Un
uomo tanto intrigante quanto privo, almeno al cinema,
di stabilità emotiva e pace notturna. Che a togliergli
il sonno siano i rimorsi schiaccianti (L’uomo
senza sonno) o i doveri da supereroe (Batman Begins)
non fa differenza: al calare del sole per Christian
Bale la storia ossessivamente si ripete, dando vita,
di volta in volta, ad una girandola infinita d’incubi
e deliri. è sicuramente uno degli attori più
controversi ed inquietanti del panorama internazionale
ed ha trovato paradossalmente più notorietà
sugli schermi del computer che su quelli cinematografici:
il Christian Bale che s’incontra sul web ha il
volto diviso in split frame tra un’espressione
rassicurante e l’urlo improvviso della follia
che mette in risalto il suo lato mefistofelico. Un’immagine
senz’altro azzeccata per uno che ha fatto della
paranoia e della follia il proprio marchio di fabbrica:
“Credo che si possa essere concordi sul fatto
che un personaggio con problemi psicologici sia più
affascinante di uno che ride sempre”. E’semplicemente
geniale quando interpreta lo spettrale e complesso Trevor
Reznik nel thriller dostoevskijano L’Uomo senza
sonno (2004). Per essere naturale ed autentico mette
addirittura a rischio la propria salute mentale e fisica,
arrivando a perdere quasi 30 chili (circa 1/3 del suo
peso corporeo). Per mesi, seguito da un dietologo, dorme
poche ore per notte mangiando solo insalata, mele e
latte scremato. Il gioco è valso comunque la
candela. Secondo quanto da lui stesso dichiarato, queste
trasformazioni fisiche hanno pesantemente danneggiato
il suo metabolismo, ma gli hanno anche fatto guadagnare
un’ottima reputazione. I critici, infatti, colpiti
dalla sua dedizione, lo paragonarono a Robert De Niro,
che per il ruolo di Jake LaMotta in Toro scatenato era
ingrassato di 25 chili. Finita la sofferta interpretazione,
l’anno dopo si propone il problema inverso, quello
di riacquistare peso in vista del più possente
fisico di Batman.
Gli vennero dati soli sei mesi per adempiere a questo
compito. Bale ricorda di quel periodo: “Non potevo
dare un solo pugno il primo giorno. Tutti i muscoli
erano andati, così dovetti ricostruirli totalmente”.
Con l’aiuto di un personal trainer riuscì
nell’impresa, guadagnando 45 chili in esattamente
sei mesi. Continua a camminare sul filo dell’instabilità
emotiva e della delirante follia sia in American Psycho
in cui soffia a Di Caprio il ruolo dello psicopatico
serial killer Patrick Bateman sia in Harsh Times- I
giorni dell’odio dove interpreta Jim David, un
veterano della Guerra del Golfo afflitto da stress post-traumatico.
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Ma
come è iniziata questa folgorante, ossessionante
carriera? Nato in una famiglia di artisti, debutta a
teatro con Rowan Atkinson, alias Mister Bean, ed ha
il suo primo ruolo da protagonista a soli 12 anni ne
L’Impero del Sole di Steven Spielberg che lo sceglie
tra ben 4000 bambini: per l’intensa interpretazione
riceve una menzione speciale dal National Board of Reviews.
Negli anni seguenti ha ricoperto svariati ruoli, spaziando
da drammi a commedie, riuscendo sempre a dimostrare
la grande capacità d’immedesimazione nei
diversi personaggi e dando prova di grande versatilità
e profondità, nonché di un notevole trasformismo:
conosce molti accenti che è in grado di riprodurre
alla perfezione e non esita, come già detto,
a modificare il suo corpo. Ha rivelato recentemente
di voler riacquistare la spontaneità fanciullesca:
“Quando si è bambini tutto è molto
naturale; non si riflette sulla propria performance
come attore. è un approccio fantastico perché
si è più veri. Non è un caso che
molti attori cerchino di recuperare proprio questa negazione
della consapevolezza con delle tecniche.”
Bale, eletto da Entertainment Weekly come uno dei personaggi
più creativi del mondo dell’intrattenimento
ed incoronato dal pubblico come una delle 8 figure di
culto dell’ultimo decennio, si distingue dal resto
degli attori per la scelta di ruoli sempre diversi e
soprattutto rischiosi. “Ogni volta che si presenta
un progetto che tutti definiscono un grosso rischio
mi piace. Non ho scelto di fare l’attore per essere
mediocre o per piacere a tutti”. Agli scandali
rosa preferisce la famiglia. La collega ed amica Winona
Ryder, conosciuta sul set di Piccole Donne, gli ha presentato
la sua assistente, Sandra Blazic, e i due si sono sposati
nel 2000.
“Più cose si conoscono di un attore e meno
si guarda al suo lavoro e ai personaggi che interpreta”
sostiene, lasciando che di lui si sappia soltanto che
è un buon lettore di romanzi, vegetariano e convinto
ambientalista, con la casa piena di cani e gatti abbandonati.
è, inoltre, uno strenuo sostenitore, con il padre
David, di Greenpeace e del WWF e anche del Diane Fossey
Gorilla Fund e dell’Happy Child Mission. Perfezionista
ed esigente sul lavoro, è ancora in attesa del
film che lo porterà nell’Olimpo delle star.
Sarà forse il prossimo remake di Quel treno per
Yuma, western del ’57 dove recita al fianco di
Russell Crowe? In ogni caso, visti i presupposti, la
grande occasione non si farà attendere ancora
a lungo.
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