Logo Matrix



Jessica Alba - Splendida Alba [torna indietro]

Dalle serie televisive cult fino al successo planetario
de I fantastici 4, la bellissima Jessica ci racconta un po’ di sé,
confermando che di “invisibile”, a parte il suo ruolo da super
eroina, ha davvero (e per nostra fortuna!) ben poco


[di Gabriele Marcello]
Forse sono i suoi occhi dolci da cerbiatto, forse è il suo corpo perfetto e levigato come una donna del Canova, oppure la sua leggera eleganza, tanto distante dall’odierno pragmatismo (consapevole o meno) di molte star del cinema, ma Jessica Alba è davvero una bellezza fuori dal comune, di quelle che tolgono il fiato e metterebbero in crisi anche un super eroe dalla tempra d’acciaio. Ironia della sorte, Jessica al cinema è Sue Storm alias “la donna invisibile”, nata dalla geniale mente di Stan Lee e targata Marvel. Nonostante il ruolo, di invisibile in questa magnifica ventiseienne non c’è davvero nulla. Splendida mescolanza di razze (padre messicano, mamma franco-danese e sangue italo-spagnolo nelle vene), l’attrice è lontana anni luce dallo stereotipo della pupa hollywoodiana simil Barbie, tipico esempio di quell’immaginario pop che fa molto anni Ottanta. Anche se l’hanno definita “il bikini umano”, Jessica Alba non è la classica scultorea bagnina che corre sulla spiaggia di Malibù con i capelli al vento. Anzi, proprio non ci sta ad essere catalogata come “prodotto di largo consumo”, tutta esteriorità ed aria compressa, tanto da affermare: “La bellezza non è di grande aiuto se non è supportata da qualcosa di più solido. Fare la bella senz’anima non è quello che voglio!”
Nata sotto il segno del Toro, Jessica si è fatta le ossa (e i muscoli) sotto i riflettori e i primi passi li ha mossi proprio sulle punte. A sette anni studia danza classica con la dedizione di chi punta alla perfezione e, a diciannove, dopo aver preso parte ad serial per teenager come Flipper (vi ricordate quel delfino?) e aver girato due puntate del telefilm culto Beverly Hills 90210, viene scelta tra un migliaio di attrici per il ruolo di Max Guevara nel fortunato Dark Angel. Selezionatore delle fanciulle è il “titanico” regista James Cameron che deve aver visto lungo sulle potenzialità della bella Alba, perfettamente a suo agio nei panni di una coraggiosa donna-soldato esperta di Kung Fu. La ragazza che ha di fronte, infatti, non solo ha il fisico ma anche una formazione professionale che comprende i rigorosi corsi di recitazione della prestigiosa Atlantic Theater Company, fondata dal drammaturgo David Mamet. Il set di Dark Angel sarà per Jessica “galeotto” per la storia d’amore con l’attore Michael Weatherly che, tra alti e bassi, sarà destinata a concludersi presto. Anche se il serial Dark Angel dura solo due stagioni, per l’attrice rappresenta il trampolino di lancio che le permette di conquistare il ruolo principale in Honey, una commedia hip hop che racconta la storia di una ballerina che sogna (e, ovviamente, ottiene) il successo. Sempre ballando si fa strada sul set di Sin City nei (pochi) panni della stripper Nancy ed è qui che si consacra star nell’empireo hollywoodiano. Ancora una volta in bikini in Trappola in fondo al mare e per i due episodi de
I Fantastici 4 inguaina il suo “hot body”, in una tutina blu aderentissima, pronta a salvare l’umanità insieme ai suoi super compagni d’avventura. Jessica non è solo bellezza e red carpet, ma un’attrice che ama misurarsi anche con il cinema indipendente (come in Piccolo dizionario amoroso, inedito da noi), non disdegna la moda (è testimonial per il marchio Breil Tribe in Italia) e cerca di non farsi imbrigliare dalle regole dello star system.
Gli uomini impazziscono per lei, ma Jessica preferisce sedurli a modo suo e non prenderli al laccio come dovrà fare in Sin City 2. Per far colpo, infatti, preferisce parlare. Come ha fatto con noi.

Sei considerata tra le donne più belle del pianeta ma, allo stesso tempo, migliaia di bambini giocano con il pupazzetto ispirato al personaggio che interpreti nei Fantastici 4, Sue Storm. Come ti senti in mezzo a questi due “estremi del desiderio”?
Ho amato molto il personaggio di Sue Storm e i bambini mi piacciono molto, quindi la cosa non può che rendermi felice. Il lavoro dell’attore è quello di arrivare a comunicare emozioni e quando i destinatari sono i piccoli il compito è molto più delicato. Circa le classifiche sulla bellezza ammetto che è sempre molto piacevole rientrare in una top list, ma non è tutto nella vita.

