti di te?

Non lo so. Sarebbe banale dire che sono solare, allegra. Direi invece che sono poco paziente, permalosa, orgogliosa e che detesto le perdite di tempo perché sono puntuale.

Romantica e sognatrice o disillusa e realista?
Romantica e sognatrice. Se ascolti le canzoni che ho sul computer piangi per quanto sono sentimentali. Credo nell’amore e nella fedeltà. Vivo per l’amore tanto che sono rimasta qui per lui.

Hai sempre detto che sognavi un amore da favola.
Lo hai trovato?

Sono sempre stata innamorata, fin da piccola e ho sempre vissuto le mie relazioni intensamente, dando tutta me stessa. Ma Marco è la mia prima vera storia d’amore, è il primo con cui farei un bambino.

Quanto sei gelosa da uno a dieci?
Dieci. Sono gelosa e insicura, forse perché non mi sento poi una “figa”. Ma non sono una che taglia la libertà all’altro. Mi ingelosisco magari se arriva un messaggio della sua ex o di una corteggiatrice, ma lui è così sincero con me che mi dice tutto e mi tranquillizza. Se, dopo esserci lasciati per due mesi, siamo tornati insieme vuol dire che è un grande amore.

La cosa più bella che un uomo ha fatto per te?
L’ha fatta Il mio papà nel darmi la vita, nel preoccuparsi per me, nel chiamarmi ogni giorno, nel darmi la serenità, nell’approvare le mie scelte.

Sei una brava donna di casa? O è vero che le showgirl sono imbranate ai fornelli?
Mia nonna è uno degli chef più noti in Argentina e avrei dovuto imparare qualcosina di più. Quando ho tempo mi dedico ai fornelli e non sono niente male. A Genova cucinavo sempre per Marco e lui era contento.

Il piatto che ti viene meglio in cucina?
La carne argentina e il purè con tanto burro.

Che musica ascolti?
Mi piace Ligabue, adoro le parole delle canzoni di Nek e il timbro della sua voce che mi tranquillizza. Ma anche Cremonini. Ascolto molto Rossana e Ricardo Arjona. Adoro cantare e sono anche bravina.

Un film che ti piace particolarmente?
The game. Mi piacciono i film di suspence e gli horror anche se, dopo averli visti, non riesco a spegnere la luce.

Leggi libri?
Sì. Non ne ho perso uno di quelli scritti da Federico Moccia. Ora infatti sto finendo Scusa se ti chiamo amore.

Nel tuo lavoro è importante avere una cultura?
Dipende da dove vuoi arrivare.
Se vuoi fare solo stacchetti per tutta la vita non credo sia necessaria una grande cultura. Se, invece, vuoi diventare come Michelle Hunziker allora sì.
L’importante è tenere allenata la mente, avere memoria, saper fare autocritica ed essere una persona piacevole. Il trucco sta nell’essere simpatica alle donne.

 
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