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American Gangster - America in bianco e nero [torna indietro]

Questa volta Ridley Scott fa centro. Washington il cattivo, Crowe l’incorruttibile E droga nelle bare dei morti in Vietnam. Una storia (vera) nella New York degli anni Settanta

[di Mia Marmiroli]
C'è chi scommette che questo sarà il film che darà l’Oscar a Ridley Scott. Il regista stempera gli animi affermando che “L’Oscar fa sempre piacere perché te lo danno i tuoi colleghi ma, arrivato alla mia età, me lo sono già dato io scegliendo di fare solo ciò che mi piace”. American Gangster, che ha avuto una falsa partenza al botteghino, lo ha poi sbancato alla vera e propria uscita con oltre 40 milioni di dollari al debutto. Un film che vanta vari record: è passato dalle mani di Terry George, poi Antoine Fuqua e alla fine Scott. Washington, che è nel progetto fin dall’inizio con un contratto con formula “play for pay”, ha ricevuto 40 milioni di dollari per il suo lavoro. E, bisogna ammetterlo, nonostante la cifra spropositata Washington, qui, è davvero da Oscar. Scott ha diretto un film di rara efficacia che racconta la vera ascesa criminale di un uomo, Frank Lucas, che creò il proprio impero sul traffico dell’eroina, gestendo in prima persona l’acquisto della materia prima in Estremo Oriente e lo spaccio al dettaglio sulla 116a strada nel quartiere di Harlem. Agli inizi degli anni ’70 Lucas riusciva a guadagnare un milione di dollari al giorno e il momento di massima “creatività criminale” lo ebbe quando fece arrivare la droga nelle bare dei soldati caduti in Vietnam. In quegli anni la corruzione della polizia era diffusissima nella città di New York, la guerra contro i vietcong stava costando cara a tutti, e i soldati che tornavano erano praticamente tutti eroinomani. La mafia, con la complicità di quella parte compiacente delle istituzioni, gestiva il mercato della droga e, in un simile scenario, era impensabile per un nero imporsi in questi affari. Ma non per Frank Lucas.
Il film, punteggiato da immagini di repertorio di quella guerra, ha una colonna sonora strepitosa ed una ambientazione realistica che seduce immediatamente gli spettatori. Nel cast eccellente, la controparte di Lucas è Richie Roberts ovvero Russell Crowe, nei panni del poliziotto dalle amicizie ambigue ma onesto davvero come pochi, che gli darà la caccia per tutta la vita fino ad assicurarlo alla giustizia.
Lo sceneggiatore del film, Steve Zaillian (che ha scritto Schindler’s List), ha fatto un lavoro magnifico, sicuramente ispirato a Scarface, ma a differenza di Paul Muni e Al Pacino, Washington offre un ritratto di un uomo a sangue freddo, che sa bene che un leader deve avere un codice d’onore, regole da rispettare, integrità e molta classe.

 
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