Sei un meltin’ pot di razze e molte tue colleghe vivono questa condizione sia come una benedizione che come un problema.
Cosa hai da dire in proposito? Pensi di essere mai stata discriminata nel lavoro per le tue origini?
Non proprio discriminata, ma le persone che, come me, non sono dei “pure american” a volte vengono visti con un po’ di sospetto. Penso poi ad attrici come Jennifer Lopez o Halle Berry e mi rendo conto che hanno ruoli da protagonista senza cadere nel facile stereotipo.

Per fortuna, non c’è più l’immagine della bellezza americana bionda con gli occhi azzurri, ma si considera il processo di evoluzione sociale ed essere un crogiuolo di razze, ora, può essere un segno distintivo positivo.

In Sin City interpreti una nuova versione della pin up unita a quella della cow girl, mentre con Sue Storm regali al pubblico un personaggio più rassicurante. A quale tipologia di donna ti senti più vicina?

Mi identifico molto di più con Sue. Nancy, in Sin City, è un personaggio più ingenuo e bisognoso di protezione, mentre Sue vuole difendere il mondo dal Male. Lei è vicina al mio carattere per il modo in cui prende le decisioni e nella dedizione che mette in ciò che fa.

Parliamo di uomini. Sei come Nancy, forte e autoritaria, oppure preferisci la seduzione del romanticismo?
Non credo di essere come Nancy perchè sono molto più tradizionale. In ogni caso per me è fondamentale instaurare un dialogo con una persona. Il mio tipo ideale deve essere gentile, ironico ed intelligente. Ma, forse, non esiste…

Hai iniziato con due serie di grande successo come Beverly Hills 90210 e Dark Angel. Oggi la critica definisce la produzione seriale televisiva di gran lunga superiore a quella cinematografica. Che ne pensi?
Si tratta di due espressioni artistiche completamente diverse. In tv i personaggi sono spesso meno ambigui e misteriosi, proprio perché sai che li vedrai per lungo tempo, mentre il cinema crea una tensione maggiore. La serialità permette di stabilire un rapporto, a volte intimo, con il pubblico, mentre al cinema lo spettatore abbandona il mondo per la durata di un film. La differenza è lì, nell’esperienza totale della settima arte. In ogni caso, lavorare su entrambi i fronti, richiede sempre un grande impegno.

Come ti sei “spiritualmente” preparata ad interpretare un super eroe?

Quello su Sue è stato un lavoro portato avanti con grande intelligenza, oltre che con un notevole esercizio fisico. Ho visto il personaggio sotto un profilo umano, come una donna innamorata e legata al suo lavoro. Ho usato molto l’immaginazione e ho sognato di volare come quand’ero bambina.

A proposito di sogni, quello di oggi è inseguire l’eterna bellezza attraverso la chirurgia estetica a cui ti sei sempre dichiarata contraria…
Penso che ognuno sia libero di fare ciò che vuole della propria vita e del proprio corpo. Io non giudico ma non sono favorevole ad intervenire sul proprio corpo, a meno che non ci siano problemi gravi. Cambiarsi esteticamente è come cambiare personalità: ti gonfi di silicone e ti svuoti di anima. è vero che i media sembrano imporre un’idea di perfezione, ma non dobbiamo lasciarci sedurre da queste chimere.

Negli ultimi anni non ti sei fermata un attimo. La tua energia è davvero da super-eroe...
Sono stanca, infatti, e voglio andare in vacanza. è vero però che sono una persona dedita al lavoro, con una grande autodisciplina. Recitare mi esalta, mi gratifica: più il lavoro è duro, più sono felice.

Tra i personaggi che hai interpretato, qual è quello che ti è rimasto nel cuore?
Che domanda difficile! Sono tutti speciali, non credo ci sia un ruolo migliore dell’altro. Mentre giri vivi al massimo il tuo personaggio e quando esce il film anche lui va per la sua strada. Ogni ruolo ha la sua importanza.

In Honey eri una ragazza che, contando solo sulle sue forze, riesce a trovare il proprio posto al sole. Accade solo nei film o può essere realtà?
Con quel film speravo proprio di inviare un messaggio a tutti quei ragazzi che vogliono fare spettacolo. Certamente devi avere pazienza e aspettare la tua occasione, ma tutto è possibile. è vero che conta la fortuna ma il talento di più!

 
LA RIVISTA | LA REDAZIONE | LAVORA CON NOI | PUBBLICITA' | ABBONAMENTI | CONTATTI

© Al.Fa. Edizioni srl