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Amy Winehouse - La maledizione del successo [torna indietro]

Ritratto a tinte forte della Winehouse,
un’artista complessa e depressa, spesso in bilico tra
la celebrità e il baratro. I suoi concerti sono sempre un evento
e i suoi album, follie a parte, rivelano un talento indiscutibile


[di Federico Grilli ]
La stampa inglese, in genere così poco tollerante nei confronti dei nuovi personaggi che poco si adattano ai cliché di bravi ragazzi casa e chiesa, ha da tempo puntato il dito sulle vicende personali della giovane artista Amy Winehouse che certo non sono passate inosservate anche al resto del mondo.
Instabile e insicura, afflitta da disordini alimentari oltre che psico-depressivi, Amy e il marito marito Blake Fielder-Civil, conducono una vita sempre sul filo del rasoio in cui droga ed alcool li hanno portati verso il baratro in più di un’occasione.
Come “maledette” calamite i due continuano a prendersi e lasciarsi per poi ritrovarsi, in una stanza d’albergo, per l’ennesimo rituale che, nell’arco di tempo di un “buco”, vanifica - ancora una volta - i sacrifici fatti per uscirne fuori. Quella notte diventa la storia più letta sui tabloid inglesi.
Amy scappa seminuda in giro per Londra alla ricerca di una squillo che le deve vendere nuova roba mentre Blake l’aspetta inebetito nell’hotel. I paparazzi si avventano su questa occasione ghiotta relizzando lo scoop più cliccato del dicembre 2007.
Arrestata e rilasciata in diverse occasioni Amy, per la sua esistenza sbandata, è stata spesso paragonata a Janis Joplin che, all’apice della sua carriera e a soli 27 anni, fu trovata riversa sul pavimento di un motel di Los Angeles morta per un’overdose di eroina combinata ad alcool.
E sono in molti, oggi, a temere lo stesso epilogo per Amy. La differenza è che, quarant’anni fa, gli artisti venivano spesso lasciati in balia delle loro crisi depressive, spesso “aiutate” da sostanze extra pagate dai manager delle majors; oggi, invece, si potrebbe prevenire il peggio solo se la “vittima” lo volesse.
In più di un occasione Mick Jagger ha espresso la sua preoccupazione per lo stato di salute di Amy, così come Ringo Starr e altri musicisti di rilievo.
Perfino la madre di Blake durante un’intervista alla BBC Radio ha chiesto ai fan di Amy di non comprare più i suoi dischi e all’etichetta discografica di non darle più premi e riconoscimenti fin quando non avranno risolto i loro problemi. “Il nostro più grande timore è che, se uno di loro muore, l’altro commette un suicidio, tanto è l’amore l’uno per l’altro”.
Proprio in occasione dei concerti è stata vista più volte salire sul palco barcollando, inciampare negli strumenti e poi rialzarsi e proseguire come se nulla fosse. In altre date ha addirittura interrotto più volte l’esecuzione di canzoni per andare via e ripresentarsi subito dopo. Come se non bastasse ha iniziato ad inserire il nome di Blake nei testi delle canzoni… Tutto questo ha fatto infuriare il pubblico che, in alcune occasioni, ha chiesto il rimborso del biglietto, mentre in altre ha semplicemente abbandonato la sala.

Figlia del Jazz
Cresciuta da sempre nella musica jazz grazie ad una famiglia di musicisti, Amy forma il suo background ascoltando artisti fra i più rappresentativi quali Frank Sinatra, Ella Fitzgerald e Dinah Washington. Come nelle migliori tradizioni arriva al successo un po’ per caso quando, giocando con la chitarra del fratello più grande, decide di comporre musica e testi non appena i genitori gliene regalano una tutta sua. “Non ho mai avuto una fase pop - ha detto la cantante - a parte quando avevo sei o sette anni, mi piaceva Kylie Minougue e amavo Madonna. Ho ascoltato «The Immaculate Collection» ogni giorno fino agli 11 anni e poi ho scoperto le Salt’nPepa e le TLC. Mi sono detta “Oh mio Dio... questa è la mia musica!» Così con la mia migliore amica Juliet abbiamo creato il nostro primo gruppo rap, Sweet’n’ Sour. Ero amara, naturalmente”.
Amy lascia la scuola, sperimenta le prime droghe ed entra a far parte del music business come reporter per un giornale occupandosi di musica e spettacolo. Mentre la sera affianca il fidanzato on-off Tyler James nella sua jazz band. Il resto è da copione. Qualche tempo dopo, alla prima esibizione da solista per la stampa, eccola salire sul palco con un trionfo di eye-liner e mascara, capelli posticci a formarle una pettinatura anni Sessanta (ora, invece, sfoggia una chioma biondo platino) e un paio di jeans strappati con la scritta “I Love Sinatra” ricamata sulla tasca posteriore.
Nonostante fosse la sua prima esibizione, era come vedere una rockstar consacrata esibirsi con i suoi musicisti: era il debutto dell’album Frank del 2003. Ed era solo l’inizio.
 
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